Questo articolo è disponibile in: Italiano

Quesito

Salve caro padre Angelo sono Massimo e ci siamo già sentiti tempo addietro; innanzitutto volevo ringraziarla per l’opera che svolge attraverso il sito degli amici domenicani. Grazie alle sue risposte sempre chiare ed esaurienti, e, sempre correlate a riferimenti alle sacre scritture, mi sono stati chiariti molti dubbi; colgo l’occasione per porle una domanda: Lei spesso fa riferimento alle "vie straordinarie della salvezza"; quali sono? E se può darmi riferimenti scritturali.
Cordiali saluti e grazie.

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Massimo,
1. nella Sacra Scrittura non si parla esplicitamente delle vie straordinarie di salvezza.
È opportuno ricordare anzitutto che le vie ordinarie sono costituite dai Sacramenti, e in primis dal Battesimo.
Gesù infatti ha detto: “In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5).
L’acqua e lo Spirito indicano rispettivamente l’elemento esterno e visibile dell’incorporazione  a Cristo e quello interno e invisibile.
Si aderisce a Cristo attraverso la Chiesa con la quale Cristo ha detto di identificarsi (cfr. le parole rivolte a San Paolo al momento della conversione: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”. Non  ha detto perché perseguiti la Chiesa, ma perché mi perseguiti).
È all’interno della comunione ecclesiale che Gesù illumina con tutta la sua verità, vivifica con la grazia dei sacramenti e guida in maniera sicura verso il Cielo.

2. Non basta tuttavia l’adesione materiale alla Chiesa per salvarsi.
Di questo purtroppo sono convinti i testimoni di Geova, gli evangelici e molti protestanti, in un modo analogo a quello degli islamici per i quali è sufficiente essere islamici per essere sicuri del Paradiso, indipendentemente dal tipo di condotta, magari del tutto contraria alla legge naturale e divina.
È necessaria infatti anche la vivificazione dello Spirito che agisce per mezzo della grazia santificante che purifica e santifica.
La grazia viene comunicata in maniera certa nei Sacramenti se coloro che li ricevono non frappongono ostacolo.

3. Molti però non conoscono ancora Gesù Cristo perché non ne hanno avuto annuncio adeguato.
Come possono salvarsi?
Ecco allora aprirsi il discorso delle vie straordinarie della salvezza.
La Sacra Scrittura presenta diverse indicazioni.

4. Una prima la troviamo in 1 Tm 2,3-4: “Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità”.
Ora se Dio vuole tutti salvi, a tutti deve offrire la grazia senza la quale non è possibile diventare figli di Dio per adozione.
In quale maniera la comunica?
Attraverso vie che noi non conosciamo, ma che sono certe perché Dio salvatore nostro vuole tutti salvi.

5. Una seconda affermazione la troviamo in 2 Pt 3,9: “(il Signore) invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi”.
Siccome ci si perde solo perché si è sprovvisti della grazia, che è l’abito nuziale cui fa riferimento Mt 22,12, è chiaro che il Signore offre a tutti questo vestito altrimenti la sua volontà di salvare sarebbe contraddittoria.

6. Una terza affermazione: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
Illumina anzitutto con la luce naturale della ragione per la quale l’uomo giunge alla conoscenza dell’esistenza di Dio e della legge naturale (i dieci comandamenti) e illumina con la luce di una fede embrionale – ma comunque di ordine soprannaturale – come quella richiesta da Dio stesso nella lettera gli Ebrei: “Senza la fede è impossibile essergli graditi; chi infatti si avvicina a Dio, deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano” (Eb 11,6).
È così che illumina: facendosi conoscere come creatore e legislatore e presentandosi come giudice e premio.

7. Si può portare anche un’altra affermazione ed è quella che si trova negli Atti degli Apostoli nel famoso discorso di san Paolo all’areopago di Atene. San Paolo ad un certo momento dice che Dio “benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: «Perché di lui anche noi siamo stirpe” (At 17,27-28).
Egli infatti si fa trovare da quelli che non lo mettono alla prova, e si manifesta a quelli che non diffidano di lui” (Sap 1,2).
Lo mettono alla prova coloro che frappongono ostacoli alla sua conoscenza mediante il peccato.

Si potrebbe andare avanti, ma credo che queste affermazioni siano già sufficienti.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo