Quesito

Reverendo padre, 
Le scrivo per sottoporLe un quesito che per me è di capitale importanza. Vorrei che Lei mi chiarisse quali sono le condizioni essenziali dello stato verginale. Sarò più chiara: in assenza totale di rapporti sessuali completi, ma avendo infranto gli altri obblighi riguardanti il sesto comandamento, possiamo parlare ancora di stato verginale?
Sia lodato Gesù Cristo!
Cordialmente 
GB

Risposta del sacerdote

Carissima,
1. la verginità può essere intesa in due modi: in senso normale, e allora designa la situazione per la quale non vi sono stati rapporti sessuali e una persona anche fisicamente è ancora integra.
Oppure in  senso stretto e cioè nel senso che non si è mai mancato al sesto comandato, con nessun atto impuro di alcun genere.

2. È stata questa la verginità di cui ha parlato il Santo Padre Domenico sul letto di morte nel momento in cui ha fatto la sua ultima confessione davanti a 12 frati: “La misericordia di Dio mi ha conservato fino ad oggi nell’incorruzione della carne”, intendendo dire di non avere mai commesso colpe gravi nel sesto comandamento.
Del resto questa è anche la sentenza di san Tommaso quando parla della verginità.

3. La verginità fisica secondo il suo primo significato ha indubbiamente il suo valore. È il segno, anche fisico, dell’integrità e della purezza del dono che si fa ad una persona quando la si sposa.
È bello poter dire al proprio sposo o alla propria sposa che non si è profanata la propria intimità, che si è saputo resistere a qualunque tentazione o sollecitazione per amore di colui o di colei cui ci si sarebbe donati nel girono del matrimonio in totalità e per sempre.

4. Anche la verginità in senso stretto ha una sua incomparabile bellezza.
Essa nasconde una potenza e una tenacia straordinaria.
Queste persone che non hanno mai commesso delle impurità possiedono una luminosità particolare nel loro sguardo e talvolta anche nel loro volto.
È quanto si è potuto constatare in di san Domenico, del quale coloro che gli sono stati accanto hanno potuto dire che “aveva una volontà ferrea e sempre lineare, eccetto quando si lasciava prendere dalla compassione e dalla misericordia. E poiché un cuor lieto rende gioioso il viso (Pr 15,13), l’equilibrio sereno del suo interno si manifestava al di fuori nella bontà e nella gaiezza del volto” (Beato Giordano, Libellus de initiis Ordinis,  103).

5. Tuttavia accanto a questi due tipi di verginità ve ne è anche un altro, ed è la verginità morale.
Si per sé la verginità fisica dovrebbe essere sempre accompagnata anche da una verginità morale.
Ma se si può perdere la verginità fisica e non ricuperala mai più, è consolante sapere  che la verginità morale può essere riguadagnata e in maniera molto grande.
Per questo Sant’Agostino parlando della Maddalena, che identifica con la peccatrice della città, dice che dopo aver incontrato il Signore ed essersi pentita dei suoi peccati, per purezza è seconda soltanto alla Madonna.

6. San Bernardo dice che “una prolungata castità è equiparata alla verginità” (longa castitas reputabitur ad virginitatem) (De modo bene vivendi, c. 22).
E sant’Agostino: “Poche donne hanno la verginità del corpo nella Chiesa, ma tutti i fedeli hanno la verginità del cuore. Nella stessa fede Paolo temeva che la verginità del cuore fosse corrotta dal diavolo. Perché se l’avessero perduta, senza motivo ci son vergini nel corpo. Corrotta nel cuore, cosa conserva nel corpo?” (Enarrationes in Psalmos, 90,2.9).

7. Tutto questo porta a dire che se dobbiamo tenere nel debito onore la verginità fisica che indubbiamente è un bene inestimabile, tuttavia non si deve mai disperare o scoraggiarsi. È sempre possibile ricuperare la verginità o  purezza morale che è ancora più preziosa della prima.
Quanto è avvenuto nella Maddalena è una lezione meravigliosa impartita da nostro Signore, il quale è così onnipotente e così buono che anche là dove è abbondato il peccato (e la corruzione della carne) fa sovrabbondare la grazia (e con essa la purezza del cuore).

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo