Il pensiero della Chiesa sull’omosessualità e sulle unioni omosessuali

Il pensiero della Chiesa sull’omosessualità e sulle unioni omosessuali

Quesito

Caro Padre Angelo,
Adesso vorrei chiederle una cosa seria: la Chiesa è contro l’omosessualità in generale o solo contro le unioni tra omosessuali?
Grazie dell’ascolto.
Arrivederci
Bernardo


Risposta del sacerdote

Caro Bernardo,
la Chiesa, che nell’interpretare la legge di Dio è assistita dall’alto, è convinta che l’omosessualità sia un disordine e che il peccato di omosessualità sia un peccato impuro contro natura.
Due sono gli interventi di maggior rilievo a cura della Congregazione per la Dottrina della Fede: la dichiarazione Persona humana (PH) del 29.12.1975 e Homosexualitatis problema (HP) sulla cura pastorale delle persone omosessuali del 1.10.1986.
A questi possiamo aggiungere il Catechismo della Chiesa Cattolica.
La Chiesa distingue tra:
– persone omosessuali,
– inclinazione omosessuale,
– pratica omosessuale,
– convivenze omosessuali.

1. le persone omosessuali.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica rileva che “un numero non trascurabile di uomini e di donne presentano tendenze omosessuali profondamente radicate” (CCC 2358).
Queste persone, indipendentemente dalla loro inclinazione,“devono essere accolte con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione” (CCC 2358)

2. inclinazione omosessuale
“Occorre precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale.
Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata.
Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un’opzione moralmente accettabile” (HP 3).
 “Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte una prova” (CCC 2358).

3. pratica omosessuale

– I rapporti omosessuali “sono intrinsecamente disordinati e che in nessun modo possono ricevere una qualche approvazione” (PH 8).
I motivi:
1- la palese difformità dalla legge di Dio espressa nella natura della persona: “Secondo l’ordine morale oggettivo le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile” (PH 8). Manca infatti ad essi la complementarità dei sessi e la connessa capacità di suscitare la vita.
“Solo nella relazione coniugale l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto. Pertanto una persona che si comporti in modo omosessuale agisce immoralmente” (HP 7).
2- “l’attività omosessuale rafforza un inclinazione sessuale disordinata, per se stessa caratterizzata dall’autocompiacimento” (HP 7).

– La Dichiarazione Persona humana afferma che “le relazioni omosessuali sono condannate nella Sacra Scrittura come gravi depravazioni” (PH 8).
S. Paolo è molto esplicito: “Non illudetevi: né effeminati, né sodomiti… erediteranno il Regno di Dio” (1 Cor 6,10).
Nella lettera ai Romani parla della pratica omosessuale come di “passione infame”, di “atti ignominiosi”, di “traviamento”. E conclude: “E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa” (Rm 1, 24.26-27.32).
Il CCC ricorda che si tratta di un peccato gravissimoche “grida verso il cielo” (CCC 1867).
Con molta chiarezza il Magistero della Chiesa dice: “Come accade per ogni altro disordine morale, l’attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità, perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio. Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico” (HP 7).

4. convivenze omosessuali
Se è già di suo grave il peccato di omosessualità, l’unione omosessuale introduce un disordine ancora più grave, perché genera una concezione della sessualità del tutto difforme dalla logica della natura (il piano di Dio) e induce a pensare che il comportamento omosessuale sia una forma differenziata rispetto al percorso del matrimonio tra un uomo e una donna.
Giovanni Paolo II ha detto che è “incongrua la pretesa di attribuire una realtà coniugale all’unione fra persone dello stesso sesso.
Vi si oppone, innanzitutto, l’oggettiva impossibilità di far fruttificare il connubio mediante la trasmissione della vita, secondo il progetto inscritto da Dio nella stessa struttura dell’essere umano.
È di ostacolo, inoltre, l’assenza dei presupposti per quella complementarità interpersonale che il Creatore ha voluto, tanto sul piano fisico-biologico quanto su quello eminentemente psicologico, tra il maschio e la femmina” (Discorso al Tribunale della Rota romana, 21.1.1999).
“Molto meno si può attribuire a quest’unione il diritto di adottare bambini senza famiglia” (Ib.).
 “Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l’attività omosessuale è immorale. Un atteggiamento veramente pastorale comprenderà la necessità di evitare alle persone omosessuali le occasioni prossime di peccato” (HP 15).

Come vedi, il pensiero della Chiesa è molto coretto e oggettivamente è inoppugnabile.
Qualsiasi persona di buona volontà, indipendentemente dalla fede, può riconoscere la validità dei giudizi.
Non si tratta di partito preso, ma di nozioni elementari che sono già intuite come valide dal buon senso.
La Chiesa ritiene che “solo ciò che è vero può ultimamente essere anche pastorale” (HP 15).

Ti ringrazio della domanda che mi hai posto.
Ti porgo i più cordiali saluti, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo