Quesito

Caro Padre Angelo
vorrei chiederle un consiglio su un mio desiderio che mi angustia da tanti anni. Sono felicemente sposata ho due splendidi figli di 14 e 9 anni ma da circa 6 anni desidero averne un altro, mio marito mi ha sempre promesso che prima o poi l’avremmo avuto ma sono passati gli anni e niente lui dice che ci sono i problemi economici che due figli li abbiamo io cerco di farmene una ragione so che quello che dice è giusto siamo in affitto facciamo fatica a tirare avanti ma il mio pensiero è sempre lo stesso ,mio marito mi aveva promesso che prima che compivo 40 anni lo avremmo avuto questo bambino ma, Padre, ne ho 41 e mezzo e non ne vuole sentire parlare specialmente con la crisi economica attuale. Io mi sento sempre più amareggiata e il fatto che la mia età avanza mi rattrista so che non l’ho potrò più avere questo figlio.
Secondo lei è giusto fare questi calcoli economici o dovremmo affidarci alla Divina Provvidenza e avere (o almeno provarci) questo terzo figlio?
So che il coito interrotto è peccato. Mi sento sempre più amareggiata e inquieta e non riesco a fare l’amore serenamente. Ho provato a spiegarlo a mio marito ma lui non capisce gli sembra un pretesto per raggiungere il mio scopo. Cosa devo fare?
In attesa di una sua risposta le invio i miei auguri di un buon anno nuovo.


Risposta del sacerdote

Carissima,

1. il numero dei figli lo decide la coppia.
Non un coniuge soltanto, ma la coppia.
Pertanto non può essere solo tuo marito a decidere né puoi essere solo tu.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II dice: “In virtù del diritto inalienabile dell’uomo al matrimonio e alla generazione della prole, la decisione circa il numero dei figli da mettere al mondo dipende dal retto giudizio dei genitori e non può in nessun modo esser lasciata al giudizio dell’autorità pubblica.
Poiché questo giudizio dei genitori suppone una coscienza ben formata, è di grande importanza dare a tutti il modo di educarsi a una retta responsabilità quale veramente conviene a uomini, nel rispetto della legge divina e tenendo conto delle circostanze reali e di tempo” (Gaudium et spes, 87).
E ancora: “Questo giudizio in ultima analisi lo devono formulare, davanti a Dio, gli sposi stessi” (GS 50).

2. La Chiesa chiede ai coniugi una paternità responsabile.
Nell’enciclica Humanae Vitae Paolo VI dice: “In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali la paternità responsabile si esercita sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato una nuova nascita” (HV 10).

3. Circa il coito interrotto Paolo VI nella medesima enciclica scrive: “è altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione dei figli” (HV 10).
Del resto in questa linea si era già espresso il Concilio dicendo che “nella loro linea di condotta i coniugi cristiani siano consapevoli che non possono procedere a loro arbitrio, ma devono sempre essere retti da una coscienza che si deve conformare alla legge divina stessa, docili al magistero della chiesa, che in modo autentico quella legge interpreta alla luce del vangelo.
Tale legge divina manifesta il significato pieno dell’amore coniugale, lo salvaguarda e lo sospinge verso la sua perfezione veramente umana” (GS 50).

4. Nella regolazione delle nascite sono leciti solo i metodi naturali, cioè quelli che sfruttano i ritmi di fertilità e di infertilità della donna.
Sempre nella medesima enciclica Paolo VI ha scritto: “Perciò “se per distanziare le nascite esistono seri motivi, derivanti o dalle condizioni fisiche o psicologiche dei coniugi o da circostanze esteriori, la Chiesa insegna essere allora lecito tener conto dei ritmi naturali immanenti alle funzioni generative per l’uso del matrimonio nei soli periodi infecondi e così regolare la natalità senza offendere i principi morali che abbiamo ora ricordato” (HV 16).

5. Va detto che il Magistero ha sempre avuto espressioni di elogio per la famiglia numerosa, se è voluta responsabilmente. In tal senso il Concilio ha detto: “I coniugi cristiani, confidando nella divina Provvidenza e coltivando lo spirito di sacrificio (1 Cor 7,5), glorificano il Creatore e tendono alla perfezione in Cristo quando adempiono alla loro funzione di procreare con generosa, umana e cristiana responsabilità.
Tra i coniugi che in tal modo soddisfano alla missione loro affidata da Dio, sono da ricordare in modo particolare quelli che con decisione prudente e di comune accordo, accettano con grande animo anche un gran numero di figli da educare convenientemente” (GS 50).

6. Se i coniugi praticano il coito interrotto o anche altre forme di contraccezione devono premettere la Confessione sacramentale alla Santa Comunione.
Paolo VI nell’Humanae Vitae ha detto: “Non intendiamo affatto nascondere le difficoltà talvolta gravi inerenti alla vita dei coniugi cristiani: per essi, come per ognuno, ‘è stretta la porta e angusta la via che conduce alla vita’ (Mt 7,14; Eb 12,11). Ma la speranza di questa vita deve illuminare il loro cammino, mentre coraggiosamente si sforzano di vivere con saggezza, giustizia e pietà nel tempo presente, sapendo che la figura di questo mondo passa (1 Cor 7,31).
Affrontino quindi gli sposi i necessari sforzi, sorretti dalla fede e dalla speranza che non delude; perché l’amore di Dio è stato effuso nei nostri cuori con lo Spirito Santo, che ci è stato dato (Rm 5,5); implorino con perseverante preghiera l’aiuto divino, attingano soprattutto nell’Eucaristia alla sorgente della grazia e della carità.
E se il peccato facesse ancora presa su di loro, non si scoraggino, ma ricorrano con umile perseveranza alla misericordia di Dio, che viene elargita nel sacramento della Penitenza” (HV 25).

Ti assicuro la mia preghiera perché il tuo desiderio possa essere soddisfatto e pienamente condiviso da tuo marito.
Il Signore ti benedirà e ti benedico anch’io.
Padre Angelo