Quesito

Buongiorno,
Le scrivo per porle un quesito che ha per me una grande importanza e che si presenta praticamente come un quesito morale, le parlo dei "giuramenti".
La mia situazione, in breve, è la seguente: sono fidanzato da quasi 5 anni con una splendida ragazza che però è legata a me in modo troppo forte e spesso non riesce a capire certe situazioni. Io sono uno studente universitario ed ho alcuni problemi a terminare i miei studi, per questo motivo e per poter sperare in un bel lavoro in futuro, ho deciso di intraprendere un periodo di studi all’estero (in spagna per la precisione). Il periodo non sarebbe molto lungo (4 mesi scarsi) ed ho posto a lei varie soluzioni per vederci, tra cui la possibilità di tornare spesso (seppuer non ogni settimana ma magari ogni 2) dato che c’è un volo low cost diretto tra la mia città e quella dove andrei. Tuttavia lei sostiene che essendo io il suo pilastro e avendole detto che ci avrei pensato se andare o no, se partissi mi lascerebbe per sempre, lasciando perdere i nostri progetti di matrimonio e vita insieme. Il problema è che, oltre essere una persona testarda, ha giurato questa cosa su una persona a lei molto cara, sua sorella tragicamente scomparsa tanti anni fa.
Quello che io desidero è crescere come persona e come professionista per avere una vita stabile con una persona che amo e vorrei che fosse lei questa persona, però con quel giuramento ha dimostrato di non capire la mia intenzione (o non dargli importanza). Sono convinto che seguendo il mio progetto sarei in grado di darle gioia, stabilità e serenità che ora non posso dare e che, abbandonando questo progetto, per ancora tanti anni non potrei dargli. Tuttavia quel giuramento rovina il bel rapporto fin qui costruito. A questo punto la mia domanda è relativa ad un suo parere su un simile giuramento e vorrei capire se, ed in quale modo, fosse possibile essere sollevati da questo giuramento senza commettere peccati o "disonorare" (non trovo il termine giusto..) la persona sulla quale è stato fatto il giuramento. Spero davvero lei possa aiutarmi.
Grazie
M.


Risposta del sacerdote

Caro M.,
1. la tua ragazza dovrebbe essere contenta del tuo desiderio di diventare un bravo professionista e così assicurarle meglio il tuo futuro, anzi, il vostro futuro.
Peccato che sia così.

2. Certo il fatto che abbia giurato di lasciarti qualora tu facessi il corso mi farebbe sospettare sulla sincerità dell’affetto.
Se ti vuol bene, cioè se vuole il tuo bene, se ti vuole contento, dovrebbe essere disposta a qualsiasi sacrificio.
Invece, facendo così, mostra di volere molto bene a se stessa. E questo non è amore vero.
Questo suo modo di agire è certamente un campanello d’allarme. Ma questo è un altro discorso.

3. Veniamo invece al giuramento.
Per giuramento s’intende l’invocazione del nome di Dio in testimonianza della propria veracità o fedeltà.
Gli ebrei al tempo di Gesù erano soliti fare giuramenti per tante cose che non erano Dio. Così facendo, sapevano di non essere tenuti ad osservarlo.
Che dire?
Certo non era un giuramento, ma una solenne bugia fatta al proprio prossimo.

4. Proprio perché gli uomini evitassero di ingannarsi col pretesto di falsi giuramenti Gesù ha detto: “Avete anche inteso che fu detto agli antichi: non spergiurare, ma adempi col Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto né per il cielo perché è il trono di Dio, né per la terra perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo cappello. Sia invece il vostro parlare sì sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,33-37).
S. Girolamo commenta: “Considera che il Salvatore non ha proibito di giurare per Iddio, ma per il cielo e la terra. Infatti è noto che i giudei hanno la pessima abitudine di giurare per gli elementi” (Super Matth. 1, ad 5,34 ss).

5. Fatta questa premessa, penso che tu abbia già capito la conclusione.
Puoi stare tranquillo: il giuramento fatta dalla tua ragazza non vale niente. Non è un giuramento, anche se lei pensa di averlo fatto.
Il motivo te l’ho spiegato: i giuramenti si fanno chiamando Dio a testimonio della verità che diciamo o della fedeltà alle nostre promesse.
Chiamando a testimone una persona morta, e dunque neanche  a conoscenza del giuramento, la tua fidanzata che cosa ha fatto?
Avrà fatto delle promesse per conto suo, ma non certo un giuramento. Perché il giuramento è altra cosa.

6. Proprio perché il giuramento è un atto di religione, qualora uno non vi ottemperasse diventa spergiuro e pecca contro Dio.
Ma se uno non soddisfa un giuramento che non conta niente davanti a Dio diventa colpevole solo di una bugia, ma non di spergiuro.

7. Perché sia un atto di religione si richiede anche la forma sacramentale, cioè la posizione di segni, parole, gesti secondo le leggi e le tradizioni. Nell’Antico Testamento chi giurava diceva queste parole: “Il Signore mi faccia questo e peggio ancora” (1 Sam 14,44; 2 Sam 3,35). Cioè mi punisca….
Nella Chiesa si usano ugualmente segni, come ad esempio porre la mano sul vangelo, come sono chiamati a fare i fidanzati quando vengono interrogati separatamente dal parroco prima del matrimonio.

8. Chi non osserva il giuramento fatto diventa spergiuro e commette un peccato grave davanti a Dio.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: “È spergiuro colui che, sotto giuramento, fa una promessa con l’intenzione di non mantenerla, o che, dopo aver promesso sotto giuramento, non vi si attiene.
Lo spergiuro costituisce una grave mancanza di rispetto verso il Signore di ogni parola.
Impegnarsi con giuramento a compiere un’opera cattiva è contrario alla santità del nome di Dio” (CCC 2152).

9. Ma la tua fidanzata, ripeto, non ha fatto un vero giuramento.
Qualora non osservasse quanto ha giurato, verrebbe meno ad una promessa che ha fatto a se stessa.

Ti faccio tanti auguri per il tuo futuro, qualunque esso sia.
Ti assicuro per questo una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo