Il significato dell’invocazione Torre d’Avorio

Il significato dell’invocazione Torre d’Avorio

Quesito

caro padre Angelo,
Che cosa significa l’invocazione Torre d’avorio con la quale ci rivolgiamo a Maria nelle Litanie lauretane?
La ringrazio e la saluto
Alessandra


Risposta del sacerdote

Cara Alessandra,
Newman non commenta questo titolo.
Ho trovato però un bel commento in “Le lodi della Vergine” di Gabriele Roschini, grande mariologo. L’opera è del 1954 e dubito che abbia avuto delle ristampe recenti.

«TORRE D’AVORIO»

Anche questa invocazione delle Litanie Lauretane come varie altre è presa dalla S. Scrittura, e più precisamente dal Cantico dei Cantici. Parlando infatti lo Sposo alla sua Diletta, le dice: «II tuo collo è come una torre di avorio» (7, 4). La «Diletta» da Dio e dagli uomini, per antonomasia, viene paragonata ad una «torre d’avorio». Cosa esprimere la Chiesa con questa metafora? Innanzitutto intende esaltare la sua singolare bellezza. Ma non basta: l’avorio è la materia dei denti dell’elefante, dell’ippopotamo, del narvalo e serve per formare con esso oggetti di lusso. Nell’età antica se ne faceva grande uso. Nella S. Scrittura vengono ricordati non solo mobili di avorio ma anche case, per esempio quella di Acab (3 Re,22- 39). Non già perchè tali case fossero tutte di avorio, ma perchè erano tutte adorne di avorio. Ciò posto, tre sono le proprietà principali dell’avorio: il candore, la consistenza ed pregio. E non sono forse queste le caratteristiche di questa mistica torre, di Maria?

Maria torre d’avorio per la sua bellezza

La Chiesa, per esaltare la singolare bellezza di Maria, applica a Lei le parole rivolte dallo Sposo alla sua Diletta nel Cantico dei Cantici: «Tutta bella sei, o amica mia, e macchia non è in te» (4,7). Tutta bella, non in parte soltanto. Tutta bella nel corpo, tutta bella, in modo particolare, nell’anima.
Tutta bella nel corpo. Ella infatti è «la faccia che a Cristo più s’assomiglia» (Par. 32,85). E Cristo fu indubbiamente «il più bello tra i figlioli degli uomini». I figli, ordinariamente, «matrizzano», ossia, assomigliano alla madre. Gesù poi non poteva non matrizzare, poichè non ebbe padre terreno. Maria SS., inoltre, fu la reggia, del Re dei Re. Orbene, se sono tanto belle le reggie dei Sovrani della terra, quale bellezza non dovette avere la reggia del Sovrano dei cieli, del Re dei Re?…
Tutta bella nell’anima. Bellezze naturali e bellezze soprannaturali resero l’anima di Maria la più alta espressione finita dell’infinita bellezza di Dio. Bellezze naturali, innanzitutto. L’anima di Maria fu indubbiamente la più perfetta dopo quella di Cristo, suo Figlio. In Lei singolare acutezza d’intelletto nell’afferrare il vero, singolare prontezza di volontà per slanciarsi verso il bene, singolare tenacia di memoria nel conservare le idee di cose passate. Fra tutte queste facoltà spirituali regnava la più melodiosa armonia. Ma più che di bellezza naturale, l’anima di Maria ci si presenta tutta adorna di bellezze soprannaturali, ossia, tutta piena di grazia e di tutti quei doni soprannaturali che accompagnano questa eccelsa regina. Dire grazia, infatti, è dire bellezza. Dire pienezza di grazia, è dire pienezza di bellezza. Tutta questa bellezza dell’anima non poté non riflettersi anche sul corpo. Tutta questa singolare, trascendente bellezza sia di anima che di corpo fece uscire dal petto di Giorgio di Nicomedia quell’esclamazione piena di stupore: «O bellissima bellezza di tutte le bellezze!».

Maria torre d’avorio per il candore, per la consistenza, per il pregio

Tre come abbiamo di già rilevato – sono le caratteristiche dell’avorio: candore, consistenza, pregio. Orbene, tutte e tre queste prerogative noi le riscontriamo in modo del tutto singolare in Maria.
Prima caratteristica dell’avorio è il candore, la bianchezza. Ed il candore, la bianchezza, non è forse la prima, fondamentale caratteristica della vita di Maria? La vita della Vergine infatti, e quella di Lei soltanto, fu sempre completamente immune da qualsiasi macchia di colpa, sia originale che attuale.
Seconda caratteristica dell’avorio è la consistenza o resistenza agli agenti fisici, chimici ed organici, resistenza dovuta alla sua composizione specifica. E la Vergine SS. non dimostrò forse la più singolare consistenza morale dinanzi agli assalti di tutti i suoi nemici, dinanzi alle ondate di duolo che si abbatterono con inaudita violenza contro di Lei?
Terza caratteristica dell’avorio è il pregio, derivante dalla stessa composizione e dalla sua rarità. E la Vergine SS., per il divino incanto della sua anima e del suo corpo, non è forse ciò che v’ha di più prezioso fra tutte le pure creature, sia sulla terra che in cielo? Ella, anziché rara, è e deve dirsi unica. A Lei si applicano in pieno le parole scritte da Salomone della donna forte: «Procul et de ultimis finibus pretium eius» (Prov. 31,10). Di Lei si ignora davvero il prezzo: «Nescit homo pretium eius» (Sap. 28, 3).

Maria, la torre più sublime dell’universo

«Esalti pure Tolomeo d’Egitto esclama il Miechow nella vita di Marco Aurelio (L. I, c. 40), la sua torre che s’innalza superba nel faro d’Alessandria, composta di ottanta talenti d’oro, costruita con pietre lucide e candide come il vetro! Esaltino i Cizicesi le loro sette torri dall’eco meravigliosa! Esaltino pure i Cinesi la loro torre nella città di Fuchaeo, sorgente sopra quaranta solide ed altissime colonne delle quali parla Plinio (L. 36, c. 15)! Ammirino pure gli Indiani Miensi la loro torre tutta ricoperta e fulgente di lamine d’oro, piene di campanelli d’oro e d’argento i quali, al soffio dei venti, emettono un suono vario e armonioso!… La Torre Mariana si eleva al di sopra di tutte le altre torri… Quelle sono inanimate, Questa invece è animata; quelle han ceduto al tempo, Questa invece rimane perenne ed incorrotta. La torre d’Alessandria è composta di pietre levigate e trasparenti. Maria invece è rivestita dello stesso sole: «Mulier amicta sole». Le torri di Cizico emettono voci umane, Maria invece emette una voce divina. La torre Cinese sorge sopra quaranta colonne, Maria invece sorge sopra sette colonne incomparabilmente più eccelse, più solide e più preziose di quelle quaranta… La torre indiana era ricoperta d’oro e d’argento, Maria invece è tutta rivestita, dentro e fuori, dell’oro della carità… O Torre degnissima! O Torre preziosissima! O Torre superiore ad ogni estimazione! ….» (Discursus praedicabiles super Litanias Lauretanas, Napoli, 1857, vol. II, p. 314 15).

Ti ringrazio, ti saluto e benedico te e la tua famiglia.
Padre Angelo