Quesito

Caro padre Angelo, 
vorrei sottoporle un quesito. Intanto le dico che sono un ragazzo cattolico fervente di 17 anni che ha riscoperto la fede da circa un anno: nonostante la mia giovane età sento un bisogno irrefrenabile di Gesù Cristo tanto che vado a messa tutti i giorni (se possibile e quando lo studio lo permette anche più volte al giorno), dico un rosario e 3 coroncine della Divina Misericordia al giorno per i peccatori e cercando di attenermi il più possibile al Vangelo opero il bene. Ho incominciato inoltre da poco lo studio, per quanto mi è possibile, della Bibbia. Nonostante ciò mi rimangono molti dubbi su un tema delicato della fede che è anche oggetto di molte domande nel suo blog: la sessualità e in particolare la pratica della masturbazione.
Anticipo subito che nonostante io sia un cristiano che pratica la sua fede col cuore (le garantisco questo), questo è un fardello che continua ad accompagnarmi da tempo (almeno una caduta nel peccato alla settimana). Tutti sono  d’accordo, anche i cristiani più liberali, che Dio non vuole che facciamo questa pratica perchè fa ripiegare su se stessi, ma mi chiedo come può il Catechismo avere questa pretesa assoluta nel ritenere che la masturbazione sia sempre materia grave? La prego di capire che non voglio giustificare questa pratica ma anche lei si può rendere conto che per un adolescente, in preda alle sue tempeste ormonali che rendono non facile la resistenza, sentirsi dire che rischia l’eterna dannazione è una cosa non proprio piacevole, anzi direi proprio che lo porta alla disperazione (quella disperazione che proprio Satana desidera per noi) in particolare a uno come me che frequenta la Messa così di frequente e soprattutto con amore: gli vengono forti dubbi che stia sbagliando qualcosa.
Ora io non ricevo mai il Signore con questo fardello sulla coscienza: premetto sempre la S. Confessione. Ma il punto è che la Chiesa e voi preti (una parte della Chiesa e dei preti) non vi rendete conto che esprimendovi così fate di tutto per rendere la sessualità il problema più importante per un cristiano, quando non è così. Capisca insomma che per un frequentatore di chiese come me che prega frequentemente e aiuta gli altri con le sue doti intellettuali, è una vera tortura sentire che per una piccolezza (non voluta  direttamente) come questa si gioca la salvezza. Del resto anche nella Bibbia ci sono pochissimi riferimenti: l’Antico Testamento, in cui il VI comandamento è espresso nella forma "Non commettere adulterio" non affronta mai direttamente il problema (i riferimenti più diretti si riscontrano nella Torah, ma non citano mai il termine masturbazione in senso stretto neanche in riguardo al famoso episodio di Onan: al massimo quello di adulterio o atti impuri in relazione alle cerimonie sacrificali) e  nel Vangelo Gesù parla di impurità solo in senso generico; l’unica vera condanna viene da Paolo nelle sue lettere. Cosa può dirmi lei in proposito a ciò e alla mia situazione in generale?
Grazie in anticipo per la sua attenzione.
La ricordo nella preghiera,
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
1. il fenomeno della masturbazione non è conosciuto dappertutto con la medesima intensità.
Là dove i ragazzi assumono presto responsabilità lavorative e sociali (come avveniva in passato) e dove non vivono nella solitudine questo fenomeno è meno conosciuto.
Questo spiega il silenzio dell’Antico Testamento su questo peccato.
Quando gli Apostoli si sono trovati all’interno di una società pagana  e dissoluta, come ad esempio a Corinto e a Tessalonica, allora ne parlano esplicitamente.
Il termini di impurità o impudicizia accanto all’elenco di altri peccati carnali stava ad indicare proprio la masturbazione.

2. Il giudizio pesante su questa pratica viene proprio da Dio attraverso San Paolo: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo?… che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo” (1 Cor 6,19-20).
“Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggi e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come ho già detto, che chi le compie non erediterà il Regno di Dio” (Gal 5,19-21);
“Perché sappiatelo bene, nessun fornicatore o impuro,… avrà parte del Regno di Cristo e di Dio” (Ef 5,5).
“Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione: che vi asteniate dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda o inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme, non disprezza un uomo, ma Dio stesso, che ci dona il suo santo Spirito” (1 Tess 4,3-8).

3. Sono contento del tuo cammino, della partecipazione all’Eucaristia, della recita del S. Rosario e della coroncina della divina misericordia. Tutte cose belle, che faccio anch’io e come te diverse volte al giorno.

4. Ciò non di meno, la masturbazione resta un peccato grave che insozza l’anima, fa perdere la Grazia e la presenza personale di Dio dentro di sé.

5. Ai ragazzi che mi scrivono e che dicono di avere questo problema dovrei forse minimizzarlo?
La sessualità non tocca forse, come diceva Giovanni Paolo II, l’intimo nucleo della persona?
Se è così, non ne va di mezzo qualcosa di profondo nell’orientamento di sé?
Se la parola di Dio, come ti ho citato, usa espressioni così forti, non  significa che si tratta di un problema importante?

6. Mi dici: “come fa il Catechismo ad avere la pretesa…”.
Il Catechismo non inventa niente. Registra la fede di sempre, quella che deriva dalla Divina Rivelazione.
Inoltre il Catechismo presenta in continuazione le asserzioni del Magistero della Chiesa, che come saprai, sono garantite dall’assistenza dello Spirito Santo.
Mi dici che la Chiesa insistendo su questo problema ad un ragazzo che come te ha tanta pratica religiosa fa venire “forti dubbi che stia sbagliando qualcosa”.
Sì, è vero. Su questo punto, che è particolarmente importate, stai sbagliando.

7. Mi scrivi non senza una certa veemenza: “Ma il punto è che la Chiesa e voi preti (una parte della Chiesa e dei preti) non vi rendete conto che esprimendovi così fate di tutto per rendere la sessualità il problema più importante per un cristiano, quando non è così”.
E invece la Chiesa è convinta che è un problema importante, essenziale.
Non c’è solo questo problema, ma c’è anche questo problema.

8. Che tocchi qualcosa di essenziale lo ricorda Giovanni Paolo II quando in “Redemptor hominis” afferma che “l’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non s’incontra con l’amore, se non lo sperimenta e non lo fa proprio, se non vi partecipa direttamente” (RH l0).
“L’amore è la fondamentale e nativa vocazione di ogni essere umano” (FC 11).
Nelle “Catechesi sull’amore umano”, esplicitando ulteriormente questo pensiero, afferma che l’uomo si realizzasoltanto esistendo ‘con qualcuno’ e, ancor più profondamente, ‘per qualcuno’, come è dimostrato nel libro della Genesi”.
La masturbazione, nonostante le parole che uno può usare per dire che è aperto agli altri, manifesta ancora un ripiegamento su di sé, nel più profondo del proprio io (l’intimo nucleo della persona).

Ti ringrazio della preghiera che mi hai assicurato.
La contraccambio volentieri anch’io e ti benedico.
Padre Angelo