Quesito

Caro padre Angelo,
ho alcune domande forse un pò banali, a cui però non so dare una risposta.
Cosa è successo a Gesù all’orto dei Getsemani?
Perché piangeva sangue?
Sui vangeli c’è scritto che invitava gli apostoli a pregare per non cadere in tentazione. Era tentato anche Lui?
È vero che in quella notte c’e’ stata la più grande battaglia tra il regno della luce e quello delle tenebre vinta da Gesù? Dunque satana era presente? Tentava Gesù? Con quali tentazioni?
Gesù è stato tentato altre volte dopo le tentazioni del deserto?
Vi ringrazio molto e cordialmente vi saluto.
Pierpaolo


Risposta del sacerdote

Caro Pierpaolo,
1. Certamente Gesù è stato tentato nel Getsemani. Ne fa riferimento il Vangelo di S. Luca: “Dopo aver esaurito ogni specie di tentazione, il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato” (Lc 4,13).
Il tempo fissato è quello dell’agonia o combattimento nell’orto degli olivi e della sua passione.
Leggo in un Commentario biblico a Lc 4,13: “Benché sconfitto Satana aspetta un’occasione favorevole per dare a Gesù un nuovo assalto. Quest’occasione la troverà nella Passione; e dall’orto i Getsemani al Calvario muoverà terribile guerra a Gesù, riuscendo a farlo mettere in croce. La morte di Gesù segnerà però la sua definitiva sconfitta (Lc 22,53; Gv 14,30)”.

2. Quale è stata la tentazione di Gesù?
La possiamo scorgere in Mt 26,39 dove si legge che Gesù “pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Leggo sempre nel medesimo Commentario biblico: “Gesù conosce essere volere del Padre che Egli muoia per la salute del mondo, ma l’orrore che prova per la morte ignominiosa che sta per affrontare è tanto che la sua umana natura vorrebbe esserne dispensata. Ciò non ostante però, la volontà ragionevole di Gesù si sottomette interamente alla volontà di Dio e accetta di bere il calice fino all’ultima goccia, cioè di patire e soffrire quanto Dio ha stabilito”.

3. Gesù non piangeva sangue, ma, come dice San Luca, “sudava sangue” (Lc 22,44).
Scrive Pierre Benoit, il grande biblista domenicano discepolo del p. Lagrange: “I termini di Luca sono forse quelli di un medico, tanto son precisi.
Si ritiene infatti che Luca fosse quel caro medico menzionato da Paolo (Col 4,14) e si constatano nel suo stile i termini medici di un uomo erudito: qui, le gocce di sangue, il sudore, etc…
Questi termini esprimono una grande, angosciosa prostrazione fisica, che i medici possono spiegare come il segno di una estrema agonia” (Passione e resurrezione del Signore, p. 36).
E annota: “Un sacerdote che ha assistito un suo confratello fucilato dai tedeschi taci 1914 m’ha detto d’aver capito allora come sia possibile che un uomo pieno di salute sudi sangue nel momento del supplizio”.

4. I mistici tuttavia hanno aggiunto un’altra motivazione.
La beata Agnès de Langeac, domenicana, dice che Cristo vedendo tutti i peccati dell’umanità ne provò un tale orrore da sudare sangue.
Questo orrore Gesù l’ha avuto sempre, perché sempre gli erano dinanzi i peccati degli uomini. Ma sospendeva la ridondanza sul suo corpo di tale dolore altrimenti non avrebbe potuto vivere.
Per un’ora sola ha voluto mostrare agli apostoli quanto grande fosse il dolore che aveva nella sua anima. E lo ha fatto nel medesimo modo in cui per un’ora (la trasfigurazione) mostrò agli stessi Apostoli la gloria divina che brillava sulla parte superiore della sua anima.

Ti ringrazio per questi quesiti che ci portano a conoscere di più il Signore e nello stesso tempo ad amarlo in maniera più sincera.
Ti assicuro un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo