Quesito

Caro padre Angelo,
la ringrazio come sempre per ciò che fa per chi, come me cerca risposte o è in cammino verso la Verità. Un grazie anche ai suoi collaboratori e soprattutto al Signore.
Ho da chiederle una cosa: "Che valore hanno le preghiere e gli atti di carità (o almeno cercare di compiere atti di carità) di fronte a Dio, da parte di chi, come me, è un peccatore pentito?"
E’ vero che mi sono confessato, mi sono messo sul cammino della ricerca della fede, mi accosto all’Eucarestia quotidianamente, insomma ho cambiato vita nelle abitudini esteriori e di disposizioni d’animo ma sono pur sempre peccatore, e le conseguenze dei miei peccati sono tuttora visibili non solo ai miei occhi.
Non potendo più riparare come vorrei, mi assale lo scrupolo (penso che sia tale) che i miei atti (di carità, preghiera, misericordia ecc, verso il prossimo) siano un tentativo di colmare l’abisso della mia miseria per mettermi a posto la coscienza. Insomma, il mio passato è sempre lì pronto a ricordarmi chi sono, da dove vengo e cosa ho fatto; mi impedisce di accogliere con gioia la Misericordia di Dio, lasciando posto all’inquietudine e alla tristezza dei miei peccati passati.
Grazie di nuovo per tutto ciò che fate, e vi ricordo nelle mie preghiere.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. mi parli di conseguenze dei tuoi errori che sono visibili da tutti.
I nostri visitatori non sanno di che cosa si tratta, ma attesto che quanto hai scritto è perfettamente vero.

2. Tu però ti sei pentito del tuo peccato, ne hai domandato perdono al Signore e il Signore, la cui misericordia è senza limiti, ti ha perdonato.
Che cosa ha fatto del tuo peccato?
L’ha gettato dietro le sue spalle. E cioè non lo guarda per poterti accusare. “Tu hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione, perché ti sei gettato dietro le spalle tutti i miei peccati” (Is 38,37).
Ha preservato anche te e ti sta salvando.

3. Anzi il tuo peccato l’ha distrutto, secondo le parole che troviamo nella Sacra Scrittura: “Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati” (Rm 11,27).

4. Rimangono le conseguenze del tuo peccato.
A queste conseguenze devi riparare esteriormente con quanto è dovuto secondo giustizia e carità.
E devi riparare anche interiormente attraverso la tua preghiera e le tue penitenze.

5. So che tutto questo lo fai e ti sforzi di farlo al meglio.
Per questo ti dico di abbandonarti incessantemente alla misericordia del Signore invocandola e dandola largamente a tua volta al tuo prossimo.
Inoltre Gesù Cristo, soprattutto attraverso i Sacramenti, mette nelle tue mani i meriti della sua passione e morte.
Se li è procurati per fartene dono perché siano il tuo prezzo da presentare a Dio per domandargli misericordia e perdono.
Gesù ha pagato sovrabbondantemente ogni nostro peccato.
Per questo ti dico di essere umile e fiducioso.

6. Rimangono però lì, visibili davanti a tutti, le conseguenze del tuo peccato.
Queste conseguenze sono continue e richiedono una riparazione continua.
Ed è questo che mette in te una certa tristezza.
Ma posso dirti che questa tristezza è salutare, perché ti ricorda che devi rimanere umile, anzi il più umile di tutti.
È una tristezza che giova anche per poter piangere il tuo peccato e continuare a farne penitenza.

7. Tu non vorresti avere questa tristezza. Ma non puoi farne a meno, non puoi tornare indietro e non far sì che non vi siano le conseguenze di quanto hai fatto.
Questa tristezza offrila a Dio come sacrifico di espiazione e per il bene delle persone alle quali sei obbligato per motivi di giustizia e di carità.

8. Questa tristezza è per te sorgente di merito per la vita eterna, per la quale stai vivendo e per la quale, nonostante i peccati, stai aumentando il tuo buon capitale, come ricorda San Paolo (1 Tm 6,19).
In seno a questa vita, se ne prepara un’altra ed è alla luce di quella vita che vanno dati i veri giudizi sulla vita presente.
L’attuale tristezza, che non deve mettere in discussione la misericordia ricevuta, si trasformerà in gioia secondo la promessa del Signore: “Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia” (Gv 16,20).

Ti ringrazio del ricordo nelle preghiere, ti assicuro il mio e ti benedico.
Padre Angelo