Quesito

carissimi padri domenicani,
mi chiedevo: se una persona si confessa con un falso sacerdote, gli vale la confessione? Sopratutto se il penitente non lo verrà mai a sapere?
Grazie
Domenico


Risposta del sacerdote

Caro Domenico,
1. quella fatta ad un falso sacerdote non è una confessione sacramentale.
L’assoluzione data da costui non vale niente, perché non ha i divini poteri di rimettere i peccati.
È vero che il fedele è stato ingannato.
Ma per quanto riguarda la confessione non si tratta di un sacramento.

2. In che situazione rimane allora il fedele ingannato?
Bisogna distinguere.
Se nella confessione o anche prima della confessione si è sinceramente pentito dei suoi peccati (perché hanno offeso Dio e causato la morte di Gesù) allora si deve ritenere per certo che è già stato raggiunto dalla grazia.
Infatti il dolore sincero dei peccati è frutto della grazia santificante che precede e accompagna il dolore.

3. Tuttavia questo dolore non è vero se non include il proposito almeno implicito di confessare quei peccati. E nella confessione gli viene nuovamente effusa la grazia santificante e la grazia sacramentale.

4. Il soggetto di cui tu mi parli non andrà in seguito a confessare quei peccati, perché li ritiene già assolti.
In questo caso vengono assolti insieme agli altri che confesserà in una successiva confessione, venendo in qualche modo inclusi tra quelli dimenticati in buona fede.

5. Se invece nella confessione fatta ad un falso sacerdote ha emesso solo un atto imperfetto di dolore (si pente solo per il timore dell’inferno), i peccati gli rimangono. Il dolore imperfetto infatti viene perfezionato con l’assoluzione sacramentale.
In questo caso rimane ancora in peccato mortale, anche se non pensa di esserlo.

6. Le cose si risolvono da sole quando andrà a confessarsi in un successiva confessione per altri peccati. Quelli accusati nella falsa confessione non verranno detti, perché ritiene in buona fede che siano già stati assolti.
Ma con l’assoluzione dei peccati nuovi verranno assolti anche i peccati vecchi perché non erano stati taciuti per cattiva volontà.

7. Come vedi, per il fedele ingannato le cose prima o poi si aggiustano.
Ma per chi ascolta le confessioni fingendo di essere sacerdote le cose si mettono molto male. Per questo peccato si incorre nell’interdetto e cioè nell’impossibilità di partecipare in qualunque maniera alla celebrazione dei sacramenti, di ricevere i sacramenti e di celebrare sacramentali (ad esempio, dare la benedizione se uno fosse diacono).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo