Quesito

Caro Padre Angelo
complimenti prima di tutto per il sito, le scrivo per avere un consiglio da lei: infatti è da un pò di tempo che mi sento sempre più solo. Premetto che ho 20 anni, studio, pratico sport e sono impegnato nella mia parrocchia in varie attività.
Questo mio senso di solitudine si accentua spesso nei fine settimana e non perché abbia pochi amici anzi il contrario, devo dire che spesso sono loro che mi chiamano per sentire se esco, ma il problema è che mi rendo conto che la maggior parte dei ragazzi della mia età la pensa in maniera diversa se non opposta da me per quanto riguarda la vita e i valori cristiani in cui io credo profondamente.
Queste persone che conosco sono ottimi ragazzi, alcuni dei quali spesso vengono anche a messa, anche se a volte sembra che lo facciano per abitudine e non perché ci credono veramente. Infatti come la stragrande maggioranza dei giovani d’oggi hanno l’abitudine di passare i fine settimana in discoteca e nei pub facendo le ore piccole e se all’inizio anch’io mi ero messo ad uscire con loro mi sono reso presto conto che quel modo di divertirsi e di passare il tempo libero non era vera vita e spesso tornavo a casa con un senso di insoddisfazione come se mi mancasse qualcosa. Ho provato allora in vari modi a convincerli a cambiare proponendo alternative provando anche a coinvolgerli all’interno dell’ambiente parrocchiale attraverso l’organizzazione dell’oratorio o di gite parrocchiali; ma non c’è stato verso.
Questo comportamento non lo noto però solo in questi ragazzi che si sono allontanati dalla chiesa, ma anche in molti miei amici di parrocchie vicine, con valori cristiani e impegnati in parrocchia, che però come la maggioranza dei miei coetanei sono abituati a far le ore piccole la maggior parte dei fine settimana.
Io comunque rimango convinto della mia idea che per divertirsi non serva passare la nottata fuori solo perchè la maggioranza fa così, ma che esistano modi più sani per passare il tempo libero; anche se a volte mi rendo conto che è veramente difficile andare controcorrente e spesso si rimane a poco a poco isolati.
Pensa che il mio comportamento e le mie idee sono giuste? Lei cosa mi consiglierebbe di fare?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. ti ringrazio anzitutto per questa bella testimonianza.
Mi permetto di riportare, per sottolinearla, una delle espressioni più salienti: “e se all’inizio anch’io mi ero messo ad uscire con loro mi sono reso presto conto che quel modo di divertirsi e di passare il tempo libero non era vera vita e spesso tornavo a casa con un senso di insoddisfazione come se mi mancasse qualcosa”.
Ricordo quanto mi disse una ragazza, abbastanza vuota e che in Chiesa non andava mai e che ogni sabato sera frequentava la discoteca: torno a casa sempre insoddisfatta. Mi raccontava anche i particolari di questa insoddisfazione.

2. Personalmente sono convinto che quando uno comincia a sperimentare in se stesso la vita di Cristo non sente più il desiderio delle cose vuote.
Secondo la lettera agli Ebrei sono veri cristiani “quelli che sono stati una volta illuminati, che hanno gustato il dono celeste, sono diventati partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro” (Eb 6,4-5).
La nostra vita cristiana non si può limitare all’osservanza dei riti o dei precetti (la domenica sono andato alla Messa). Noi dobbiamo mirare a far gustare il dono celeste, a far diventare partecipi dello Spirito Santo e far gustare la buona parola di Dio e soprattutto le meraviglie del mondo futuro.
Finché non si giunge a questo non abbiamo ancora cristiani maturi che siano veri testimoni.

3. Pertanto alla prima domanda nella quale mi chiedi se sei nel giusto, ti rispondo di sì. E ti dico di continuare così per non lasciarti svuotare. “Se il sale perde il suo sapore, non serve ad altro che ad essere buttato via e calpestato dalla gente” (Mt 5,13).

4. Alla seconda domanda nella quale mi chiedi un consiglio sul da farsi ti propongo due soluzioni:
La prima consiste nel portare i tuoi coetanei ad una autentica vita interiore. È di qui che nascono interessi nuovi e si perde come d’incanto l’attrattiva delle fatuità. Finché non sentirà tutto questo, sarà come un parlare al vento.
Portali pertanto a fare esperienze di vita cristiana affascinanti.
La seconda soluzione consiste nel trovare un’alternativa alla discoteca.
Questa soluzione alternativa è di capitale importanza per la vita di molti giovani.
E per questo è necessario domandare al Signore che ci apra un varco nella nostra predicazione.
Essere profeti non significa soltanto predire il futuro o parlare a nome di Qualcun Altro, ma anche aprire nuovi varchi per offrire ai giovani autentiche e soddisfacenti alternative.
Nel tuo piccolo puoi essere tu questo profeta. Se preghi, il Signore ti illuminerà. Non solo, ma ti farà anche incontrare dei coetanei che condividono le tue stesse aspirazioni.

5. Perché non si pensi che i miei consigli siano astratti e tipici di chi vive lontano da queste realtà, ti posso dire che attorno alla nostra Chiesa gravitano dei giovani che il lunedì sera fanno la lectio divina con me e il sabato sera, insieme ad altri adulti, fanno un’ora di catechesi, di preghiera e di adorazione.
Ti posso dire che di tutti questi giovani non ce n’è uno che senta attrattiva per la discoteca. L’andarvi sarebbe per loro una pena, una condanna.
Altri giovani potrebbero sentire pesante questo momento. Si tratta allora di trovare un diversivo all’oratorio o in qualche altro ambiente sereno e pulito.
Sarei contento se mi tenessi informato sugli sviluppi.
In ogni caso sono contento di dirti che ti seguo con la preghiera in un’opera così importante e già fin d’ora ti benedico.
Padre Angelo