Quesito

Buon giorno gentile Padre Angelo,
Vorrei sottoporle un quesito.
Qualche tempo fa, ad un confessore ho posto la domanda a cosa era lecito o non lecito fare come attività sessuale fra marito e moglie.
La risposta molto semplice e breve è stata che nel rispetto reciproco dell’uno e dell’altro e nell’accrescimento della coppia tutto è legittimo.
Lei cosa dice?
Grazie e saluti.
Antonio


Risposta del sacerdote

Caro Antonio,
La risposta data dal sacerdote è giusta, ma troppo vaga e potrebbe essere fraintesa.

1. È giusta perché ogni forma di contraccezione non è rispettosa dell’altro, ma lo manipola secondo i propri gusti.
L’atto cessa di essere un autentico dono: si rifiuta di donarsi all’altro in totalità.
Nessuna bugia è rispettosa del prossimo, perché lede il diritto alla verità nelle parole e nei fatti.

2. È giusto affermare che tutto deve essere utile all’accrescimento della coppia.
Ma la contraccezione, che si sostituisce a Dio nel determinare quale sia il significato dell’esercizio della genitalità, non aiuta a crescere nelle sue vie e nella santità.

3. Questa espressione può essere intesa in senso sbagliato quando si pensa che sia sufficiente l’intenzione dei singoli a rendere buona o cattiva un’azione.
Non sono i singoli che determinano ciò che è bene o male, ma è soltanto Dio.
Il Concilio dice espressamente: “Quando si tratta di comporre l’amore coniugale con la trasmissione responsabile della vita, il carattere morale del comportamento non dipende solo dalla sincera intenzione e dalla valutazione dei motivi, ma va determinato da criteri oggettivi che hanno il loro fondamento nella dignità stessa della persona umana e dei suoi atti e sono destinati a mantenere in un contesto di vero amore l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana, e tutto ciò non sarà possibile se non venga coltivata con sincero animo la virtù della castità coniugale.
I figli della Chiesa, fondati su questi principi, non potranno seguire strade che sono condannate dal Magistero nella spiegazione della legge divina” (Gaudium et Spes 51).

Ti ringrazio del quesito, ti saluto, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo