Quesito

Carissimo padre Angelo,
innanzitutto grazie per questo spazio. Sono un ragazzo di 26 anni, e sono stato sempre impegnato nella vita in parrocchia, vado a Messa tutte le domeniche e cerco di vivere la mia vita da Cristiano, solo che in tutto questo c’è un punto nero che mi fa molto soffrire perchè so che quel che faccio è sbagliato, anche io, come altre persone di cui ho letto, ho un problema con la masturbazione.
Fin da ragazzino ho cercato di frenarmi senza riuscirci, ma se all’epoca poteva sembrare normale adesso che ho 26 anni credo proprio che sia un problema. Inoltre spesso unisco a questo peccato la visione di materiale porno, non riesco a resistere alla tentazione, alcune volte mi faccio forza e riesco a stare lontano per qualche giorno ma poi ricado in questi peccati, mi confesso abitualmente, ma sento il peso di tutto questo perchè mi fa sentire lontano da Dio, e come ho letto nel Catechismo della Chiesa cattolica questi peccati allontanano la Grazia del Signore.
Ecco: quello che volevo chiederle è se lei mi può indicare un qualche esercizio spirituale per vivere la mia vita in castità, la ringrazio anticipatamente per una sua eventuale risposta.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il Signore ha detto: “Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna” (Mt 5,29).
Il primo rimedio che devi portare nella tua vita è a livello di pensieri e di immaginazioni.
La purezza è infatti una virtù spirituale.
Intimamente legata al corpo, è tuttavia quella buona disposizione dell’animo che aiuta a vivere la propria sessualità secondo Dio, secondo verità.
La prima cosa da fare è quella che ci ha insegnato il Signore quando ha parlato della necessità di “purificare prima di tutto l’interno del bicchiere e del piatto, perché diventi puro anche l’esterno” (Mt 23,26).
Un grande maestro di vita spirituale, San Giovanni Cassiano ha detto che bisogna “badare alla testa del serpente (Gn 3,16) cioè al primo apparire dei pensieri pericolosi con i quali egli cerca di strisciare dentro la nostra anima. Perché se noi accogliamo la testa, cioè il primo stimolo del pensiero, finiremo per accogliere il resto del corpo del serpente, cioè consentiremo” (cassiano, Filocalia, I, p. 133). Concretamente il demone dell’impurità cerca di entrare nella vita dell’uomo attraverso varie finestre. Aveva ragione S. Filippo Neri quando affermava che nella battaglia contro i sensi vince chi scappa.
È indispensabile anche evitare le occasioni pericolose. Dice la Scrittura che “chi ama il pericolo, cade in esso” (Sir 3,27). Pertanto, in assoluto, devi eliminare drasticamente ogni pornografia.
La pornografia guasta l’anima, la inquina e la rende schiava della sensualità.
Il Signore ha detto: “Ricordatevi della moglie di Lot” (Lc 17,32). L’ordine dato dagli angeli era quello di non voltarsi indietro (Gn 20,17). Lei invece si è voltata per vedere, ed ecco è rimasta di sale: “Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale” (Gn 20,26). Così gli sguardi impuri impietriscono sicché diventa difficile uscire dall’assedio e alla fine si viene espugnati.

2. A proposito della purezza e della vittoria contro le tentazioni San Tommaso d’Aquino dice che “il primo e principale rimedio è quello di tenere la mente occupata nella contemplazione delle cose divine e nell’orazione”.
Allora la sera prima di addormentarti vai a letto con un pensiero tratto dal Vangelo o dalla sacra Scrittura. Basta anche solo un versetto. Custodiscilo nella tua mente, domanda alla Spirito Santo e alla beata Vergine di illuminarti sul suo significato per la tua vita. Al mattino, quando ti svegli, fai memoria di quel versetto e portalo con te durante la giornata. Ritornavi spesso. Sarà la tua medicina.

3. Un altro consiglio che ti do è questo: quando la domenica vai a Messa, giunto al momento dell’offertorio, presenta sull’altare il tuo proposito di essere puro e di tenere libera la tua mente e il tuo sguardo.
Quando poi il sacerdote pronuncia le parole consacratorie sul vino e ripete le parole di Gesù: “Questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza”, ratifica col Signore la tua alleanza, digli che la vuoi eterna, per sempre.
Procura anche di fare sempre la tua Comunione, previa confessione, soprattutto se vi fossero peccati gravi.

4. Mi dici che soffri molto per questa situazione. E mi dici anche che hai letto nel Catechismo della Chiesa cattolica che questi peccati fanno perdere la Grazia del Signore.
Penso che tu dica: “è proprio vero, lo sperimento nella mia vita. Dopo questi peccati non godo più della presenza santificante del Signore nella mia vita”.
Continua a confessarti spesso. Anche qui ti consiglierei di confessarti tutte le settimane, anche dopo che tu con la grazia di Dio avrai superato questa debolezza.
Chiedi anche a Maria, magari facendo una novena, la grazia di essere puro. È stato affidato a Lei l’incarico di donare questa grazia. E Lei è solo desiderosa che noi la raccogliamo.
A Lei intanto ti raccomando io, pregando per te.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo