Questo articolo è disponibile in: Italiano

Quesito

Caro Padre Angelo,
Grazie tanto per la Tua risposta al mio quesito riguardo a un insegnante pentecostale chi disse agli alunni che la Principessa Diana e’ probabilmente condannata all’inferno. In aggiunto, mi ricordo che subito dopo quel avvenimento i rappresentanti delle Chiese Cattolica ed Anglicana pubblicamente condannarono cio’ che ha detto l’insegnante pentecostale.
Nella Tua risposta hai sfiorato l’esistenza del purgatorio il quale i protestanti negano. Posso dirvi che sono arrivato alla conclusione che l’esistenza del purgatorio sia il segno della Divina Misericordia perche’ poco chi fra di noi, non solo i peccatori incalliti, merita di andare diritto al cielo. Nel purgatorio le anime hanno l’occasione di riconoscere le conseguenze che le loro faccende cattive e spiacevoli hanno avuto sui loro prossimi prima di entrare in cielo.
Ti ammetto che mi ho scostato dalla Chiesa nella mia gioventu’ fino a recentemente perche’ la dottrina del castigo eterno mi trovavo assai ripugnante. Mi figuravo un Dio che esiga da noi uomini, che ha creati con una natura vile, i principi morali e lo stato spirituale quasi infattibili con la minaccia d’inferno. Anche il pensiero che chiunque non abbia la mentalita’ e l’inclinazione religiose puo’ perdere la sua anima mi lascio’, come diciamo in Inghilterra, con il gusto amaro nella bocca.  Ora che mi ho riconciliato alla Fede, quei pensieri, fino ad un certo punto, si sono ritornati, suscitando tanti generi di perplessita’ e domande.
Per me una grande consolazione e’ l’insegnamento della Chiesa riguardo la solidarieta’ fra i vivi e morti, e la necessita’ ed il merito di offrire preghiere per i defunti. Se non vado errato, la Madonna di Fatima disse che tante anime sono nell’inferno perche’ nessun ha pregato per loro. Allora mi sembra che Dio vuole che noi collaboriamo con Egli per la salvezza di altrui.
Dopo tanti anni di rigetto della Fede ho letto tanti articoli sul soggetto dell’aldila’. L’esistenza del purgatorio mi spingeva gia’ da quasi un anno recitare il Rosario; le mie intenzione sono costituite cosi’: il primo decennio – per le anime del purgatorio, il secondo decennio – per i peccatori agonizzanti, il terzo decennio – per la conversione dei peccatori incalliti, il quarto decennio – per le anime di coloro che si tolsero la vita, e il quinto decennio- per la mia propria salvezza.
Peraltro, recitando il Rosario, mi trovo la difficolta’ contemplare i Misteri: i Misteri Dolorosi sono alquanto facili a contemplare perche’ posso ricordare qualche scena del film ‘La Passione del Cristo’ di Mel Gibson; ma i Misteri Gloriosi sono piu’ difficili a contemplare perche’ le drame sono sopranaturali. Percio’ piu’ delle volte, quando recito il Rosario, la mia mente si vaga e gli altri pensieri entrano in maniera involontaria nella mente. Allora come mi consiglieresti fissare la mente ai Misteri senza della distrazione?

Pietro d’Inghilterra


Risposta del sacerdote

Caro Pietro,
1. Il purgatorio non è una condanna, ma una singolare misericordia del Signore.
Come tu stesso hai osservato, nessuno può andare diritto in Paradiso, a meno che sia un santo.
L’Apocalisse ricorda che nella Gerusalemme celeste e cioè in Paradiso non entra nulla d’impuro.
Isaia quando vide la santità di Dio prese coscienza delle impurità altrui che lo contagiavano e disse: “Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito” (Is 6,5).
Per fortuna sua un serafino andò a prendere con le molle un carbone ardente dall’altare e con questo toccò le labbra del giovane profeta e lo rese puro.
Ora chi di noi non ha ancora nella propria anima qualche inclinazione non perfettamente corretta o peccati veniali?
Per questo tutti abbiamo bisogno di una definiva e perfetta purificazione.

2. Non sto a ricordare i fondamenti biblici dell’esistenza del purgatorio. Ne ho già parlato diverse volte. Mi limito adesso a riportare il sentire della tradizione cristiana antica.
San Cirillo di Gerusalemme (del terzo secolo) scrive: “Ci ricordiamo poi di quelli che sono morti; e prima dei patriarchi… (enumera le categorie dei beati); poi preghiamo per i santi padri e vescovi defunti, e in generale per tutti coloro che vissero con noi; soprattutto convinti che sarà di grande sollievo per quelle anime, per cui si prega, mentre sta presente la santa e tremenda vittima” e cioè Gesù nell’Eucaristia (Catechesi mistagogica 5,9).

3. Lo storico Eusebio di Cesaria alla morte di Costantino, l’imperatore che aveva concesso libertà di culto ai cristiani e pose termine alle persecuzioni, scrive: “Il popolo insieme ai sacerdoti di Dio, con gemiti e lacrime, pregava Dio per l’anima dell’imperatore…
Costantino aveva assai desiderato di poter usufruire delle sacre cerimonie, del mistico sacrificio e della comunione delle sante preghiere (Vita di Costantino, 4,71)

4. San Giovanni Crisostomo, uno dei quattro grandi dottori della Chiesa orientale, dice: “E se poi il defunto era anche peccatore, occorre rallegrarsi, perché sono stati troncati i peccati, ed egli non potrà più concedere nulla al vizio; e per quanto si può, è necessario aiutarlo non con lacrime, ma con preghiere, con suppliche, con elemosine e con sacrifici. Non credi che, mentre noi offriamo per coloro che sono morti, ad essi sia dato un qualche conforto?” (In I Cor. hom., 41, 4, 5).
E ancora: “Non sono inutili i sacrifici per i defunti, non sono inutili le preghiere, non sono inutili le elemosine; tutto ciò ha ordinato lo Spirito, volendo che noi ci aiutiamo scambievolmente… Che dici? Abbiamo l’ostia fra le mani, e tutto è pronto: sono presenti gli Angeli, gli Arcangeli; è presente il Figlio di Dio; tutti assistono con timore profondo; ed essi pure (coloro che sono morti in Cristo) sono presenti ed alzano il loro grido nel silenzio generale. Credi che tutto questo non ottenga il suo effetto?” (In Acta hom., 21, 4).

5. Sant’Epifanio: “Che cosa inoltre vi può essere di più utile che ricordare i nomi dei defunti? Che cosa vi può essere di più opportuno e degno di ammirazione del fatto che i presenti si convincano che i morti vivono ancora, e non sono stati annichiliti, ma esistono ancora e vivono presso Dio; e che si dia loro il piissimo annuncio, come se fossero partiti per un viaggio lontano? Sono utili le preghiere che si fanno per essi, anche se non possono distruggere tutte le colpe. Ed è questa la causa per cui esse giovano; che, spesso, mentre siamo ancora quaggiù, con o senza nostra volontà, siamo incerti nel fare ciò che è più perfetto… Ricordiamo i peccatori.., implorando per essi la misericordia del Signore” (Haer., 75, 8).

6. Da queste testimonianze della Chiesa antica emerge chiaramente la consapevolezza della necessità di pregare per i defunti.
Chi può presentarsi davanti a Dio e alla corte celeste e rimanervi lì eternamente con le impurità derivanti dai propri peccati?
Sì, è una straordinaria misericordia la possibilità di potersi purificare per non rimanere per sempre con i propri difetti, con i propri peccati e con le proprie imperfezioni.
Ed è un atto di misericordia per noi, oltre che un dovere di giustizia, quello di poter pregare per i defunti.

7. Passando a quanto mi hai scritto al termine della tua mail: le intenzioni che metti nelle varie decine vanno bene. Queste anime ti ricompenseranno!
Circa i misteri gloriosi puoi fare così.
Per il primo mistero glorioso puoi aiutarti ricostruendo i vari incontri di Gesù risorto nel giorno di Pasqua e delle parole che ha detto a quelle fortunate persone.
Per il secondo (l’ascensione): ricevi la benedizione che Gesù dà agli apostoli mentre scende al cielo. È una benedizione potente.
Per il terzo: rievoca la scena della Pentecoste pensando che lo Spirito Santo scende con tanta abbondanza per la preghiera di Maria lì presente e di quella preghiera in quel momento puoi usufruire per te e per le necessità della Chiesa.
Per il quarto: analogamente al secondo mistero glorioso, ricevi la benedizione di Maria e affida le tue cause a Lei che entra gloriosa in cielo.
Per il quinto: vivi la comunione con gli angeli e i santi. Sono tutti premurosi di aiutarti e di aiutare le persone che a loro raccomandi.

Mi complimento per il tuo italiano: riesci ad esprimerti bene.
Soprattutto mi complimento per il tuo impegno a vivere bene la vita cristiana.
Continua così.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

Questo articolo è disponibile in: Italiano