Quesito

Caro Padre Angelo,
per Natale il Signore mi ha sorriso perchè mi sta facendo scoprire la mia vocazione.
Spesso mi capita di chiedere a Gesù cosa voglia fare della mia vita, lasciandogli tutte le porte aperte.
Il mio parroco qualche settimana fa mi aveva espresso il suo pensiero complimentandosi per i "passi da gigante" che secondo lui sto compiendo nel cammino della Fede da 2 anni a questa parte e cioè dalla mia conversione di cristiano distaccato non-praticante, a cristiano desideroso di ascoltare la Parola del Signore e di fare la Sua volontà.
Ebbene, il pensiero del mio parroco giovane ma molto carismatico è stato quello di valutare bene ciò che il Signore vuole da me, compreso un’eventuale chiamata al sacerdozio. Io non mi sono "spaventato" delle sue parole perchè da sempre sogno di formare una famiglia mia con dei valori veri ed autentici (valori che prima li chiamavo in questo modo, da quando ho riscoperto la Fede li chiamo x nome: Gesù). Sono fidanzato con la ragazza che mi ha fatto riscoprire la Fede, stiamo facendo un cammino di fidanzamento nella castità.
E’ proprio in questo cammino comune iniziato da 1 anno circa, che cominciano a vedersi i frutti dell’Amore con A maiuscola, quell’amore-agape ripulito dalla potenza travolgente dell’eros che illude e non permette la vera conoscenza dell’altro/a nel fidanzamento. Gesù mi sorride attraverso la mia fidanzata che, mi propone gli incontri diocesani x i fidanzati come x dire "riserviamo un posto d’onore a Gesù nella nostra coppia". E’ qui che mi si illumina il cuore e capisco bene la mia vocazione: matrimonio secondo la Parola del Signore.
Con affetto e stima,
Christian


Risposta del sacerdote

Caro Christian,
1. sono molto contento dei passi da gigante che stai facendo nella tua vita cristiana.
Mi fa piacere anche sentirti pieno di gioia per aver incontrato il Signore.
Chi accoglie Gesù, è pieno di gioia come Zaccheo (Lc 19,6).
Anche l’acco­glienza della sua parola provoca gioia: “l’uomo che ascolta la parola, subito l’ac­coglie con gioia” (Mt 13,20).
Ogni battezzato, come il funzionario di Etiopia, “pieno di gioia prosegue il suo cammino” (At 8,39).
Egli sa che nessuno gliela potrà togliere (Gv 16,22).
Conservala questa gioia. Mi verrebbe da dire: avvolgila in fasce, come ha fatto Maria quando ha partorito Gesù. Inizialmente l’ha avvolto in fasce materiali. In seguito l’avvolge in altre fasce, come quando “serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,19).
Queste fasce sono la preghiera, l’ascolto della parola del Signore, l’Eucaristia, la confessione, le azioni compiute per amore del Signore.
Pier Giorgio Frassati, all’età di 22 anni, parlando ai giovani di Pollone (Biella), suo paese natale, diceva: “La vera felicità non consiste nei piaceri del mondo e nelle cose terrene, ma nella pace della coscienza la quale si ha soltanto se siamo puri di cuore e di mente”.

2. Sono contento anche che tu scopra sempre più la tua vocazione, quella del matrimonio. E di un matrimonio cristiano, dove non viene mai a mancare il vino della grazia e della gioia.
Ti auguro che nella realizzazione  della tua vocazione di sposo e padre tu possa essere luce e sale per molte altre famiglie.
Giovanni Paolo II diceva che tocca alle famiglie cristiane essere evangelizzatrici di altre famiglie.

3. Ma sono anche contento che il tuo parroco ti abbia menzionato la possibilità di un’altra chiamata.
La vocazione o chiamata al matrimonio o al sacerdozio si radica innanzitutto in quello che uno è, nelle sue doti e nelle esperienze di vita che fa facendo.
Ed è bello che il tuo parroco abbia ravvisato in te la possibilità di una chiamata del Signore al sacerdozio.
Conosco un giovane che è contento che io gli dica che lo vedo fatto per il sacerdozio. Con tutta probabilità prenderà la strada del matrimonio. Ma il solo fatto che qualcuno gli dica che è tagliato anche per un’altra vocazione, quanto mai alta e vantaggiosa per tutti, lo lusinga e gli procura gioia.
In ogni caso, ricorderò nella preghiera anche questa tua causa, perché il Signore faccia sempre più luce sul tuo cammino.

Ti ringrazio, ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo