Quesito

Caro Padre,
una domanda molto breve:
nella vita futura, dopo la Parusia, nei nuovi cieli e nuova terra, che importanza avrà il lavoro? continueremo a lavorare, a progredire (magari a inventare nuove tecnologie, a costruire nuovi palazzi) e così via. Lo chiedo perchè credo che il lavoro non sia cosa derivante dal peccato, dal momento che allo stesso Adamo era stato affidato il “progresso” dell’Eden.
Grazie ed una preghiera,
Pierluigi


Risposta del sacerdote

Caro Pierluigi
1. certamente il lavoro non è stato voluto da Dio come pena dovuta al peccato originale.
Dio ha comandato ai nostri progenitori di lavorare quando disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela” (Gn 1,27).
Il lavoro è stato chiesto da Dio anche nello stato di innocenza, è anteriore al peccato originale.
Questo fa capire che senza il lavoro l’uomo manca di qualcosa di essenziale alla sua vita e mostra come uomo e lavoro siano reciprocamente legati.
Del resto l’uomo è stato “creato a immagine e somiglianza di Dio” (Gn 1,26).
Mediante il lavoro l’uomo partecipa dell’opera creatrice di Dio e mette quanto produce a beneficio di tutti.

2. Dopo il peccato originale il lavoro si è caricato della fatica: “Maledetto sia il suolo per causa tua (dell’uomo)! Con dolore ne trarrai cibo per tutti i giorni della tua vita” (Gn 3,17).
In quel momento non è nato il lavoro, ma la fatica del lavoro, la quale diventa il testimone perenne della colpa dell’uomo.
La fatica ricorda la colpa e ricorda anche che per essa l’uomo viene associato all’opera della redenzione.

3. Tu mi chiedi se nella vita futura noi lavoreremo?
In senso stretto no, perché per lavorare ci vuole il tempo e di là saremo nell’eternità.
Inoltre il lavoro ricorda che l’uomo non possiede tutto. Ma di la possiederemo tutto, non ci mancherà nulla. La nostra mente sarà saziata nel conoscere anche le più ingegnose scoperte e anche quello che gli uomini avrebbero potuto fare e conoscere finché erano nella vita presente.
La vita eterna viene giustamente chiamata beatitudine eterna.
San Tommaso dice che la beatitudine è quello stato di vita cui nulla manca.

Ti ringrazio del quesito, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo