Quesito

Buongiorno, padre Angelo.
Le volevo chiedere un consiglio su come comportarmi con gli altri quando mi fischiano…le spiego meglio.
Faccio un lavoro un po’ delicato, assistente di redazione… è un bel ambiente ma molto variegato sotto tutti i punti di vista. I cattolici non sono proprio così ben visti…e ogni tanto ci scappa la canzonatura, noi a Napoli lo chiamiamo “sfottò”. Che a volte si prolunga in ciò che non è gradevole. Ecco non riesco a mantenere la calma quando mi iniziano a fischiare dietro. Non posso essere quello che sono perché do fastidio. Come posso “sopravvivere”?
Le chiedo un consiglio e con questo la ringrazio e la ricordo nel mio Rosario quotidiano.


Risposta del sacerdote

Carissimo, 
1. proprio domenica scorsa il Signore ci ha detto di prendere l’ultimo posto.
L’ultimo posto l’ha preso lui.

2. Da notare che l’ha preso non tra le persone onorate, il che sarebbe ancora passabile.
Ma tra le persone disonorate.
Ha voluto infatti essere condannato a morte con la croce che era la morte più vergognosa e più infamante.
I romani stessi, che comminavano talvolta la morte in croce, la risparmiavano ai cittadini romani per salvare per loro un minimo di dignità.

3. Ma proprio prendendo l’ultimo posto, il più infamante, Gesù si è fatto servo di tutti e ha compiuto l’opera più necessaria per l’umanità: la redenzione.
Nel sommo dell’umiliazione, ha compiuto l’opera più grande.

4. Quello che Gesù ha insegnato nella sua predicazione: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti” (Mc 9,35) l’ha fatto per primo.

5. L’autore dell’Imitazione di Cristo ricorda che “tota vita Christi crux fuit et martyrium (tutta la vita di Cristo fu croce e martirio).
Nella parte inferiore della sua anima, come osservano i buoni teologi, Gesù ha avuto davanti a sé tutti gli improperi e le crocifissioni che gli uomini gli hanno inflitto.
E così ogni istante della sua vita, fin dal primo istante del concepimento, ha avuto un’efficacia redentrice per l’umanità.

6. Anche noi di tanto in tanto siamo chiamati a prendere all’interno della Chiesa e dell’umanità il medesimo posto scelto da Gesù: quello di essere l’ultimo nel disonore per essere il più utile a tutti e per cooperare con Cristo a guadagnarne molti per la vita eterna.

7. Se farai così, non soltanto “sopravviverai” nella tua situazione, non vivrai nella maniera più profonda e più utile a tutti.
Santa Teresa di Gesù bambino diceva che “solo la sofferenza genera anime” (Storia di un’anima, 229).
Evidentemente solo la sofferenza unita alla carità, perché senza la carità potrebbe portare alla disperazione ed essere inutile.

Ti ringrazio di cuore per il Santo Rosario che hai recitato per me. Lo contraccambio volentieri.
Con l’augurio di “correre con perseveranza tenendo lo sguardo fisso su Gesù” (Eb 12,1-2), ti benedico.
Padre Angelo