Quesito

Caro Padre Angelo,
Le pongo una domanda (che è al tempo stesso, in un certo senso, una provocazione): in una mia recente confessione, il confessore, a proposito di temi legati alla sessualità all’interno del matrimonio, mi ha impartito degli insegnamenti chiaramente contrari ai principi evangelici.
Ad esempio, ha sostenuto che qualunque tipo di espressione sessuale, nel rapporto matrimoniale, non può che essere giusta ed in quanto tale espressione di amore, non potendosi, di conseguenza, in nessun modo arrivare a sostenere che questo o quel tipo di atto sessuale sia ‘‘disordinato’: se si tratta di atto di due coniugi, si tratta di atto di per sé legittimo. Il che è palesemente falso.
Ho ricevuto l’assoluzione senza fare il minimo commento su quello che mi era stato detto. Ma mi rendo conto che quanto accaduto a me sia ormai all’ordine del giorno e sia molto pericoloso per tantissimi fedeli magari non molto avveduti.
La domanda (evidentemente, semplificatrice, per ovvi motivi di spazio) sorge spontanea: visto l’evidente (e direi, sicuramente ben diffuso) rifiuto di taluni principi antropologici e teologici fondamentali, in materia di persona, da parte di una fetta consistente degli stessi consacrati, perché coloro fra essi, che hanno invece deciso di non rigettare i principi evangelici del ‘‘passato’ non escono chiaramente allo scoperto e non affrontano, serenamente ma fermamente, e soprattutto in modo esplicito ed inequivoco, coloro che hanno deciso di abdicarvi (anche ai più alti livelli, e forse ormai fino al vertice …) per stabilire una volta per tutte, davanti al popolo dei fedeli, se essere cattolici debba (o meno) necessariamente comportare l’accettazione (anche) di quei principi, potendo, chi non vuol farlo, tranquillamente (e soprattutto, liberamente!), uscire dalla Chiesa cattolica?
Credo che fare emergere questo scisma silenzioso, non potrà che giovare ad una Chiesa sempre più confusa ed allo sbando, e contribuire a che ognuno assuma le sue responsabilità, di fronte a Cristo ed alla Sua Chiesa.
Senza inutili infingimenti. Con chiarezza. Ed una volta per tutte.
Le accortezze del caso, poi, ovviamente, riguarderebbero degli aspetti comunque secondari rispetto alla questione fondamentale, ed ormai non più procrastinabile, che ho delineato.
In caso contrario, credo di poter dire, coloro che hanno deciso di non cedere alle pressioni (potentissime) della moda dell’attuale pensiero unico dominante, non andrebbero esenti, anche essi, da una certa loro responsabilità.
La saluto con affetto. E la ringrazio di cuore per il suo prezioso lavoro per questo sito.
Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. ti rispondo in data 13 novembre 2015. E proprio oggi nel nostro sito in una risposta abbiamo avuto l’occasione di presentare ancora una volta la dottrina della Chiesa in ambito di intimità coniugale.

2. Quanto ti è capitato di sentire in confessionale è riprovevole perché un ministro di Dio deve essergli fedele e proporre ai fedeli “la salutare dottrina di Cristo”, come l’a chiama il beato Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae al n. 29: “Non sminuire in nulla la salutare dottrina di Cristo è eminente forma di carità verso le anime. Ma ciò deve sempre accompagnarsi con la pazienza e la bontà di cui il Signore stesso ha dato l’esempio nel trattare con gli uomini. Venuto non per giudicare ma per salvare, Egli fu certo intransigente con il male, ma misericordioso verso le persone” (HV 29).

3. Questa dottrina è “salutare” perché giova alle anime, le purifica, le sana e le incammina verso la santità, verso Dio.

4. Quanto purtroppo ti ha detto il sacerdote che hai avuto la sfortuna di incontrare non è la salutare dottrina di Cristo, ma il contrario.
Quanto ti ha detto è un pensiero che fa male in tutte le direzioni.
Fà male anzitutto al sacerdote che lo propone, perché così egli compie un peccato grave di infedeltà a Cristo e al suo magistero espresso mediante la voce di Pietro.
È triste pensate ad un sacerdote in peccato mortale perché volutamente si distacca dalla dottrina di Cristo e poi celebra i Sacramenti commettendo sacrilegi su sacrilegi.
Di lui mi dispiace dover dire che forse non vive bene perché ognuno parla dall’abbondanza del proprio cuore: “La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda” (Mt 12,34).

5. E fa male soprattutto alle anime, perché il peccato è male perché fa male.
Giovanni Paolo II ha detto che “atto della persona, il peccato ha le sue prime e più importanti conseguenze sul peccatore stesso: cioè nella relazione di questi con Dio, che è il fondamento stesso della vita umana; nel suo spirito, indebolendone la volontà ed oscurandone l’intelligenza” (Reconciliatio et Paenitentia, 16), e così, offendendo gravemente Dio, “finisce col rivolgersi contro l’uomo stesso, con un’oscura e potente forza di distruzione” (Ib., 17).

6. Tuttavia non condivido il tuo giudizio sulla Chiesa: che sarebbe allo sbando.
Dicono questo solo coloro che guardano alla Chiesa dall’esterno e ai quali sfugge la presenza più importante e preziosa, quella di Cristo risorto che ha detto: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
Sono le ultime parole che Gesù ha voluto che fossero scritte nel Vangelo di Matteo.
Questa è la certezza che ha lasciato ai suoi, anche se esteriormente la Chiesa può sembrare allo bando.

7. La “salutare dottrina di Cristo” non tramonta e viene continuamente ribadita.
Anche il recente Sinodo ha ribadito “la «connessione inscindibile» tra valore unitivo e procreativo – messo in evidenza dal Beato Paolo VI (cf. HV, 12)” (Relazione finale, 50).
Cristo regna sempre.
Non si può dire affatto che il suo Regno sia allo sbando!
Piuttosto sono allo sbando quelli che si separano da Cristo!

8. Desidero sottolineare che il beato Paolo VI a questo proposito non parla di “salutare dottrina della Chiesa” (affermazione che avrebbe potuto usare) ma di “salutare dottrina di Cristo”.
E Cristo questa dottrina la presenta sempre a tutti.
Si serve anche dei mezzi di comunicazione sociale che intendono denigrare la Chiesa perché non ammette la contraccezione e non starebbe al passo coi tempi (e cioè con gli introiti delle ditte farmaceutiche che producono i contraccettivi a danno soprattutto delle donne).
Ma intanto, sebbene nolenti, diffondono e amplificano la “salutare dottrina di Cristo”!
E così anche in questa maniera il Signore manifesta la sua sovrana regalità che permette il male, ma lo condanna infine a servire il bene.

9. Infine dici che anche coloro “che hanno deciso di non cedere alle pressioni (potentissime) della moda dell’attuale… non andrebbero esenti da una certa loro responsabilità” qualora stessero zitti.
Sì, se tacessero, sarebbero conniventi.
Ma non è necessario entrare in aperta polemica con i dissenzienti dal magistero causando ulteriore confusione e sconcerto tra i fedeli..
L’annuncio della salutare dottrina di Cristo, come ha detto Paolo VI, “deve sempre accompagnarsi con la pazienza e la bontà di cui il Signore stesso ha dato l’esempio nel trattare con gli uomini. Venuto non per giudicare ma per salvare, Egli fu certo intransigente con il male, ma misericordioso verso le persone” (HV 29).
Ti ringrazio perché riconosci nel nostro sito questa volontà.

Ti ricordo volentieri al Signore e ti benedico.
Padre Angelo