Abbiamo subìto la fine del matrimonio religioso da parte dei nostri coniugi, perché ora dobbiamo anche subire la dannazione eterna?

////Abbiamo subìto la fine del matrimonio religioso da parte dei nostri coniugi, perché ora dobbiamo anche subire la dannazione eterna?

Abbiamo subìto la fine del matrimonio religioso da parte dei nostri coniugi, perché ora dobbiamo anche subire la dannazione eterna?

Quesito

Caro Padre Angelo,
Ho il cuore così triste perché temo di non poter salvare la mia anima dal fuoco dell’infermo e non so a chi chiedere aiuto…
Sono stata sposata per 10 anni. Un matrimonio celebrato in chiesa con un uomo dichiaratamente ateo. Un matrimonio sterile, senza prole per suo volere e suo desiderio. Un matrimonio a mio parere nullo. Poi dopo 10 anni mio marito mi ha lasciata, mi ha abbandonata e ha chiesto prima la separazione e poi il divorzio. Sono così divorziata.
Sette anni fa ho conosciuto un uomo anche esso abbandonato dalla moglie, che veniva da un matrimonio arido e senza prole. Ci siamo innamorati e abbiamo subito deciso di concepire un figlio perché i nostri cuori lo desideravano da tempo e sentivamo che essere genitori era la nostra vocazione, così abbiamo avuto una bambina. Siamo felici e viviamo (pur nei nostri limiti di peccatori) nella fede di Dio. Andiamo a messa e non riceviamo ne la confessione ne la comunione anche se con molta sofferenza.
Da qualche mese ci siamo sposati civilmente. Quindi siamo divorziati e risposati.
Dio ha benedetto le nostre vita con una figlia stupenda che per noi è tutta la nostra vita.
Purtroppo siamo consapevoli che viviamo nel peccato…. c’è un modo a suo avviso per salvare le nostre anime? So che lei ci suggerirà ti tentare  entrambi di ottenere l’annullamento e so che io potrei ottenerlo anche perché il mio ex marito è ben disposto a testimoniare che era ed e’ sempre stato Ateo e che in cuore suo non ha mai voluto una prole. Il problema però è che non sarà possibile per il mio marito attuale ottenere un annullamento del suo precedente matrimonio perché la sua ex moglie lo odia profondamente e farebbe di tutto per ostacolarlo.
Che possiamo fare? Vivere come fratelli? Io lo farei ma lui non riesce….
C’è una preghiera per ottenere la misericordia di Dio per persone come noi? Non vogliamo andare al inferno…possibile che Dio ci condanni? Abbiamo subito il male…abbiamo subito la fine del matrimonio religioso da parte dei nostri coniugi…perché ora dobbiamo anche subire la dannazione eterna? Dobbiamo forse pregare per la morte dei nostri ex coniugi così da poterci liberare da questa situazione di peccato?
Grazie per il suo ascolto e il suo aiuto


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. certamente la cosa più bella per voi sarebbe quella di potervi sposare e celebrare il sacramento del matrimonio.
L’ostacolo è costituito dalla durezza di cuore dall’ex moglie.
Ma non è impossibile sciogliere questa durezza perché nulla è impossibile a Dio.

2. La prima cosa che vi chiedo di fare è quella di recitare tra voi due ogni giorno il Santo Rosario per ottenere questa grazia.
Vi accorgerete subito che mentre direte il Rosario, cominceranno a piovere tante altre grazie sulla vostra vita e sulla vostra famiglia.
Durante quella preghiera voi portate la presenza di Gesù con la sua onnipotenza salvatrice tra le vostre mura e portate anche la presenza materna di Maria, al cui nome l’inferno trema e fugge.
Se le grazie del Rosario sono così grandi c’è forse subito da pensare che il Signore per ora abbia permesso l’indurimento di cuore di quella donna perché voi facciate l’esperienza della potenza del Rosario.
Con il Rosario otterrete prima o poi non solo la grazia che desiderate, ma anche l’effusione di mille altre grazie.
Ne avrete da ringraziare per tutta l’eternità.

3. Desidero dire poi che la Chiesa ama i suoi figli che vivono in situazione irregolare ed è sollecita della loro salvezza eterna.
Per questo ricorda loro che sono chiamati a partecipare attivamente alla vita della chiesa, nella misura in cui questo è compatibile con la loro situazione oggettiva.
Come membri della Chiesa, sono esortati:
– “ad ascoltare la Parola di Dio,
– a frequentare il sacrificio della Messa,
– a perseverare nella preghiera,
– a dare incremento alle opere di carità e alle iniziative della comunità in favore della giustizia,
– a educare i figli nella fede cristiana,
– a coltivare lo spirito e le opere di penitenza per implorare così, di giorno in giorno, la grazia di Dio” (Familiaris consortio 84).

4. In particolare la Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 14 Settembre 1994 circa la ricezione della comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati sottolinea il significato della comunione spirituale (n. 6) e ricorda che la partecipazione alla vita ecclesiale non può essere ridotta alla questione della ricezione della comunione, come spesso avviene.

5. Ugualmente la Chiesa insegna che i fedeli divorziati risposati non devono mai perdere la speranza di raggiungere la salvezza.
“La Chiesa con ferma fiducia crede che anche quanti si sono allontanati dal comandamento del Signore ed in tale stato tuttora vivono potranno ottenere da Dio la grazia della conversione e della salvezza, se avranno perseverato nella preghiera, nella penitenza e nella carità” (Familiaris Consortio 84).

6. Pertanto “la Chiesa invita i suoi figli, che si trovano in quelle situazioni dolorose, ad avvicinarsi alla misericordia divina per altre vie, non però per quella dei sacramenti della penitenza e dell’eucaristia, finché non abbiano raggiunto le disposizioni richieste” (Reconciliatio et Paenitentia 34).

7. All’insegnamento di sempre della Chiesa, va aggiunto anche quello di papa Francesco il quale in Amoris laetitia ricorda infine che l’obiettivo di ogni pastorale deve essere quello di “far percorrere la via caritatis. La carità fraterna è la prima legge dei cristiani (cfr Gv 15,12; Gal 5,14)” (AL 306).
Dice il Papa: “Non dimentichiamo la promessa delle Scritture: «Soprattutto conservate tra voi una carità fervente, perché la carità copre una moltitudine di peccati» (1 Pt 4,8); «sconta i tuoi peccati con l’elemosina e le tue iniquità con atti di misericordia verso gli afflitti» (Dn 4,24); «l’acqua spegne il fuoco che divampa, l’elemosina espia i peccati» (Sir 3,30).
È anche ciò che insegna sant’Agostino nel De catechizandis rudibus (I,14,22): «Come dunque se fossimo in pericolo per un incendio correremmo per prima cosa in cerca dell’acqua, con cui poter spegnere l’incendio, (…) ugual- mente, se qualche fiamma di peccato si è sprigionata dal fieno delle nostre passioni e perciò siamo scossi, rallegriamoci dell’opportunità che ci viene data di fare un’opera di vera misericordia, come se ci fosse offerta la fontana da cui prender l’acqua per spegnere l’incendio che si era acceso»” (AL 306).

8. Giunto al termine della mia mail non vorrei che dimentichiate quanto ho scritto al punto 2.
Per la vostra situazione attualmente è il più prezioso.
Dio non vi abbandona mentre lo invocate.
Né la Madonna cessa di essere madre di salvezza mentre per tante volte le ripetete “prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte”.
È Madre di misericordia soprattutto per coloro che riconoscono di essere dei poveri peccatori, come viene detto nell’Ave Maria in francese.

Alla vostra preghiera accompagno la mia perché tutto si sblocchi al più presto e vi benedico.
Padre Angelo