Quesito
Caro padre Angelo,
nell’ambito del discorso apostolico di Gesù, desidero far riferimento al passo di San Matteo 10, 34 in cui Gesù dice “… non sono venuto a metter pace, ma una spada…”
Ora, pare che le interpretazioni del suddetto passo siano diverse e ovviamente quelle parole non vanno interpretate in senso letterale. L’interpretazione più soddisfacente secondo me è quella per cui il Signore mette in evidenza che alcuni ascoltano la Sua Parola, la ricevono con fede e carità, mentre altri ne sono indifferenti o, peggio, la rifiutano e tra questi gruppi Gesù non può mettere pace, perché fanno una libera scelta (ammesso che sia libera).
Mi ha colpito, invece, l’interpretazione che ne dà il biblista e presbitero britannico Samuel G. F. Brandon, secondo cui l’evangelista Matteo associava la predicazione di Gesù alla politica sovversiva dei zeloti.
A questo punto mi piacerebbe un tuo commento del passo evangelico da me citato.
Nell’attesa, ti saluto con stima e cordialità, ricordandoti nelle mie preghiere.
Giovanni
Risposta del sacerdote
Caro Giovanni,
1. La spada di cui qui parla il Signore è di ordine spirituale.
2. San Giovanni Crisostomo si domanda come sia possibile che colui che ha comandato di invocare la pace entrando in qualsiasi casa, adesso dica di prendere in mano alla spada.
La sua risposta è la seguente: “Il fatto è che la pace qui consiste soprattutto nel tagliare ciò che era malato, di allontanare ciò che porta la divisione: è soltanto allora che il cielo e la terra potranno unirsi. Così anche il medico conserva il corpo rimanente quando taglia ciò che inguaribile. (…).
Infatti non dappertutto la concordia è un bene, perché anche i briganti vanno d’accordo” (Omelie sul Vangelo di Matteo 35,1).
3. San Girolamo: “Infatti all’avvento della fede cristiana tutto il mondo si è diviso contro se stesso. Ogni casa ebbe degli increduli e dei credenti, e per questo fu mandata una guerra buona per rompere una pace cattiva” (Commento al Vangelo di Matteo 26,67).
4. Sant’Ilario scrive: “Bisogna ricordare che nella spada è indicata la parola di Dio, e questa spada fu mandata sulla terra, cioè la sua predicazione fu infusa nel cuore degli uomini” (Commento al Vangelo di Matteo 10,34).
Il riferimento biblico è preciso: “Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ef 4,12).
5. il biblista Marco Sales commenta così tale affermazione del Signore: “Gesù è il principe della pace, ma per stabilire il suo regno egli deve distruggere il regno di Satana e delle umane passioni. A tal fine è necessaria la spada ossia la guerra.
D’altra parte, la sua dottrina essendo opposta al mondo, solleva odi e contraddizioni, in modo che il mondo stesso, e proporzionatamente ogni città e ogni famiglia, viene a trovarsi come diviso in due parti; alcuni credono, altri rimangono increduli, e in questa divisione si ha un motivo di discordia e di guerra; talché sarà spesso necessario rinunziare agli affetti più cari, ai vincoli più naturali, per rimanere fedeli a Gesù Cristo”.
6. La Bibbia di Gerusalemme, in termini più concisi, scrive: “Gesù è “un segno di contraddizione” (Lc 2,34) che, senza volere le discordie, le provoca necessariamente per le esigenze di scelta che richiede”.
Con l’augurio di maneggiare bene la spada della parola di Dio e di estirpare tutto ciò che è contrario al tuo vero bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
