Caro Padre Angelo,
mi chiamo … e voglio esporLe la situazione di mia sorella, sposatasi a suo temo con un giovane proveniente da una famiglia cattolica. Insieme, fin dal periodo del fidanzamento e successivamente durante i primi anni di matrimonio, hanno sempre praticato con gioia la Messa domenicale. Mio cognato era un sincero cattolico ed è stato sposato da mia sorella anche e soprattutto in virtù di questo. Dal loro amore sono nati due figli.
Poco dopo la nascita del secondo, mia sorella scopre che suo marito la tradiva e lo coglie insieme con lei mentre la bacia ed accarezzava.
Anche se profondamente addolorata mia sorella decide cristianamente di difendere e proteggere il suo matrimonio a tutti i costi; si reca da questa donna e le chiede di lasciare in pace il marito. Ma questa le risponde che la relazione andava avanti da ben sei mesi; senza vergognarsi le dice a Beatrice di aver avuto rapporti con lui anche durante la sua ultima gravidanza; le dice di aver fatto di tutto per portargli via il marito verso cui provava una forte attrazione; le dice infine di mettersi l’anima in pace perché di lì a poco lei e lui sarebbero andati a convivere. Mia sorella torna a casa in lacrime; scongiura il marito di ravvedersi, di pensare ai loro due bellissimi figli. Il marito tuttavia non vuole sentir ragione; dice di provare un forte sentimento per l’altra, che non può negare.
Poco dopo questi abbandona definitivamente mia sorella e va a convivere con l’altra; mia sorella vive con grande dignità questi momenti; tiene stretti a sé i suoi figlie continua a recarsi ogni giorno alla Santa Messa. Mi disse, con mia grande sorpresa, che lei pregava ogni giorno per lui. 
Un anno mezzo dopo la "compagna" di suo marito partorisce. Non le posso descrivere il dolore di mia sorella nel vedere un’altra donna incinta di suo marito.
Tuttavia la più grande sofferenza è stata inflitta a mia sorella pochi mesi fa, a settembre, quando i due chiedono ed ottengono il battesimo per il bambino.
La gran parte delle coppie conviventi, derivanti magari da precedenti tradimenti o divorzi, desidera fortemente battezzare i propri figli. 
Conosco diverse coppie conviventi che lo hanno fatto. La gran parte dei sacerdoti concede infatti molto facilmente il Battesimo ai bambini nati in queste coppie, coppie derivanti spesso anche da adulteri, come nel nostro caso.
 A mio giudizio le coppie conviventi, e quindi, in quanto tali, non cristiane, desiderano battezzare i propri figli perché vedono nel Battesimo dei figli una sorta di legittimazione della loro illegittima unione (legga i link … che le indico). Infatti la gran parte dei sacerdoti non richiama all’ordine costoro che quindi si vedono confermati nella loro condotta; il battesimo dei loro figli, che è un atto pubblico che avviene in Chiesa alla presenza del sacerdote, costituisce, agli occhi della gente, una totale accettazione della convivenza da parte della Chiesa; infatti le coppie conviventi non decidono di battezzare i propri figli per compiere un atto di amore o carità ne confronti del neonato ma al contrario, utilizzano il battesimo, commettendo in tal modo sacrilegio, per legittimare sé stessi e i propri vizi; tutto questo con l’appoggio dei sacerdoti che, consci delle intenzioni dei genitori conviventi , non dovrebbero concedere il battesimo a questi bambini. I genitori di questi bambini non hanno infatti alcuna intenzione di educare i propri figli cristianamente; infatti loro stessi non vivono cristianamente in quanto conviventi e spesso adulteri.
Inoltre spesso il sacerdote al termine della Messa concede gli auguri ai genitori conviventi legittimandoli in tal modo nei loro vizi; a ciò si aggiunge che il battesimo è spesso seguito da una festa, che degrada e umilia il Sacramento del Battesimo.
Mia sorella ha dunque dovuto assistere al trionfo di questa donna, trionfo legittimato di fatto dalla Chiesa.
AugurandoLe una gioiosa celebrazione della solennità della Beata Vergine Maria Madre di Dio, porgo
Distinti Saluti


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ho letto la tua mail e condivido il tuo dolore e soprattutto quello di tua sorella, che è stata tradita.
Per fortuna tua sorella è credente e sono certo che il Signore la ripaga di tante sofferenze.
La Messa quotidiana è fonte di molte benedizioni.

2. Forse è vero che non poche persone irregolari vogliono il battesimo del bambino per vedere legittimata in qualche modo la propria situazione.
E questo è sbagliato.

3. Tuttavia la Chiesa è certa della salvezza eterna di un bambino solo se è battezzato.
I genitori irregolari forse non pensano affatto a questo.
Tuttavia la Chiesa ha il dovere di pensarci.

4. Inoltre, sempre mettendosi dalla parte del bambino, perché questo bambino deve essere discriminato nei confronti di altri?
Perché far pagare a lui i peccati dei suoi genitori?
Un giorno giungerà il tempo della prima Comunione. Di nuovo, perché dovrebbe rimanerne privo mentre altri suoi coetanei potranno farla?

5. Non va dimenticato poi che il Battesimo porta dentro la vita del bambino la grazia santificante e l’inabitazione di Dio.
Per la presenza della grazia e per la presenza di Dio questo bambino può ricevere tante altre grazie e soprattutto viene difeso dal comune avversario.
Come vedi il Battesimo è un tesoro grandissimo.
Può essere differito solo in caso in cui non vi sia nessuna premessa per la sua educazione cristiana.
Qualora però si trovasse in punto di morte, la Chiesa ricorda che vi è l’obbligo di battezzarlo.

6. Per assicurare un minimo di educazione cristiana la Chiesa chiede che almeno i padrini sia regolari.
Leggendo il link che mi hai indicato si può notare come molte donne facciano confusione perché i parroci negano di poter fungere da padrino a chi non è regolare. Ma non negano il battesimo a figli di irregolari.

7. Bisognerebbe poi che in occasione del Battesimo dei bambini si facesse dappertutto quello che si fa in alcune diocesi, e cioè che i genitori e i padrini vengano preparati spiritualmente con opportune catechesi.
In questo modo si eviterebbe che il Battesimo sia per qualcuno solo qualcosa di esteriore e venga inteso come una sorta di legittimazione per la propria situazione.
Sarebbe inoltre un’occasione preziosa per parlare al cuore dei genitori e metterli di  fronte alle proprie responsabilità davanti a Dio, davanti ai figli abbandonati e al coniuge tradito.

Assicuro una preghiera cordiale per tutti voi, feriti da questa dolorosa situazione e vi benedico. 
Padre Angelo