Quesito

Salve Padre Angelo,
sono Teo.
Volevo chiederle se in base ai versetti che citerò noi che crediamo in Cristo Gesù possiamo ritenerci “salvati”.
Ovviamente credere non basta, bisogna donare se stessi al Signore, cambiare la propria vita, vivere nel ricercare la sua volontà, operare nel suo nome…
Marco 16,16: chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
Giovanni 3,16: Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Atti 2,48: Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
Romani 8,24: Poiché nella speranza noi siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se visto, non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo?
2 Timoteo 1,9: Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità,
Tito 3,5: Egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo.

La saluto e la ringrazio…
Le auguro una santa e serena notte!!


Risposta del sacerdote

Carissimo Teo,
il problema nasce dal significato che si dà alle parole.
Per qualcuno credere significa sapere che Dio c’è. Ma questo lo sanno anche i demoni. Non è dunque questa la fede che salva. Per questo San Giacomo può dire: Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano! (Gc 2,19).
Secondo al Sacra Scrittura credere significa tre cose:
1. fidarsi di Dio,
2. obbedirgli,
3. abbandonarsi fiduciosamente in Lui.
Ti ripeto: anche i demoni sanno che Dio c’è, ma non si sono fidati di Lui, non gli hanno obbedito né si sono a Lui abbandonati.
Per questo il medesimo San Giacomo dice che “la fede, senza le opere è morta” (Gc 2,26).
Per fare qualche esempio: se uno non osserva i comandamenti di Dio non si fida di Lui, non Gli obbedisce, non si abbandona a Lui. In altre parole non ama Dio, ma solo se stesso e la propria concupiscenza.

2. Per quanto riguarda la salvezza va detto che il Signore l’ha già attuata: Infatti ha compiuto la nostra redenzione, ha aperto il Paradiso e ci ha meritato la grazia con la quale si consegue la vita eterna.
Ma questo non significa che noi siamo matematicamente sicuri di salvarci, perché col peccato possiamo rifiutare la salvezza che il Signore ci ha meritato.

3. Per questo San Paolo dice che siamo salvi nella speranza (Rm 8,24) e per questo la Volgata (che è il testo ufficiale della Bibbia) traduce Atti 2,48 così: Dominus autem augebat qui salvi fierent quotidie in idipsum (“il Signore aggiungeva ogni giorno alla comunità persone che si salvassero”.
2 Tm 1,9 ricorda che la salvezza che si ottiene accogliendo la misericordia a la grazia di Dio. Questi beni ci sono già, sono a nostra disposizione.
E chi li accoglie, è già inizialmente salvo e sta godendo la salvezza.
Ma questa salvezza, da parte del soggetto che la fruisce, non è ancora definitiva e irreversibile. Lo sarà solo al momento del giudizio. Nel frattempo è possibile perdere per strada beni così preziosi.
Tt 3,5 ricorda che la causa della salvezza non sta nei nostri meriti precedenti, ma nella misericordia e nella grazia che ci vengono accordate nel sacramento del Battesimo. Ma dopo essere diventati figli, è possibile diventare anche prodighi, e cioè scappati di casa.

Ti ringrazio dei quesiti, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo