La natura divina di Cristo non si è confusa con quella umana

La natura divina di Cristo non si è confusa con quella umana

Quesito

Caro Padre Angelo,
mi sorge un dubbio: se accettiamo la dottrina ilemorfica di san Tommaso diciamo che Dio è actus purissimus irreceptus senza alcuna potenza.
Ma cosa dobbiamo pensare di Gesù che ha preso un corpo materiale, anche se dopo la resurrezione il suo corpo si è spiritualizzato, essendo corpo ha in sé della "materia prima" che Lo limita nell’essere actus purissimus irreceptus.
San Tommaso come mi spiegherebbe questo dubbio?
La ringrazio e la saluto cordialmente
Cecilia


Risposta del sacerdote

Cara Cecilia,
il dubbio è molto semplice da risolvere.
Cristo è una persona divina e possiede una duplice natura: quella divina e quella umana.
Nella sua natura divina Cristo è atto puro.
Nella sua natura umana è atto e potenza (materia prima).
Assumendo una natura umana, e cioè assumendo non solo un corpo ma anche un’anima umana, Lui, l’Eterno, ha voluto essere nel tempo e farsi in tutto simile a noi, ad esclusione del peccato.
L’assunzione del limite umano non ha leso la perfezione della sua natura divina.
La teologia insegna che Cristo con l’incarnazione ciò che era è rimasto, e ciò che non era l’ha assunto (Quod era permansit et quod non erat assumpsit).
Ciò che ha assunto non si è confuso con la natura divina, ma è sempre rimasto distinto. Ed è proprio in questo secondo ambito che Cristo è stato in potenza.

Ti ringrazio del quesito. Forse qualche nostro visitatore, meno provveduto teologicamente, rimarrà smarrito di fronte a queste considerazioni. Ma di tanto in tanto è giusto farle.
Ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo