Quesito

Caro Padre Angelo,
Seguo con interesse il suo blog che risponde alle domande che le vengono poste da tanti giovani.
Ne ho una anch’io.
La prof. di religione, parlando del bel racconto biblico di Mosè che riceve le tavole della legge, ha detto che non va letto come un fatto realmente accaduto.
Secondo la prof. si tratterebbe di una narrazione che ha lo scopo di insegnare che   tutti gli uomini, fin da prima di Mosè, hanno sempre percepito una legge interiore: onora Dio, i genitori e gli anziani, non rubare, non uccidere, ecc.
Che cosa dice la Chiesa in proposito?
Grazie.
Luigi.


Risposta del sacerdote

Caro Luigi,
1. è vero che i comandamenti, prima di essere scritti su tavole di pietra, erano stati scritti da Dio nel cuore dell’uomo.
Ogni uomo li poteva riconoscere.
Ma ai tempi di Mosè (e non solo a quei tempi) il cuore dell’uomo si era molto indurito e proprio per questo non riusciva più a leggere i dettami della coscienza.
Per questo S. Agostino dice: “Affinché gli uomini non potessero lagnarsi che la legge era incompleta, Dio ha scritto sulle tavole della legge ciò che essi non leggevano nei loro cuori. Certamente questi precetti vi erano scritti, ma non volevano leggerli. Dio li mise sotto i loro occhi perché fossero costretti a vederli nella loro coscienza: la voce di Dio, avvicinandosi in qualche modo agli uomini esteriormente, li costrinse a rientrare nel loro intimo” (In Psalm., 57, 1).

2. Fatta questa premessa, non c’è ombra di dubbio che siano stati dati da Dio stesso.
Il testo sacro dice: “Quando il Signore ebbe finito di parlare con Mosè sul monte Sinai, gli diede le due tavole della Testimonianza, tavole di pietra, scritte dal dito di Dio” (Es 31,18).
Col dito di Dio, e cioè scritti in modo soprannaturale e dati da Dio stesso.
Altri precetti sono dati da Mosè, ma questi – come viene sottolineato -vengono da Dio stesso.

3. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ripetutamente dice che sono dati da Dio.
Lo afferma quando dice che li conosciamo per divina rivelazione: “I dieci comandamenti appartengono alla Rivelazione di Dio.
Al tempo stesso… mettono in luce i doveri essenziali e, quindi, indirettamente, i diritti fondamentali inerenti alla natura della persona umana.
Il decalogo contiene un’espressione privilegiata della legge naturale” (CCC 2070).
E “Quantunque accessibili alla sola ragione, i precetti del Decalogo sono stati rivelati. Per giungere ad una conoscenza completa e certa delle esigenze della legge naturale, l’umanità peccatrice aveva bisogno di questa rivelazione: Una completa esposizione dei comandamenti del Decalogo si rese necessaria nella condizione di peccato, perché la luce della ragione si era ottenebrata e la volontà si era sviata.
Noi conosciamo i comandamenti di Dio attraverso la Rivelazione divina che ci è proposta nella Chiesa, e per mezzo della voce della coscienza morale” (CCC 2071).

4. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice ancora in maniera assertiva: “Le « dieci parole » sono pronunciate da Dio durante una teofania (Il Signore vi ha parlato faccia a faccia sul monte dal fuoco: Dt 5,4)” (CCC 2059).
Questa teofania (manifestazione di Dio) è avvenuta nel modo in cui l’Esodo la descrive: “Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce. Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. 21Il Signore disse a Mosè: «Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si santifichino, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!». Mosè disse al Signore: «Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertito dicendo: «Delimita il monte e dichiaralo sacro»». Il Signore gli disse: «Va’, scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!». Mosè scese verso il popolo e parlò loro” (Es 19,16-25)

5. Il capitolo 20 dell’Esodo comincia così: “Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile….” (Es 20,1-2).
Segue l’esposizione del decalogo

6. Questo dunque è l’insegnamento della Chiesa e questo è quanto ci dice la Sacra Scrittura.
Per converso bisognerebbe chiedere alla tua prof di religione quali sono le prove che porta per dire che non sono stati dati direttamente da Dio.
Come potrai appurare non ne ha neanche una.
Mentre la Sacra Scrittura mette Dio al centro di questa sua auto comunicazione o rivelazione.
La nostra fede, come del resto quella del popolo d’Israele, è basata sulla rivelazione di Dio.
Se la neghi, cessi di essere credente.
“Così il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro” (Es 33,11).
Non si tratta dunque di un modo di esprimersi di Mosè.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo