Quesito

Buon giorno,
sto prendendo in considerazione la bellezza dell’Eucaristia, non solo i Vangeli dell’ultima cena, ma anche in Giovanni, che al capitolo 6.
A Cafarnao, si intrattiene nella Sinagoga con i suoi discepoli e i Giudei.
Parla della sua carne come cibo che nutre e del suo sangue che disseta; inoltre afferma che chi mangia la sua carne e beve il suo sangue  e crede in lui avrà la vita eterna.
Il significato esatto del sangue a quei tempi, era legato alla vita, se non erro, era vietato nutrirsi di animali soffocati, perché contenevano ancora la vita.
Il sangue era legato a Dio, perché Dio è (il possessore) la vita.
Gradirei una sua risposta che mi chiarifichi i significati della carne e del sangue di cui parla Gesù.
Grazie
Attendo una sua risposta e una sua preghiera
Giuseppe


Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe,
sono contento di offrirti qualche considerazione in riferimento all’Eucaristia e soprattutto al significato del sangue.

1. Circa la carne di Gesù:
“Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51).
Come il pane sostiene, molto di più sostiene Cristo che è il pane vivo, il pane della vita.
Non solo l’anima di Cristo è vivificante, ma anche il suo corpo, la sua carne.
Infatti come chi toccava il corpo di Gesù veniva guarito: “Tutti cercavano di toccarlo perché da Lui usciva una virtù che sanava tutti” (Lc 6,19) così anche nell’Eucaristia.
San Tommaso dice che “Gesù nell’Eucaristia è un cibo che è in grado rendere l’uomo divino e di inebriarlo con la sua divinità” (SAN TOMMASO, Commento al vangelo di Giovanni, lezione 7).

2. Ma adesso vengo alle considerazioni sul sangue.
Il sangue era per gli ebrei, ma anche per tutti gli orientali antichi, la sede della vita.
Questo si evince anche da Gn 9,4: “Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè con il suo sangue”.
Versare sangue umano era punito con la morte, perchè l’uomo è fatto ad immagine di Dio e la sua vita, che è nel sangue, è per conseguenza sacra.
Si aveva il diritto di uccidere gli animali e di mangiarli a condizione di non consumare il loro sangue, perchè la vita appartiene a Dio.
Il sangue degli animali doveva essere versato per terra e ricoperto di polvere, oppure, durante i sacrifici veniva trattato secondo le prescrizioni rituali, per cui con il sangue si aspergeva l’altare, e lo si versava ai piedi dell’altare: “poserà la mano sulla testa della vittima e la scannerà davanti alla tenda del convegno, e i figli di Aronne ne spargeranno il sangue attorno all’altare” (Lv 3,8).

3. Se qualcuno mangiava sangue veniva punito severamente: Ogni uomo, Israelita o straniero dimorante in mezzo a loro, che mangi di qualsiasi specie di sangue, contro di lui, che ha mangiato il sangue, io volgerò il mio volto e lo eliminerò dal suo popolo.
Poiché la vita della carne è nel sangue. Perciò vi ho concesso di porlo sull’altare in espiazione per le vostre vite; perché il sangue espia, in quanto è la vita.
Perciò ho detto agli Israeliti: Nessuno tra voi mangerà il sangue, neppure lo straniero che dimora fra voi mangerà sangue.
Se qualcuno degli Israeliti o degli stranieri che dimorano fra di loro prende alla caccia un animale o un uccello che si può mangiare, ne deve spargere il sangue e coprirlo di terra; perché la vita di ogni essere vivente è il suo sangue, in quanto è la sua vita. Perciò ho ordinato agli Israeliti: Non mangerete sangue di alcuna specie di essere vivente, perché il sangue è la vita di ogni carne; chiunque ne mangerà sarà eliminato” (Lv 17,10-14).

4. In questi sacrifici, il sangue era considerato come il più alto mezzo espiatorio: si offre a Dio la vita intera. Il sangue aveva una parte molto importante nell’Antico Testamento. Per questo nella lettera agli Ebrei 9,22 viene detto: “Secondo la Legge, quasi ogni cosa è purificata col sangue e senza effusione di sangue non vi è la remissione del peccato”.

5. Tuttavia il sangue prende il suo più alto significato nel Nuovo Testamento perché il sangue di Cristo assicura interamente la Salvezza di tutti.
Per comunicare la sua vita, Gesù promette di donare il suo Sangue: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me” (Gv 6,54-57).
La vigilia della sua morte Gesù cambia il vino nel suo Sangue: “Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati” (Mt 26, 27-28).

6. Questo sangue versato sulla croce opera la redenzione degli uomini: “In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia” (Ef 1,7)
Qui, la parola sangue non è presa solo in senso proprio e limitato, ma indica la vita di Cristo sacrificata nella morte sulla Croce.
Come la prima alleanza fu suggellata da Mosè col sangue di animali sacrificati, così la nuova lo è per mezzo del sangue di Gesù versato per la remissione dei peccati (Mt 26,28).

7. Il Sangue di Gesù sarà chiamato allora il prezzo del riscatto che ci redime e le espressioni del Nuovo Testamento si ricollegano sotto molti punti di vista a quelle dell’Antico Testamento: il Sangue di Gesù ci purifica, ci santifica, ne siamo stati aspersi.
I santi del cielo hanno “lavato le loro vesti nel Sangue dell’Agnello” (Ap 7,14).

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo