Le chiedo se sia giusto ricevere prima comunione e cresima nella stessa celebrazione eucaristica

////Le chiedo se sia giusto ricevere prima comunione e cresima nella stessa celebrazione eucaristica

Le chiedo se sia giusto ricevere prima comunione e cresima nella stessa celebrazione eucaristica

Quesito

Caro Padre Angelo, 
volevo porle delle domande in proposito dei sacramenti.
1) È giusto ricevere prima comunione e cresime nella stessa celebrazione eucaristica?
2) Se la risposta è sì, volevo sapere che valore hanno i catechismi attuali della CEI dove prevedono tappe e percorsi differenti nella preparazione dei sacramenti: "Io sono con voi" e "Venite con me" per il Sacramento della prima comunione e "Sarete miei testimoni" per la preparazione del Sacramento della Cresima. 
3) Facendo la cresima e prima comunione insieme seguendo la prassi del rito liturgico, i bambini farebbero prima la cresima e poi riceverebbero la prima comunione. Non è più logico avere prima un’esperienza, un primo incontro con Cristo nell’Eucaristia e poi conseguentemente avendo già acquisito questa esperienza cibandosi del corpo di Cristo, diventiamo testimoni di Cristo con lo Spirito Santo avendo già la gioia di aver incontrato Cristo.
Grazie mille.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sull’ordine dei Sacramenti scrive San Tommaso: “I sacramenti della Chiesa mirano a due scopi: a perfezionare l’uomo in ciò che spetta al culto di Dio secondo la religione cristiana e anche a fornire i rimedi contro il peccato.
Ora per entrambi gli scopi è opportuno il numero di sette sacramenti.
Infatti la vita dello spirito ha una certa analogia con la vita del corpo; come in genere tutte le cose corporali hanno una certa somiglianza con quelle spirituali.
Ora, nella vita fisica sono due le perfezioni che l’individuo deve raggiungere: una rispetto alla propria persona; l’altra rispetto alla società in cui vive, essendo l’uomo per natura un animale socievole.
Rispetto a se stesso l’uomo nella sua vita corporale si perfeziona in due modi: primo, direttamente (per se) acquistando una qualsiasi perfezione; secondo, indirettamente (per accidens), liberandosi da ciò che minaccia la vita, cioè dalle infermità e da altre cose simili.
Il perfezionamento diretto della vita corporale ha tre tappe.
La prima è la generazione, per cui l’uomo comincia a esistere e a vivere. E nella vita dello spirito corrisponde ad essa il battesimoche è una rigenerazione spirituale; secondo quelle parole di S. Paolo: "Con il lavacro della rigenerazione, ecc." (Tt 3,5).
– La seconda è la crescita, per cui uno arriva alla pienezza della sua statura e della sua forza. E nella vita dello spirito corrisponde ad essa la cresima, nella quale ci viene dato lo Spirito Santo per irrobustirci. Difatti ai discepoli già battezzati Gesù disse: "Restate in città finché non siate rivestiti di forza dall’alto" (Lc 24,49).
– La terza è la nutrizione, con cui l’uomo conserva in sé la vita e la forza. E nella vita dello spirito corrisponde ad essa l’Eucaristia. Di qui le parole evangeliche: "Se non mangerete la carne del Figlio dell’uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita" (Gv 6,54).
Questo sarebbe sufficiente per l’uomo, se egli avesse fisicamente e spiritualmente una vita indeperibile; ma poiché oltre che nelle malattie corporali egli incorre in quelle spirituali, cioè nei peccati, sono necessari all’uomo dei rimedi contro le infermità. E questi rimedi sono due.
Il primo è la guarigione che restituisce la sanità. Nella vita dello spirito le corrisponde la penitenza, secondo la preghiera del salmista: "Sana l’anima mia, perché ho peccato contro di te" (Sal 40,5).
L’altro rimedio invece è il recupero delle forze con una opportuna dieta e con l’esercizio, a cui corrisponde nella vita dello spirito l’estrema unzione, la quale toglie le scorie dei peccati e dispone l’uomo alla gloria finale. Di qui le parole di S. Giacomo: "E se trovasi in peccati, gli saranno rimessi"(Gc 5,15).
Rispetto poi alla collettività l’uomo si perfeziona in due modi.
Primo, raggiungendo il potere di governare gli altri e di compiere atti pubblici. E nella vita dello spirito a ciò corrisponde il sacramento dell’ordine; perché, come dice S. Paolo, "i sacerdoti offrono sacrifici non solo per se stessi, ma anche per il popolo" (Eb 7,27).
Secondo, con la propagazione della specie. E questo avviene mediante il matrimonio, sia nella vita corporale che per quella spirituale; perché esso non è soltanto sacramento, ma anche ufficio di natura.
Da ciò risulta giustificato il numero dei sacramenti, anche sotto l’aspetto di rimedi contro le miserie del peccato.
Il battesimo infatti è contro l’assenza della vita spirituale;
la cresima contro la debolezza spirituale che si riscontra nei neofiti;
l’Eucaristia contro la labilità dell’animo rispetto al peccato;
la penitenza contro il peccato attuale commesso dopo il battesimo;
l’estrema unzione contro le scorie dei peccati non tolte del tutto dalla penitenza, o per trascuratezza, o per ignoranza;
l’ordine contro il dissolvimento della collettività;
il matrimonio contro la concupiscenza personale e contro i vuoti che la morte apre nella società” (Somma teologica, III, 65, 1).

2. Circa l’ordine tra i due sacramenti della cresima e dell’eucaristia San Tommaso è più sfumato quando scrive: “Il nutrimento precede la crescita come causa, ma la segue in quanto conserva l’uomo nella perfezione della sua statura e della sua forza.
E così l’Eucaristia può essere anteposta alla cresima, come fa Dionigi (De eccl. Hier. 3,2; 4,1) e  può posposta, come fa il Maestro delle Sentenze (Pietro Lombardo, Sentenze, 4, 2,1)” (Ib., 65, 2, ad 3).

3. Di fatto all’Eucaristia si fa precedere la Confessione, anche se questa nell’ordine verrebbe dopo.
In merito scrive San Tommaso: “Il ragionamento sarebbe esatto, se la penitenza occorresse necessariamente come preparazione all’Eucaristia.
Ma ciò non è vero, perché uno che fosse senza peccato mortale non avrebbe bisogno della penitenza per ricevere l’Eucaristia.
Questo rende evidente che la penitenza prepara alla Eucaristia occasionalmente, cioè nell’ipotesi del peccato. In proposito si legge nella Scrittura: "Tu, Signore, Dio dei giusti, non imponi penitenza ai buoni" (Orazione di Manasse)” (Ib., 65, 2, ad 4).

4. Di fatto per molti secoli la Cresima è stata data dopo la prima Comunione.
E in ragione di questo anche i Catechismi della Chiesa italiana di cui mi parli prevedono un percorso diverso per i due sacramenti tra i quali la prima Comunione precede la cresima in modo che tra  due sacramenti vi sia un lasso di tempo sufficiente per la debita preparazione.
La prima Comunione è prevista per la terza o quarta elementare, la Cresima per la quinta elementare o la prima media.

5. Di recente però alcuni hanno proposto e ottenuto di tornare allo schema più antico e di premettere la Cresima alla prima Comunione.
Con  la conclusione che per non differire troppo in là la prima Comunione fanno ricevere i due sacramenti nella medesima celebrazione verso i dodici anni.
I risultati di questa opzione sono ancora sotto discussione e non  convincono tutti.
Innanzitutto perché la prima comunione viene differita troppo in là, mentre San Pio X l’aveva portata agli anni in cui si acquisisce l’uso di ragione, e cioè verso i sette anni e anche prima. Aveva detto: “Avremo tra i bambini dei Santi”.
In secondo luogo perché pastoralmente la prima Comunione viene sopraffatta sotto il profilo organizzativo dalla Cresima che prevede i padrini e con essi i regali.
I regali evidentemente non sono obbligatori, ma nell’organizzazione della festa per un bambino esercitano un’attrattiva molto forte.…
Inoltre per il convenire di padrini e altre persone che in Chiesa vanno poche volte o addirittura mai vi è generalmente un grande chiasso, che impedisce ai bambini il dovuto raccoglimento non solo per la Cresima ma in  particolare per la prima Comunione.
Al dire di alcuni questa scelta sarebbe disastrosa.
Per altri invece è un punto di non ritorno.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo