Quesito

Cari amici Domenicani,
mi chiamo Filippo M., vorrei una delucidazione se possibile; che differenza c’è fra le S. Messe “collettive” (ho iscritto alcune persone alle messe giornaliere che verranno celebrate per loro perpetuamente) al Santuario di Loreto e le S. Messe “singole” (cioè una S. Messa specifica per una persona e per una sola volta).
Inoltre è efficace la S. Messa con la seguente intenzione: “per la conversione di una persona”; per ultimo: è fondamentale che chi “commissiona” la S. Messa sia anche presente alla stessa?
Grazie
Filippo M.


Risposta del sacerdote

Caro Filippo,
1. ogni Messa, in quanto perpetuazione del sacrificio di Cristo, ha un valore infinito.
San Tommaso in maniera categorica afferma che tanto vale la Messa quanto il sacrificio della croce.

2. Tuttavia sebbene il sacrificio della croce abbia di per se stesso un valore infinito, noi ne attingiamo sempre un frutto “finito”, “limitato”.
Tutto dipende dalla nostra capacità di aprirci a questo tesoro immenso.
Prova lampante è il fatto, pur compiuto il sacrificio di Cristo, ognuno di noi rimane quello che è. Abbiamo un deposito di valore immenso accanto alla nostra vita, ma la santità dipende dalla nostra personale partecipazione a questo sacrificio.
Lo stesso discorso vale anche per la Messa.
Una sola Messa sarebbe sufficiente per santificarci interamente. Ma questo non avviene. Non certo perché il sacrificio della Messa abbia scarsa potenza, ma perché noi non la tesaurizziamo.
È un discorso simile a quello dell’energia solare. È immensa di per se stessa. Ma noi ne prendiamo tanta quanta siamo disposti a riceverla.

3. Per questo tutti i teologi dicono che l’effetto della Messa ricevuto dai fedeli è limitato.
La conclusione allora è semplice: più si partecipa alla Messa (non solo con la presenza materiale, ma soprattutto con la partecipazione all’immolazione di Cristo), più grande è l’effetto che si riceve.

4. L’offerta data dai fedeli per la celebrazione della Messa è una piccola partecipazione materiale al sacrifici di Cristo.
Tirando fuori di tasca propria una certa somma (per quanto piccola), l’offerente si unisce al sacrificio di Cristo con un sacrificio personale.
È chiaro allora che – stando solo a questo aspetto – ci si unisce maggiormente con una celebrazione singola che con una celebrazione alla quale ci si congiunge in maniera molto debole, per il suddividersi dell’offerta in una serie di celebrazioni.

5. Tuttavia vi sono anche altri aspetti da tenere presente: quelli della devozione e del fervore personale.
Sapere che ogni giorno viene celebrata una Messa perpetua in un determinato Santuario in suffragio di coloro che si sono iscritti, crea una specie di legame con un luogo di devozione, ravviva la fede e l’unione quotidiana con il sacrificio di Cristo e con le anime dei defunti. E sotto questo aspetto l’iscrizione a queste Messe è certamente meritorio.

6. Pertanto non è possibile dire quale tipo di celebrazione produca maggiore frutto. La cosa è conosciuta solo da Dio.
Pertanto il mio consiglio è questo: hai fatto bene a iscrivere alcune persone alle Messe perpetue che si celebrano a Loreto e fai bene di quando in quando a farne celebrare anche singolarmente, specie negli anniversari o altre date particolarmente care.

7. È cosa buona fare celebrare delle Messe non solo per i defunti ma anche per i vivi, in particolare per la conversione di determinate persone.
Ti rispondo oggi 31 luglio, memoria di S. Ignazio di Loyola. Si legge di questo santo che non solo celebrava delle Messe per le sue intenzione, ma chiedeva ai suoi confratelli di celebrare Messe per le sue intenzioni.

8. Non è necessario essere presenti materialmente. Ma la presenza materiale aumenta il grado di partecipazione al sacrificio di Cristo. E se non si può essere presenti materialmente, si cercherà di esserlo con il pensiero, con la preghiera, con il raccoglimento.

Ti ringrazio per la domanda, la cui risposta potrà essere utile per molti.
Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

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