Caro Padre Angelo,
sono una ragazza di 25 anni, avrei alcuni quesiti da porle, che durante la confessione per motivi di tempo (e anche perchè non è quella la sede adatta) non mi è stato possibile affrontare.
La prima domanda che volevo porle è questa: fino a che età un figlio deve rispettare il volere dei genitori?
Io vivo ancora con i miei perchè sto terminando gli studi, e riconosco purtroppo di avere un carattere un po’ infantile (senza "spina dorsale"). Di questi tempi però vivo con pesantezza i continui "rimbrotti" di mia madre…Ad es. a volte litighiamo prima di andare a Messa perchè a lei non piace il mio modo di vestire (jeans vecchi, scarpe da tennis etc.), mentre io mi sento comoda e a mio agio (anche se riconosco che potrei vestirmi meglio almeno la domenica). Quindi succede che spesso mi dice di cambiarmi, e io lo trovo un po’ umiliante, perchè penso che alla mia età dovrei decidere da sola come vestirmi….Dovrei accontentarla nonostante io ormai sia un’adulta?
Un altro episodio che vorrei raccontarle, è questo: per Natale avevo espresso l’intenzione di vendere un paio di orecchini e un braccialetto miei e dare il ricavato ai poveri, come c’è scritto nel Vangelo. Ho pensato di fare tutto di nascosto, perchè so che mia madre non avrebbe approvato, dal momento che questi orecchini sono un suo regalo di tanti anni fa, e lei ci tiene che io li conservi. Infatti 5 minuti prima di entrare dal compratore, mi è venuto questo dubbio: "E se poi facendo una cosa che mia madre non approva, non sto rispettando il comandamento di onorare i genitori?". Così alla fine dopo averli fatti valutare, ho sconcluso tutto e ho preferito chiederle prima il permesso, che ovviamente mi ha negato, perchè non vuole che io venda questi ricordi. Inoltre pensa che non sia buono incoraggiare la compravendita di oro, perchè potrebbe esserci dietro qualcosa di "poco chiaro". Per me l’oro non è importante, però effettivamente quando mi hanno valutato gli orecchini 15 euro, anch’io ci sono rimasta male (mia madre li aveva pagati più di 100). Per il braccialetto invece mi hanno offerto 90 euro, che era più di quanto mi aspettassi, infatti lì per lì mi sono detta: "Ma devo dare davvero tutti questi soldi ai poveri?" (commettendo un brutto peccato di avarizia). Comunque alla fine sono rimasti invenduti, ed io mi sento un po’ in colpa perchè non so se ho fatto bene o male a dar retta a mi madre, o avrei dovuto mantenere il proposito fatto a Dio?
La stessa cosa è accaduta con un cagnolino di peluche (un mio caro ricordo d’infanzia) che avevo promesso di donare ad una associazione, anche se ammetto che mi piangeva il cuore a separarmene…mia madre però mi ha scoperto e mi ha detto "No, quel cagnolino no!"…Secondo lei dovrei lasciar perdere o provare a portarlo ugualmente di nascosto? Io ho pensato che se Dio mi mette degli ostacoli forse è perchè non desidera che faccio queste cose? Oppure perchè non mi ha visto sicura nella mia volontà?
Il secondo quesito è questo: io ho fatto voto di tagliarmi i capelli corti per un periodo di tempo abbastanza lungo (se vivrò così a lungo), e inoltre di rinunciare alla vanità per 3 anni, ovvero ai cosmetici e simili…Ho fatto tutto di testa mia, perchè sentivo di essere troppo vanitosa. Adesso però noto nelle persone intorno a me un certo disagio (incomprensione) per questa mia scelta (anche se io non ho mai detto a nessuno del voto, quando mi chiedono qualcosa sui capelli io tergiverso oppure invento delle scuse omettendo il vero motivo..faccio male a fare questo?). Mia madre mi ha detto chiaramente di non tagliarmi più i capelli così corti, perchè "non riesce a guardarmi", ma neanche lei sa del voto. In effetti anch’io a volte mi guardo allo specchio e mi deprimo, altre volte invece sono contenta…noto anche degli effetti positivi, tipo mi piace uscire per strada senza destare attenzioni, mi sento "più libera". Il fatto è che non riuscivo ad accettare l’invecchiamento e l’abbruttimento (avevo già comprato creme antirughe etc.), insomma ero ossessionata. Adesso penso che la vita sia solo un passaggio transitorio, anche se ogni tanto ho un po’ di sconforto e mi capitano dei ripensamenti, però alla fine sono convinta di ciò che ho fatto e non mi va di annullare il voto…Lei cosa ne pensa di questa scelta? Se mia madre dovesse proibirmi o cercare di dissuadermi di andare dal parrucchiere (non succederà, ma nel caso succedesse) cosa dovrei dirle?
Avrei altre cose da chiederle ma mi fermo qui, perchè mi sono dilungata già troppo…la ringrazio moltissimo per il tempo che mi dedicherà e la saluto affettuosamente.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. è difficile dire fino a quando un figlio deve obbedire al volere dei genitori. Certo, noi cristiani abbiamo l’esempio di Gesù, che sceso a Nazaret dopo la smarrimento nel tempio visse sottomesso ai suoi genitori fino all’età di trent’anni, quando iniziò il suo ministero.
Ma non è semplicemente questione di sapere fino a che età è necessario obbedire o stare sottomessi. Ci sono delle virtù o atteggiamenti interiori che siamo chiamati a praticare sempre in quanto siamo cristiani e intenzionati a seguire Gesù Cristo nella santità della vita.

2. La prima di queste virtù si chiama carità.
Pertanto se tu sai che vendendo un regalo di tua madre per dare il ricavato ai poveri le causi un dispiacere, tralascia di vendere quel regalo e piuttosto dà in elemosina di nascosto qualcosa dei tuoi piccoli risparmi.
Così rimane intatta la tua carità e non causi alcun dispiacere.
La Sacra Scrittura ci esorta a compiacere il prossimo nel bene, preferendo il piacere del prossimo al nostro tornaconto personale: “Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo nel bene, per edificarlo. Anche Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma, come sta scritto: Gli insulti di chi ti insulta ricadano su di me” (Rm 15,1-3).
Lo stesso discorso vale anche per l’acconciatura dei capelli. Tra  il tagliargli così corti da far senso e la ricercatezza eccessiva c’è una via di mezzo da percorrere.

3. La seconda di queste virtù, che è importante per un cristiano che voglia seguire Gesù e percorrere la strada della santificazione, è l’umiltà.
Se ci prefissiamo l’obiettivo di essere umili a tutti i costi viene meno la discussione su fino a quando è necessario essere obbedienti ai genitori.
L’umiltà passa attraverso tante strade. San Benedetto ne ha elencate dodici.
A dire il vero San Benedetto più che di strade parla di scalini:
Te li elenco e puoi vedere da te stessa se il tuo modo di agire è improntato a umiltà. Metto in corsivo quelli che ti riguardano più direttamente:
1. temere Dio, e nel ricordare tutto quello che ha comandato.
2. non assecondare la propria volontà.
3. regolandola ad arbitrio del superiore.
4. non desistere a motivo delle cose dure e difficili che possono capitare.
5. riconoscere e confessare i propri difetti.
6. stimarsi incapace di cose importanti in considerazione delle proprie deficienze.
7. non mettersi al di sopra degli altri.
8. non discostarsi dalla regola comune.
9. non parlare prima del tempo.
10. parlare brevemente non oltrepassando la misura.
11. la modestia degli occhi.
12. la repressione del riso e degli altri segni di gioia spensierata” (San Tommaso, Somma teologica, II-II, 161, 6).

4. Devo riconoscere che lo spirito di fondo che ti anima è buono, anzi è veramente cristiano.
E sotto questo aspetto ti dico di coltivarlo, anzi, di accrescerlo dentro di te.
Il senso della provvisorietà della vita presente deve pervadere ogni tua azione in modo tale che gli obiettivi della carità e dell’umiltà siano i criteri attorno ai quali permei tutta la tua esistenza, tutte le tue azioni.
So di qualcuno che al termine di ogni giornata si domandava quanti progressi aveva fatto nella carità e nell’umiltà.
Non è anche questo un buon metodo di esame di coscienza, che spinge ad andare sempre più avanti nella via di Cristo giorno dopo giorno?

5. Un’ultima cosa, che non è obbligatoria ma è molto importante.
Non sarebbe male se prima di prendere certe decisioni tu chiedessi consiglio al tuo confessore o alla tua guida spirituale.
In questo modo alimenteresti di continuo lo spirito di fondo che è buono e nello stesso tempo avresti occasione di temperare le tue decisioni, motivate da alti slanci, con le misure più adatte alle circostanze in cui vivi.

Ti ringrazio di avermi dato occasione di trattare di questi argomenti di fondo della nostra esistenza.
Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo