Quesito

Gentile Padre Angelo
Da un paio di anni ho aggiunto alle mie letture quella dei quattro Vangeli canonici e di altri libri concernenti l’argomento.
Le domande che nascono dalla lettura e rilettura di questi testi sono tante e ad alcune sono riuscito, bene o male, a dare una risposta.
Però ce n’è una legata ad un’affermazione di Gesù, che ogni volta che la rileggo mi lascia perplesso.
La frase è la seguente: "in verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada" (Matteo 24,34).
Per generazione si intende quella degli Apostoli ?
Quello che deve accadere è la parusia?
Se la risposta ai miei due interrogativi è affermativa, come spiegare la contraddizione ?
Inoltre vorrei sapere se, per una soddisfacente comprensione dei Vangeli, è necessario conoscere l’Antico Testamento.
Ringraziamenti,
Luigi C.


Risposta del sacerdote

Caro Luigi,
1. leggo in un Commentario biblico che queste parole vanno intese “sia in riferimento alla distruzione di Gerusalemme sia al giudizio (la parusia).
Gesù predice dunque che la nazione giudaica non cesserà di esistere fino alla sua ultima venuta.
La parola greca generazione ha spesso nella Scrittura il senso di gente, stirpe, famiglia e secondo questo significato fu qui usata da Gesù”.
Mi pare che questo commento chiarisca tutto.

2. Alla tua seconda domanda rispondo di sì perché Gesù si presenta come Colui che adempie il significato degli “antichi simboli”.
Per simboli s’intendono anche fatti.
Pensiamo ad esempio alla liberazione degli ebrei quando uscirono dall’Egitto.
In quella notte gli ebrei furono liberati dall’Angelo sterminatore, che invece uccise i primogeniti degli egiziani.
Commenta San Gregorio Magno: “Se in virtù del sangue di un animale, che però era simbolo del sangue di Cristo, gli ebrei furono liberati dall’angelo sterminatore, da quanti pericoli dell’anima e del corpo non saremo liberati noi quando nell’Eucaristia ci accostiamo non al sangue di un animale che è simbolo del sangue di Cristo, ma al sangue stesso di Cristo?”

Ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo