Le scrivo perchè ho un dubbio sull’Eucarestia e sulla Trinità; vorrei anche dirle qualcosa sull’inferno

////Le scrivo perchè ho un dubbio sull’Eucarestia e sulla Trinità; vorrei anche dirle qualcosa sull’inferno

Le scrivo perchè ho un dubbio sull’Eucarestia e sulla Trinità; vorrei anche dirle qualcosa sull’inferno

Quesito

Caro Padre,
Le scrivo perchè ho un dubbio riguardante l’eucarestia. Dopo aver visto questo video, in cui veniva citato un passo della Bibbia: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna” mi è venuto da porle questa domanda. In alcune chiese, compresa la mia, viene data solo l’eucarestia, senza il calice, quindi volevo chiedere: “il sacramento è valido lo stesso o vale a metà?”
La mia seconda domanda riguarda la Santa Trinità. Dopo aver visto questo video mi è venuto il dubbio che la Santa Trinità è stata introdotta dall’uomo (l’imperatore Costantino voleva creare un nuovo dogma per mettere d’accordo politeisti e monoteisti) e che non è biblica, quindi volevo chiederle se è così oppure no.
Volevo lasciarle un link riguardante dei dipinti dell’inferno. Dopo aver letto alcune testimonianze lasciate dai santi ( San Giovanni Bosco, Suor Faustina) mi sono accorto che molti elementi descritti da loro compaiono in quei dipinti, quindi penso che siano reali. Alcune persone si sono convertite dopo averli visti e altre hanno rafforzato la loro fede.
La ringrazio per il suo tempo e per la sua disponibilità. Pregherò per lei per ringraziarla del suo aiuto 🙂

p.s. Il suo sito è molto utile e aiuta moltissime persone la ringrazio per il suo duro lavoro.
Luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
non sono riuscito ad aprire i video che mi hai mandato e pertanto rispondo direttamente alle tue domande.

1. Circa l’Eucaristia: nei primi secoli della Chiesa e anche più avanti si faceva la Santa Comunione sotto ambedue le specie del pane e del vino.
Tuttavia già a quei tempi non mancavano casi nei quali si dava la Santa Comunione sotto una sola specie. Così è provato che i malati, i prigionieri, gli eremiti del deserto si comunicavano solo sotto la specie del pane.
Così pure si dava la Santa Comunione ai bambini appena battezzati solo sotto la specie del vino.
Nelle Chiese ortodosse ancora oggi i bambini ricevono la comunione solo sotto la specie del vino subito dopo il Battesimo.
Dal secolo XI al secolo XII a poco a poco la comunione sotto una sola specie divenne una pratica comune in tutta la Chiesa.
La fede nella presenza piena del Signore in ciascuna specie però è sempre stata fuori discussione.

2. San Tommaso recepì questa fede e nella Somma teologica ne ha dato la ragione.
Ecco le sue precise parole: “È necessario riconoscere, secondo la fede cattolica, che tutto il Cristo è presente in questo sacramento.
Si noti però che le parti del Cristo possono essere in questo sacramento in due modi: primo, quasi in forza del sacramento (cioè del segno sacro del pane e del vino, n.d.r.); secondo, per concomitanza naturale.
In forza del sacramento è presente sotto le specie sacramentali ciò in cui direttamente si converte la preesistente sostanza del pane e del vino, come significano le parole della forma, che qui sono efficaci come negli altri sacramenti, e cioè: “Questo è il mio corpo”, “Questo è il mio sangue”.
Per concomitanza naturale poi è presente in questo sacramento ciò che è realmente congiunto con quanto costituisce il termine della conversione suddetta. Infatti, di due cose unite realmente tra loro, dov’è realmente l’una bisogna che sia anche l’altra” (Somma teologica, III, 76, 1).
E ancora: “Da quanto abbiamo già detto deriva come tesi certissima che sotto ognuna delle due specie sacramentali è presente tutto il Cristo: però in modi diversi.
Infatti sotto le specie del pane il corpo di Cristo è presente in forza del sacramento, il sangue invece per concomitanza naturale, come si è detto sopra riguardo all’anima e alla divinità.
Al contrario sotto le specie del vino è presente il sangue di Cristo in forza del sacramento, e il corpo di Cristo per concomitanza naturale, come l’anima e la divinità; questo perché attualmente il sangue di Cristo non è separato dal suo corpo, come lo fu nel tempo della sua passione e morte. Poiché, se allora si fosse celebrato questo sacramento, sotto le specie del pane ci sarebbe stato il corpo di Cristo senza il sangue e sotto le specie del vino il sangue senza il corpo, come voleva la realtà delle cose” (Somma teologica, III, 76, 2).

3. Il Concilio di Trento ha definito come dogma di fede che «il corpo ed il sangue di Nostro Signore Gesù Cristo è presente “in ciascuna specie”: “Se qualcuno negherà che nel venerabile sacramento dell’Eucaristia sotto ciascuna specie e sotto le singole parti di ciascuna specie, fatta la separazione, si trovi tutto Gesù Cristo, sia scomunicato” (DS 1653).
E spiega: “il corpo esiste sotto la specie del pane e il sangue sotto la specie del vino; l’anima sotto ambedue, in forza di quella connessione e concomitanza naturale fra tutte le parti di Cristo Signore, che è risorto da morte per non più morire; e la divinità per la sua mirabile unione ipostatica col corpo e con l’anima. Perciò è verissimo che tanto si contiene sotto una specie quanto in ambedue” » (DS 1640).

4. Per quanto concerne la seconda domanda ti rimando ad una risposta pubblicata a suo tempo nel nostro sito: ?Amici Domenicani – E‘‘ vero che Costantino intimorì un numero di
www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=3040 4 set 2014 una curiosità riguardo al Concilio di Nicea del 325 voluto da Costantino. E‘‘ vero che Costantino intimorì un numero di vescovi contrari alle …

5. Sull’inferno riporto a comodità dei visitatori quanto Santa Faustina Kowalska ha scritto in un giorno degli Esercizi spirituali (20 ottobre 1936):
“Oggi, sotto la guida di un angelo, sono stata negli abissi dell’Inferno.
É un luogo di grandi tormenti per tutta la sua estensione spaventosamente grande.
Queste le varie pene che ho viste:
la prima pena, quella che costituisce l’inferno, è la perdita di Dio;
la seconda, i continui rimorsi della coscienza;
la terza, la consapevolezza che quella sorte non cambierà mai;
la quarta pena è il fuoco che penetra l’anima, ma non l’annienta; è una pena terribile: è un fuoco puramente spirituale, acceso dall’ira di Dio;
la quinta pena è l’oscurità continua, un orribile soffocante fetore, e benché sia buio i demoni e le anime dannate si vedono fra di loro e vedono tutto il male degli altri ed il proprio;
la sesta pena è la compagnia continua di satana;
la settima pena è la tremenda disperazione, l’odio di Dio, le imprecazioni, le maledizioni, le bestemmie. Queste sono pene che tutti i dannati soffrono insieme, ma questa non è la fine dei tormenti.
Ci sono tormenti particolari per le varie anime che sono i tormenti dei sensi.
Ogni anima con quello che ha peccato viene tormentata in maniera tremenda ed indescrivibile.
Ci sono delle orribili caverne, voragini di tormenti, dove ogni supplizio si differenzia dall’altro. Sarei morta alla vista di quelle orribili torture, se non mi avesse sostenuta l’onnipotenza di Dio. Il peccatore sappia che col senso col quale pecca verrà torturato per tutta l’eternità.
Scrivo questo per ordine di Dio, affinché nessun’anima si giustifichi dicendo che l’inferno non c’è, oppure che nessuno c’è mai stato e nessuno sa come sia.
Io, Suor Faustina, per ordine di Dio sono stata negli abissi dell’inferno, allo scopo di raccontarlo alle anime e testimoniare che l’inferno c’è. Ora non posso parlare di questo.
Ho l’ordine da Dio di lasciarlo per iscritto.
I demoni hanno dimostrato un grande odio contro di me, ma per ordine di Dio hanno dovuto ubbidirmi.
Quello che ho scritto è una debole ombra delle cose che ho visto.
Una cosa ho notato e cioè che la maggior parte delle anime che ci sono, sono anime che non credevano che ci fosse l’inferno. Quando ritornai in me, non riuscivo a riprendermi per lo spavento, al pensiero che delle anime là soffrono così tremendamente, per questo prego con maggior fervore per la conversione dei peccatori, ed invoco incessantemente la misericordia di Dio per loro” (Diario, n. 741).”
Quanto Santa Faustina dice sulle caverne che le furono fatte vedere  evidentemente è un’immagine, che dipinge però in maniera esatta la realtà.

Ti ringrazio di avermi fatto toccare questi temi, in particolare l’ultimo.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo