Quesito

Padre buona domenica,
mi permetto di abusare ancora della sua pazienza e disponibilità per farle alcune domande che spero non le facciano perdere troppo tempo.
Io sono un pilota militare e mi chiedevo.  Se durante una operazione venissi catturato e imprigionato mi sarebbe possibile celebrare la S. Messa pur non essendo un sacerdote?
So che posso amministrare il Battesimo in casi di emergenza ma non ho trovato nulla che parli di Eucarestia.
Inoltre a bordo del mio velivolo posso celebrare matrimoni in caso di necessità.
Se celebrassi un matrimonio perché’ prossimi alla morte e poi ci salvassimo, il matrimonio da me celebrato sarebbe valido a livello sacramentale?
Posso inoltre amministrare l’estrema unzione? e come?
Grazie per la sua preziosa catechesi e dedizione ai fedeli, la ricordo tutti i giorni nelle mie preghiere.
Gabriele


Risposta del sacerdote

Caro Gabriele,
1. per poter consacrare il pane e il vino e trasformarli nel Corpo e nel Sangue del Signore è necessario aver ricevuto materialmente questo potere.
Ai sacerdoti questo potere divino viene conferito con l’imposizione delle mani fatta dal Vescovo e con le parole che accompagnano questo gesto.
In nessun caso uno che non sia sacerdote ha il potere di consacrare.
L’unica cosa che puoi fare, oltre evidentemente la lettura della Parola di Dio,  è leggere la preghiera eucaristica per aiutare te e i tuoi eventuali compagni di prigionia a unirsi spiritualmente alle Messe che vengono celebrate. Ma non si tratta di celebrazione della Messa.

2. A bordo del tuo velivolo puoi celebrare matrimoni solo alle condizioni espresse nei due canoni che ora ti presento:
Can. 1112 – § 1. Dove mancano sacerdoti e diaconi, il Vescovo diocesano, previo il voto favorevole della Conferenza Episcopale e ottenuta la facoltà della Santa Sede, può delegare dei laici perché assistano ai matrimoni.

Can. 1116 – § 1. Se non si può avere o andare senza grave incomodo dall’assistente competente a norma del diritto, coloro che intendono celebrare il vero matrimonio, possono contrarlo validamente e lecitamente alla presenza dei soli testimoni:
1° in pericolo di morte;
2° al di fuori del pericolo di morte, purché si preveda prudentemente che tale stato di cose durerà per un mese.
§ 2. Nell’uno e nell’altro caso, se vi è un altro sacerdote o diacono che possa essere presente, deve essere chiamato e assistere, insieme ai testimoni, alla celebrazione del matrimonio, salva la validità del matrimonio in presenza dei soli testimoni.

3. Ne segue che trattandosi di vero matrimonio, sebbene sia celebrato in condizioni eccezionali, non c’è alcun dubbio sulla sua validità anche nel caso che i due sposi sopravvivano.

4. Non puoi amministrare l’Unzione degli Infermi perché è un sacramento legato ai presbiteri (sacerdoti): “Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati” (Gc 5,14-15).
Inoltre l’Unzione degli Infermi, per chi non ha la possibilità di confessarsi, rimette anche i peccati mortali. E la remissione dei peccati richiede il medesimo potere divino dato per la celebrazione dell’Eucaristia.

5. Al limite, puoi fare la stessa cosa che ti ho indicato per la sostituzione della celebrazione della Messa, ben sapendo che si tratta di accompagnare con parole illuminanti e confortanti chi per malattia venisse a trovarsi in serio pericolo di vita.

Ti ringrazio molto per il tuo ricordo quotidiano nelle preghiere.
Lo prometto anch’io e ti benedico.
Padre Angelo