La libertà dell’uomo nel ricevere la grazia

La libertà dell’uomo nel ricevere la grazia

Quesito

caro padre
si dice che c’è un tipo di grazia che si chiama efficace perchè raggiunge infallibilmente il suo scopo (lasciando  pienamente libero l’uomo). Tale secondo i teologi è la grazia che aveva ricevuto la Madonna (Dio non stava con il batticuore diciamo pensando dirà di sì o di no ma sapeva che avrebbe detto sicuramente di si). Però si dice anche che la Madonna disse il suo sì in piena libertà.
Allora mi chiedo:
1) come si conciliano grazia efficace e libertà se Dio dà una grazia che infallibilmente raggiunge il suo scopo. Come si può nello stesso tempo essere pienamente liberi?
2) inoltre perchè allora Dio non dà questa grazia efficace a tutti gli uomini perchè si salvino? (sicuramente Dio dà una grazia sufficiente a tutti gli uomini ma perchè non questo tipo di grazia? Se tanto lascia l’uomo ugualmente libero).
grazie
luca


Risposta del sacerdote

Caro Luca,
1. Quando si ragiona sul rapporto tra grazia e libertà non si deve pensare che da una parte vi sia l’azione di Dio e dall’altra l’azione dell’uomo. Se così fosse, saremmo nel pelagianesimo o nel semipelagianesimo.
L’azione di Dio e l’azione dell’uomo non sono sullo stesso piano, ma la prima è nella linea della causa principale; la seconda nella linea della causa strumentale.
Ecco che cosa San Tommaso scrive: “Il libero arbitrio è sì causa del suo atto, in quanto l’uomo a motivo della libertà muove se stesso ad agire. Non si richiede tuttavia, per salvare la libertà, che ciò che è libero sia la causa prima di sé… E Dio che è la causa prima che muove sia le cause naturali che quelle volontarie. E come muovendo le cause naturali non toglie ad esse che i loro atti siano naturali, così muovendo le cause volontarie non esclude che le loro azioni siano volontarie, ma piuttosto fa questo in esse: opera infatti in tutte le cose secondo la loro natura”. (Somma teologica I, 83, 1, ad 3; cfr. I, 29, 8; I-II, 10, 4).
Mi pare che un esempio possa aiutare in qualche modo, ma solo in qualche modo: se tu inserisci in un organismo sano un ottimo cibo, questo cibo viene accolto e trasformato in ottimo sangue e dispone l’organismo a riceverne del nuovo.
Il cibo dunque è la causa prima. E la buona disposizione dell’organismo è causata dal buon cibo precedentemente assunto. Quindi alla fine il merito è tutto del cibo ed è anche dell’organismo sano.
Se tu trasferisci tutto questo nell’anima, dirai che Dio infonde la grazia nell’anima che è libera. E la infonde muovendo la libertà, ma in modo tale da non fare violenza alla libertà. Sicché in definitiva, il dono ricevuto è del tutto dono di Dio ed è meritorio da parte dell’uomo.
È tutto dono di Dio perché è causa prima di tutto.
Ed è meritorio da parte dell’uomo perché vi ha dato l’assenso libero, sebbene per dare questo assenso abbia avuto bisogno di una mozione divina.
Nel caso del peccatore invece Dio offre la grazia, ma questa viene bloccata e rigettata dalla cattiva disposizione del peccatore.
Per cui la causa del male è solo dell’uomo.

Ti ringrazio per il quesito, molto sottile. Ti saluto, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo.

Di |2007-02-11T15:00:00+00:0011 febbraio 2007|Un sacerdote risponde - Teologia morale - Grazia|