Quesito

Caro Padre Angelo,
la ringrazio innanzitutto ancora una volta per il servizio che fa a me e a tanti altri fedeli nel rispondere ai nostri dubbi; non dubito che potrà rispondere anche a questo mio dubbio che riguarda la mia "vita privata" e che mi preoccupa un po’.
Sono un ragazzo di vent’anni e pratico di tanto in tanto la masturbazione; è una tentazione nei confronti della quale sono particolarmente vulnerabile, anche se solo a periodi; infatti la cosa strana è che magari per mesi la cosa non mi passa neanche per la testa e poi improvvisamente basta un’inezia trovata anche per puro caso su internet e comincio ad essere divorato da una morbosa curiosità; comincio con cose a mio parere più innocenti, convinto di potermi fermare quando voglio, anche se dentro di me so benissimo che puntualmente sprofonderò sempre di più nel peccato e concluderò solo con la masturbazione; talvolta (ormai sempre più raramente) mi fermo prima e non do ascolto a quella vocina che mi dice "Ormai il peccato è fatto, tanto vale andare fino in fondo". Ora, io mi chiedevo se anche in questi casi in cui mi fermo prima del vero e proprio "fattaccio" si tratti di peccato grave che necessita di confessione; ovvero, riassumendo, se guardare immagini pornografiche senza masturbarsi sia da considerarsi peccato grave.
La ringrazio fin da ora e le prometto le mie preghiere, per quel che possono valere.
M.


Risposta del sacerdote

Carissimo M.,
ti domando scusa del forte ritardo con cui ti rispondo.

1. Venendo subito al dunque della tua domanda finale ti porto l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica: “La pornografia consiste nel sottrarre all’intimità dei partner gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli deliberatamente a terze persone. Offende la castità perché snatura l’atto coniugale, dono intimo degli sposi l’uno all’altro. Lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano(attori, commercianti, pubblico), poiché l’uno diventa per l’altro l’oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito guadagno. Immerge gli uni e gli altri nell’illusione di un mondo irreale. E’ una colpa grave” (CCC 2354).
E ancora: “Tra i peccati gravemente contrari alla castità, vanno citate la masturbazione, la fornicazione, la pornografia e le pratiche omosessuali” (CCC 2396).

2. Anche se non si trattava di pornografia ma di peccati di desiderio, Gesù è stato netto nel suo insegnamento quando ha proclamato: “Avete inteso che fu detto: "Non commettere adulterio"; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,27-28).

3. Nella Sacra Scrittura, e precisamente nelle Lamentazioni di Geremia, si legge: “Il mio occhio ha depredato la mia anima” (Lam 3,51 testo della Volgata).
E ancora: “È entrata la morte attraverso le finestre” (Ger 9,21 testo della Volgata).
Le finestre della nostra anima sono gli occhi. E la pornografia porta via tutto, è una vera depredazione.
Mi limito a sottolineare la depredazione più grave: ci viene portata via la presenza personale di Dio che vuole abitare dentro di noi come in un Tempio, sicché non si sente più la sua intimità da cuore a cuore. Per sperimentarla di nuovo è necessario ricuperare lo stato di grazia con la Confessione sacramentale.
E con essa ci viene portato via anche il suo Cuore che è la fonte di tutte le sue grazie.
Ci si sente soli, spogliati e nudi, come Adamo dopo il peccato originale.

4. Ti esorto a custodire invece quella purezza che ormai senti quasi a portata di mano.
Basta un atto di volontà, anzi, un atto di amore per il Signore per trovare la forza di resistere a qualunque tentazione.
Insieme con la purezza potrai sperimentare quanto siano vere le promesse di Dio, indicate nel libro della Sapienza: “Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile” (Sap 7,11).

5. Infine ti chiedo di non sentirti mai sicuro, anche se per un certo lasso di tempo ti senti come liberato da certe pressioni e tentazioni.
San Paolo dice: “Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere” (1 Cor 10,12).
È necessario essere persuasi che la purezza non viene da sola, ma necessita della “disciplina dei sentimenti, delle passioni e degli affetti” (PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA, Sessualità umana: verità e significato, 16).
Non si giunge alla purezza spontaneamente, come per inerzia e col semplice passare degli anni.
La capacità di amare rimane sempre insidiata dalla concupiscenza della carne. Vi sono forze oscure e palesi che inclinano all’impurità. Ciò comporta come risvolto pratico l’impegno di evitare le occasioni che provocano il peccato e di superare gli impulsi istintivi della propria natura: “Ogni persona sa, anche per esperienza, che la castità richiede di rifiutare certi pensieri, parole e azioni peccaminosi, come San Paolo si è ben curato di chiarire e ricordare” (PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA, Sessualità umana: verità e significato, 18).

6. Per questo ti esorto a domandare quotidianamente, se è possibile, il dono della purezza.
A molti nostri visitatori ho raccomandato la recita quotidiana del Santo Rosario.
Mentre ci santifica, questa preghiera tiene lontano da noi molte insidie.
San Tommaso dice che la contemplazione delle realtà divine rende inattiva l’inclinazione disordinata della concupiscenza.

Ti ringrazio delle preghiere che fai per me. Sii certo: il Signore le ascolta.
A mia volta ti assicuro la mia preghiera perché ben presto ti posa sentire del tutto liberato. Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo