In che forma Dio appariva ai personaggi dell’Antico Testamento

In che forma Dio appariva ai personaggi dell’Antico Testamento

Quesito

Trascriviamo il contenuto di una email pervenuta al nostro sito e la relativa risposta di Padre Angelo.

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Leggendo l’antico Testamento mi sono posta alcuni quesiti, che forse saranno anche sciocchi, ma data la mia ignoranza, a me sembrano fondamentali…

Ho notato che spesso nell’AT si parla di visioni di Dio, anche nei sogni…ora io ricordavo di aver sentito (o l’ho letto da qualche parte???) che nessuno abbia mai visto Dio…anche perchè ( e questo ricordo bene di averlo letto in vari scritti anche di Santi) tale visione non potrebbe, proprio per la sua “grandezza”, per la sua trascendenza, lasciare l’uomo in vita.
Quindi da questo mi chiedo: in che forma Dio appariva ai personaggi dell’AT?
In alcuni casi le note al testo spiegavano che gli angeli inviati da Dio erano in realtà Dio stesso, che assumeva tali sembianze per farsi vedere, in altri casi i passi della Bibbia parlano di visioni in sogno, ma c’è anche il passo della lotta fisica contro un uomo che in realtà è Dio…quindi “modalità” diverse nell’incontro con l’Onnipotente….prima di arrivare all’episodio di Mosè, che dal roveto ardente sente la Sua voce.
Maria.


Risposta del sacerdote

Dio, cara Maria, è purissimo spirito e, proprio per questo, i nostri occhi che sono materiali non possono vederlo.
I nostri occhi vedono tutto ciò che è ad essi proporzionato e cioè altri corpi, altri colori. Ma Dio non ha corpo, quindi non può essere visto con gli occhi del corpo.
Solo la nostra mente, che è spirituale, può vedere Dio.
E tuttavia fra Dio e la nostra mente vi è una distanza infinita. Dio è nell’ordine soprannaturale, la nostra mente nell’ordine naturale. San Paolo dice che Dio abita in una luce inaccessibile.
Come dunque si può conoscere Dio?
Solo ad una condizione: che Dio attrezzi la nostra intelligenza e la renda proporzionata a cogliere realtà di ordine soprannaturale, al di là della nostra comprensione.
E questo Dio lo fa in due tappe.
La prima è quella della fede, che è un lume soprannaturale che Dio mette nella nostra intelligenza per proporzionarla a Lui e darle la capacità di conoscerlo in qualche modo. Dico in qualche modo, perché anche attraverso la fede conosciamo Dio in maniera ancora molto oscura. La lettera agli Ebrei dice che la fede è sostanza della cose che si sperano, argomento di cose che non si vedono (Ebr 11,1).
Quando andremo in Paradiso allora potremo conoscere Dio apertamente perché Dio stesso ci proporzionerà direttamente a Lui mettendo nella nostra mente non più soltanto il lume della fede, ma il lume della gloria, che è come un raggio della sua gloria che ci permette di conoscerlo così come Egli è.
Stando così le cose, è ovvio che Dio quando voleva manifestarsi nell’Antico Testamento doveva assumere una parvenza corporale. E talvolta assume le sembianze degli Angeli e talvolta le sembianze di uomini, come i tre famosi personaggi che appaiono ad Abramo presso la quercia di Mamre.
Quando poi assumeva sembianze di angeli, doveva assumere ancora sembianze corporali, perché gli angeli sono puri spiriti, e, in quanto tali, non possono essere colti dall’occhio umano.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo