Quesito

Mio caro padre Angelo,
come sempre mi serve il suo aiuto.
La mia bambina si è sentita dire dall’insegnante di religione che Dio non ha "diviso" le acque per consentire a Mosè e al popolo di passare, ma c’era la bassa marea…. (quindi Dio non opera prodigi??).
La bambina è rimasta perplessa… COSA RISPONDERE?
La raccomando sempre in questa novena alla Divina Misericordia!!!!
Grazie.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. Ti trascrivo quanto leggo in un Commentario biblico:
“II testo sacro non attribuisce al vento la divisione delle acque,
e quindi basta ritenere con parecchi interpreti che Dio mandò il vento per rasciugare il fondo
del mare, affinché gli israeliti potessero attraversarlo a piedi asciutti.
Le acque si divisero...,
l’acqua era come muro a destra e a sinistra. Ciò dimostra chiaro che non può trattarsi del
riflusso del mare.
 Poichè l’acqua era come muro alla loro destra e alla loro sinistra La durata della bassa marea
è generalmente di 6 ore. Ora non è
possibile che così breve tempo potesse bastare al passaggio di una moltitudine di circa due
milioni, fra cui molti bambini, vecchi, ecc., con molto bestiame, ecc., mentre per di più
soffiava un vento impetuoso che doveva impacciare i movimenti.
Inoltre non si capirebbe
come gli Egiziani, i quali ben sapevano del riflusso e del flusso e della loro durata, abbiano
potuto avventurarsi in tale momento nel letto del mare. Nè deve omettersi il fatto che le acque
si dividono e al riuniscono, al comando di Mosè, il che mostra ancor più chiaro che non si
tratta di un avvenimento naturale, ma di un vero miracolo. Non deve quindi recar meraviglia
che gli scrittori sacri lo considerino come uno dei più grandi prodigi dell’onnipotenza divina

(Gs 4,22-24; Sap 19,17; Is 43,16-17…)
Il carattere miracoloso
dell’avvenimento è quindi fuori di dubbio, sebbene per produrlo Dio abbia potuto servirsi anche di
alcune cause naturali, quali ad es. il vento ricordato nel testo”.

2. La prestigiosa Bibbia di Gerusalemme commenta:
“questo avvenimento è apparso agli occhi dei testimoni come un intervento splendido di «Jahve guerriero» (Es 15,3), ed è divenuto un articolo fondamentale della fede jahvista (Dt 11,4; Gs 24,7; cf. Dt 1.30; 6,21-22; 26,74). Questo miracolo del mare è stato messo in parallelo con un altro miracolo dell’acqua, il passaggio del Giordano (Gs 3-4); l’uscita dall’Egitto è stata concepita  secondariamente a immagine di questo ingresso in Canaan, e le due presentazioni si mescolano nel c 14. La tradizione cristiana ha considerato questo miracolo come una figura della salvezza e più specialmente del battesimo (1 Cor 10,1).

3. Se si può trarre una conclusione dallo stupore della bambina e da quanto dice l’insegnante di religione: sembra che ne sappia di più la bambina che lui.
Perché il testo sacro vuole proprio parlare di prodigio. E lui nega che vi sia stato. Mentre per la bambina questo è evidente!
Di certo l’insegnante di religione non può addurre nessuna prova, neanche di buon senso (una moltitudine così grande che deve passare nell’arco ristretto di sei ore!).
La bambina invece si fida di più dell’onnipotenza di Dio.

Ti ringrazio per la preghiera che hai fatto per me.
Te la assicuro a mia volta.
Ti auguro un fruttuoso mese mariano e ti benedico.
Padre Angelo