Quesito
Buonasera carissimo padre Angelo,
Le volevo chiedere: se la sofferenza delle creature e la corruttibilità dell’universo esiste da prima dell’uomo (come sembrerebbe suggerirci la scienza moderna), e se questi fenomeni sono effetti del peccato originale è possibile ritenere che il peccato originale abbia agito sull’universo in maniera retroattiva? Cioè che Dio, in previsione del peccato originale, ha “sottoposto la creazione alla caducità”, come dice san Paolo. Un po’ come in previsione della morte redentrice di Cristo ha preservato la Vergine Maria dal peccato originale.
Un caro saluto in comunione di preghiera
Dio la benedica
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. niente induce a pensare ad una sottoposizione della creazione alla caducità come effetto retroattivo del peccato.
Come potremmo allora affermare che Dio ha fatto bene ogni cosa come attesta la Scrittura quando al termine di ogni opera della creazione attesta che Dio vide che era cosa buona e pertanto perfetta?
2. Inoltre la Scrittura ricorda che il paradiso terrestre non coincide con la creazione.
Si legge infatti che dopo la creazione Dio piantò un giardino in Eden in vista dell’uomo: “Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male” (Gn 2,8-9).
3. Marco Sales, biblista insigne e maestro del sacro palazzo (oggi si direbbe “teologo della casa pontificia”), annota: “Tutto il contesto dimostra che non si tratta qui di una semplice allegoria ma di un vero fatto reale”.
Ricorda anche che il testo della Volgata anziché dire “ad oriente” traduce “da principio e cioè prima della creazione dell’uomo”.
4. Secondo San Tommaso il paradiso terrestre era “un luogo adatto come dimora dell’uomo nel suo stato primitivo di immortalità” (Somma teologica, I, 102, 2).
A questo proposito riferisce il pensiero di San Giovanni Damasceno secondo il quale il paradiso terrestre era un luogo “rifulgente di aria temperata, sottilissima e purissima, ornato di alberi sempre fiorenti” proprio come si addiceva alla natura dell’uomo dotata dei doni preternaturali dell’immortalità e dell’immunità dalla sofferenza.
5. San Tommaso riferisce anche un altro pensiero del Damasceno il quale asseriva che nel paradiso terrestre non c’erano tutti gli animali, ma solo alcuni che vi furono portati per divina disposizione (cf. Ib., ad 2).
Per questo nel paradiso terrestre, in questo clima di pace paradisiaca, nessun animale mangiava la carne di un altro.
6. L’Eden era in un luogo “posto in oriente”. Non si può precisare oltre. Questo lo sappiamo solo per fede.
Ma è sufficiente per ricordare che fuori del paradiso terrestre potevano esserci sconvolgimenti naturali e animali feroci.
7. Queste precisazioni offrono l’opportunità di distinguere tra l’ordine della creazione, antecedente e concomitante a quello del paradiso terrestre, e il paradiso terrestre.
Questo è stato creato successivamente e circoscritto in un particolare luogo a favore dell’uomo nel suo stato di innocenza originale.
Augurandoti ogni bene, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
