Quesito

Caro Padre Angelo,
La mia ragazza fa uso della pillola sia per motivi di regolarizzazione che per motivi contraccettivi. Io continuo a confessarmi e a ricevere la S. Eucaristia, proponendomi (e mi sento di essere sincero nel mio proponimento) di non avere rapporti con lei fino a quando non ci saremo chiariti le idee (io soprattutto) su come portare avanti la nostra vita insieme. Ma, ad oggi, prima o poi continuo a ricadere.
Ho letto le varie risposte che ha dato in merito ma non so se siano applicabili del tutto al mio caso. Sbaglio ad accostarmi alla S. Confessione ed alla S. Comunione, se dentro di me c’è la sincera volontà di cambiare le cose, pur nell’immediato constatando la ricaduta nel peccato?
Un’ultima domanda. Mi è successo per il passato di peccare, ed in particolare di questo peccato, per il quale mi è capitato di sentire un desiderio fisico irresistibile, dicendo tra me e me “Beh ma poi tanto mi confesso, il Signore mi perdonerà sapendo che non riesco a resistere a questa debolezza” e sapendo già che mi sarei pentito di questo pensiero. Mi sento un’ipocrita, ma non penso di essere l’unico cristiano ad aver fatto questo pensiero: se una persona commette un peccato mortale commette materia grave, con piena avvertenza e deliberato consenso. Ma se è un vero cristiano è anche consapevole, nell’atto stesso del peccare, che esiste il Sacramento della Riconciliazione. Mi rendo conto di quanto sia triste e terribile “mercanteggiare” con i Sacramenti, rendendoli quasi merce di scambio, ma a volte questo pensiero torna.
Cosa devo fare per uscirne ?
Grazie Padre.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. sei stato molto sincero con me. Mi hai detto che la tua ragazza prende la pillola per due motivi: per regolarizzare il ciclo e per contraccezione.
Tu sai che ti trovi così in una situazione prossima di peccato.
È vero che tu vuoi chiarirti le idee sul tuo futuro con questa ragazza. Ma intanto, nonostante i tuoi proponimenti, non c’è nessuna remora per la resistenza.
Secondo me, finché lei usa la pillola devi astenerti dalla Comunione, così come dovrebbe astenersi anche lei.

2. Abitua la tua ragazza a non consegnarsi a chi non le appartiene. E questo lo puoi fare solo attraverso la castità.
Diversamente avrai molto da soffrire.
Penso che una certa dose di insicurezza nel tuo decidere di vivere insieme con lei nasca anche da questo rapporto non casto, e cioè non sincero.

3. I ragionamenti che hai fatto nella seconda parte della mail sono anche giusti.
Tuttavia il cristiano dovrebbe pure pensare: sì, esiste il sacramento della riconciliazione. Ma questo sacramento lo celebro falsamente se non metto in atto il proposito: “E propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato”.
Sì, puoi andare al confessionale e fingere su questo punto. Il sacerdote ti può dare l’assoluzione. Ma davanti a Dio sei sempre allo stesso punto perché non c’è pentimento e non c’è alcuna volontà di rinascere.

4. Carissimo, punta in alto nella tua vita cristiana.
Mira alla santità.
Mira anche alla santità della tua ragazza.
È così che costruisci qualcosa di bello e di veramente benedetto dal Signore.

Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo