Quesito

Buonasera padre Angelo,
sono un ragazzo di 24 anni molto interessato su come "scandire" la propria vita in funzione dei tempi liturgici, perché penso che il mio atteggiamento debba essere conforme a ciò che la Chiesa ha stabilito in accordo con Gesù.
Lungo tutta questa Quaresima che si sta concludendo, ho desiderato privarmi di alcune cose (tranne che nelle domeniche), in modo da vivere in maniera più "spinta" possibile questo periodo di penitenza in vista della Pasqua. Alle pratiche ben note del mercoledì delle Ceneri, Venerdì Santo e di ogni venerdì di Quaresima ho aggiunto impegni quotidiani come: astinenza da musica, dolciumi e carne (quando decidevo io che cosa mangiare), elemosina, via Crucis di venerdì, due digiuni settimanali, preghiera individuale (e.g. Rosario) in ginocchio. Non glielo dico per vantarmi, perché so bene che religiosi come lei magari digiunano ogni giorno di Quaresima, ma solo per illustrarle la mia tabella di marcia "personale" di tale periodo che ho vissuto con grande gioia.
In vista dell’imminente periodo pasquale – 50 giorni di festa – la mia intenzione era quella di smettere di digiunare e di non compiere una penitenza "spinta" nei giorni di venerdì, perché vedo questo periodo come una grande domenica. Pensavo quindi di annullare tutte le pratiche di penitenza quaresimali e di non preoccuparmi nel caso mi capitasse anche di mangiare carne o cibi ricercati di venerdì. 
Dopo la Pentecoste, ovviamente, sarei ritornato con la penitenza di venerdì per tutto l’Ordinario (astinenza da carni, dolciumi e musica, elemosina, Rosario in ginocchio) e al digiuno pre Solennità. 
Un discorso simile l’avrei ripetuto nell’Avvento (con un digiuno settimanale in meno) e nel Natale.
Leggendo alcune risposte sul sito degli Amici Domenicani, ho carpito che ogni venerdì dell’anno è giorno di penitenza, quindi volevo chiederle come vivere i venerdì di Pasqua e Natale nel modo migliore: come "distinguerli" da quelli dell’Ordinario per esempio.
Le chiedo anche qualche consiglio sul come evitare di ridurre queste intenzioni a una pratica monotona, infantile e superficiale.
La ringrazio per l’attenzione, per il sito degli AD, e assicuro un Santo Rosario per lei e i suoi confratelli,
Lorenzo


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,
1. la “tabella di marcia” che ti sei dato per la quaresima è molto bella.
Tutte queste pratiche senza dubbio conferiscono alla tua vita un taglio penitenziale.
Ti esorto a non tralasciarle mai in questi due tempi di avvento e di quaresima.

2. Io aggiungerei qualche cosa sotto il profilo spirituale.
Anzitutto ti direi di ravvivare spesso la motivazione e anche lo spirito per cui compi queste pratiche.
È la motivazione ed è lo spirito per i quali San Paolo dice: “Ora io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).
Ecco dunque la motivazione: in espiazione dei tuoi peccati e per la conversione di molti.
Questi “molti” possono essere identificati in alcune persone a te care per le quali desideri la conversione. Oppure in maniera generale possono essere intesi tutti.
Lo spirito con cui le devi compiere è la letizia che spinge a fare qualche cosa per il Signore: “Ora io sono lieto”. È la gioia di poter donare, di poter rinunciare a qualche cosa per darlo a Cristo e per l’edificazione del suo Regno.
È questo il motivo per il quale il santo Curato d’Ars diceva che ciò che costa in queste cose è solo il primo passo. Poi ci si prende gusto.
Sì, si prende gusto ad amare, a donare, a edificare,
È quel gusto per il quale ancora San Paolo diceva: “Tutto io faccio per il Vangelo” (1 Cor 9,23).

3. Oltre a queste motivazioni che devono essere presenti in tutti i giorni dell’anno, e non solo in Avvento e Quaresima, ti suggerirei di compiere anche altri esercizi, che sono squisitamente santificanti.
Ti indico il digiuno dal peccato, soprattutto dal peccato di lingua.
Indico la lingua perché la Sacra Scrittura dice: “E qual è il mortale che non ha peccato con la propria lingua?” (Sir 19,16).
E quando parlo di peccato di lingua accenno alla carità.
Impégnati, soprattutto in questi due tempi, a non parlar male di nessuno, anche se il male di qualcuno fosse alla luce del sole.
San Paolo dice che la carità “Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (1 Cor 13,7).
La traduzione precedente, anziché “tutto scusa”, diceva “tutto copre”.
Tutto copre impegna di più. Ci sono azioni che non si possono scusare, ma solo deplorare. E tuttavia, anziché parlarne per prurito di dire e di ascoltare, per amore del Signore si vuole coprire tutto, come del resto continuamente fa il Signore nei nostri confronti.
Quante volte, vivendo in certi ambienti e con persone che non ci vanno a genio, viene la voglia di raccontare l’ultima sul loro conto.
Ebbene coprire per amore del Signore è un’azione santificante, è un’azione che a detta di San Pietro copre nel mondo molti peccati (“Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati”, 1 Pt 4,8) e ci attira tante grazie (Sal 133,3).

4. In merito alla domanda specifica su come comportarsi nel tempo di Pasqua e di Natale hai già intuito quale possa essere la mia risposta.
A parte il venerdì dell’ottava di Pasqua, che è come il prolungamento del giorno di Pasqua, e il venerdì dopo Natale che è computato come solennità, negli altri venerdì (a meno che non coincidano con solennità particolari come l’Epifania, San Giuseppe e il 25 marzo) è obbligatoria l’astinenza.
D’altra parte non dobbiamo mai tralasciare un minimo di autodominio sui noi stessi e nello stesso tempo dobbiamo ricordarci che molti continuano ad andare lontano dal Signore anche nel periodo di Natale e di Pasqua e hanno bisogno della nostra cooperazione per essere ricondotti a Cristo.
In questo periodo puoi magari mitigare o annullare le penitenze che ti imponi da te stesso, ma continua a compiere quelle che ti comanda la Chiesa.

Ti ringrazio per la tua bella testimonianza e anche per l’opportunità che mi hai dato di aggiungervi qualche altra cosa.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo