Quesito

Caro Padre,
le scrivo per comunicare alcuni progressi nella ia vita cristiana.
1. nei confronti dell’impurità, le cui tentazioni mi perseguitano sempre, a parte la volontà ferma di non cadere, accetto che Dio permetta la mia sofferenza, la tentazione, cercando di fidarmi di Lui e anzi consapevole che questa possibilità di combattere è un dono, tramite il quale posso offrire le sofferenze per i fratelli e acquisire meriti per la vita eterna. In effetti, questa tentazione che in certi giorni provo insistente è una specie di “piccolo cilicio”: per questo ora mi sento pronto a tenermela, compreso quello che può succedere inconsapevolmente la notte, anche per tutta la vita.
Certo, potevo ragionare prima così. Sono stato uno stolto, non mi sono affidato totalmente a Dio; ora però confido nella Sua Misericordia.

2. Ho un’altra sofferenza, ed è nei confronti di una persona cara. E’ ormai da un pò di tempo che ingoio il rospo quando reagisce male, anche ingiustamente, senza ripicche anche se sarebbero giuste, e mi sforzo di perdonare: lì per lì ci sto male, c’è una parte di me che vorrebbe ribellarsi, alla quale questo sembra un atteggiamento troppo passivo, che si sente umiliata; però, alla lunga, facendo così mi sono accorto che questa persona è più tranquilla con me, e anche io sto meglio.
Questo mi ha fatto toccare con mano che la più grande forza del cristianesimo è il perdono. E sono contento, dopo aver letto tutte quelle storie di santi che soffrono tanto per Gesù, avere anche io la mia piccola monetina da donare a Dio. Tutti questi atteggiamenti sono venuti grazie alla preghiera più frequente, e soprattutto, più costante.

3. Leggo la Filotea praticamente tutti i giorni, e spesso torno a rileggere i capitoli che mi servono per determinate situazioni. Considero San Francesco di Sales il mio “padre spirituale del Cielo”, e mi piacerebbe che ogni cristiano della terra possedesse una copia del libro sul comodino: è un’opera talmente completa, preziosa e pratica, da non avere uguali nella mia esperienza di letture. Un pò come in tutte le professioni ci sono i testi propri di riferimento, questa, insieme alla Bibbia, è il manuale del buon cristiano. In pochi giorni, mi ha illuminato su moltissime cose.

La saluto e la ringrazio, affidandola alla protezione del saggio S. Francesco di Sales.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. c’è da ringraziare il Signore per averti liberato da un peccato che ti causava una grande oppressione interiore, analoga a quella che gli ebrei dovevano sopportare in Egitto.
Questa libertà interiore ti permette di impossessarti già fin d’ora della terra promessa e dei suoi frutti. Questa terra promessa è Gesù Cristo. Godere della sua presenza personale in virtù della grazia, poter ascoltare la sua parola, interloquire a lungo con lui, stare uniti agli eventi (misteri) della sua vita e destinare i suoi meriti inesauribili a favore di qualunque nostra necessità è per ogni credente una manna soavissima, come attesta San Tommaso, che dà una pregustazione di cielo.
Nessuno ti può privare di questo cibo deliziosissimo, perché è sempre presente dentro di te e lo puoi gustare in continuazione.
Sono certo che per questa pregustazione non rimpiangi per nulla le cipolle mangiate in Egitto, piaceri effimeri, che ti devastavano ed opprimevano.

2. Tuttavia il Signore, nei suoi disegni provvidenziali, continua a permettere le tentazioni e le permetterà ancora per tutta la tua vita.
È vero che noi non vorremmo neanche averle. Ma hai capito ben che, se il Signore le lascia, c’è un disegno provvidenziale a favore nostro e di tutti. Sono contento di aver letto queste tue precise parole: consapevole che questa possibilità di combattere è un dono, tramite il quale posso offrire le sofferenze per i fratelli e acquisire meriti per la vita eterna.
Sì, ogni vittoria rende più forti noi e conferisce fortezza a tutte le altre membra del corpo mistico di Cristo.
In questo combattimento, stai unito a Gesù penitente e tieni lo sguardo su di Lui, che per noi, per darci forza, soffre tentazione nel deserto di Giuda (sebbene non vi fossero tentazioni contro la purezza).
Sei chiamato anche tu, dunque, insieme con Lui, a dare forza a tutti perché possano aprire il loro cuore a Dio, rafforzasi e convertirsi.

3. Mi parli dei frutti dell’atteggiamento di pazienza e di serena sopportazione nei confronti di alcuni atteggiamenti di una persona cara.
Non può essere diversamente.
Quando eserciti la carità, inconsapevolmente ti stabilisci in Dio e Dio si stabilisce in te. È San Giovanni che attesta questa meravigliosa realtà: “Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4,16).
Non mi meraviglio allora del fatto che trovi cambiamenti nella persona che ti procura qualche fastidio.
La presenza di Dio dentro di te non è inoperosa. Dio agisce verso questa persona cara anche dall’interno del tuo cuore.
Continua così.
Si può applicare anche alle situazioni della vita familiare e quotidiana quello che diceva San Luigi Orione: “Solo la carità salverà il mondo”.
Noi possiamo parafrasare: solo la carità salverà le nostre famiglie; solo la carità salverà i rapporti con le persone care; solo la carità salverà le nostre comunità.

4. Sono d’accordissimo con quello che dici sulla Filotea di san Francesco di Sales. Io la regalo a molti giovani che intendono mettere ordine nella loro vita cristiana.
Sono persuaso che anche loro in pochi giorni saranno illuminati su moltissime cose.
È un classico, è intramontabile. Proprio ieri ho detto ad alcuni di giovani: fra ottant’anni la Filotea la capirete ancora meglio!

Ti ringrazio di avermi reso partecipe delle tue lotte, delle tue vittorie, delle tue esperienze di vita in Cristo.
Insieme con me, hai reso partecipi molti nostri visitatori che, dalla forza segreta e misteriosa delle tue vittorie, saranno capaci di farsi accompagnare come te da San Francesco di Sales e dalla sua insuperabile Filotea.
Ti ringrazio anche di avermi affidato a San Francesco di Sales. Contraccambio volentieri quest’affidamento, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo