Quesito

Caro Padre Angelo,
ho superato i trent’anni e dopo un paio di relazioni con ragazzi che non facevano al caso mio mi ritrovo sola.
Ho sempre avuto sin da piccola il desiderio di sposarmi ed avere 2 o 3 figli da crescere, anche se con sacrifici, seconda l’esempio che i miei genitori hanno dato a me.
So che sto sbagliando a parlare in questo modo ma sembra che il Signore non abbia apprezzato questo mio desiderio, visto che non mi hai mai fatto incontrare una persona dai miei stessi ideali e principi, ed ironia della sorte da 5 mesi uno di questi miei ex è diventato un collega di lavoro, suscitando spesso in me qualche pensiero…
Perchè il Signore mi sta tentando?
A volte penso che siano le ragazze che non si fanno troppi scrupoli su certe cose quelle che hanno la meglio, non quelle che cercano di rispettare certi principi!
Fino a qualche anno fa, vicino a casa mia, c’era un frate cappuccino veggente, e più di una volta mi disse: “il tuo primo figlio lo consacrerai a Dio”…
Perdoni la mia ignoranza in questo senso ma cosa in realtà significa questa affermazione a parte il fatto che sembra che un giorno sarò mamma?
Ma se è nel progetto di Dio questo bimbo perchè mi fa penare così tanto, gli anni passano…
La ringrazio per la Sua gentile risposta.
Un abbraccio


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. Mi scrivi: a volte penso che siano le ragazze che non si fanno troppi scrupoli su certe cose quelle che hanno la meglio, non quelle che cercano di rispettare certi principi!”.
Non ti posso dar torto del tutto, perché a volte sembra proprio così.

2. Tuttavia c’è quel sembra.
Il dubbio che ti assale è il medesimo che ha assalito il Salmista quando scrive: “Ecco, questi sono gli empi: sempre tranquilli, ammassano ricchezze. Invano dunque ho conservato puro il mio cuore e ho lavato nell’innocenza le mie mani” (Sal 73,12-13).
Poco dopo però il medesimo salmista si riprende e scrive: “Riflettevo per comprendere: ma fu arduo agli occhi miei, finché non entrai nel santuario di Dio e compresi qual è la loro fine. Ecco, li poni in luoghi scivolosi, li fai precipitare in rovina. Come sono distrutti in un istante, sono finiti, periscono di spavento!” (Sal 73,16-19).

3. Il giudizio più vero, dunque, non è quello che si dà secondo la logica del mondo, ma secondo quella di Dio: “Riflettevo per comprendere: ma fu arduo agli occhi miei, finché non entrai nel santuario di Dio”.
Noi dobbiamo giudicare secondo la logica della santità e dell’eternità.
Dobbiamo impegnarci a costruire nel tempo, certamente, ma avendo la logica della santità e dell’eternità.
Diversamente i nostri pensieri sono vani.
Non possiamo dimenticare quello che ha detto il Signore: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?” (Lc 9,25).

4. Per il resto ti dico di pregare e di confidare.
Rivolgi le tue preghiere anche al frate cappuccino che hai incontrato quando era ancora vivo perché adesso mantenga la promessa che ti ha fatto.
Rivolgiti anche alla Madonna e a san Giuseppe: che ti ottengano la grazia di formare una famiglia che sia secondo il cuore di Dio.

Ti assicuro il mio ricordo nella preghiera perché questo si avveri al più presto e nel migliore dei modi.
Intanto ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo

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