Quesito

Buonasera, sono una ragazza di 21 anni e navigando sul web ho trovato il vostro sito, in particolare mi ha incuriosito la sua rubrica dove è possibile far domande e ricevere consigli dagli "addetti" del mestiere.
Come già detto ho 21 anni, sono fidanzata da quasi un anno con un ragazzo della mia stessa età e tra alti e bassi, litigi e riappacificazioni, la nostra storia sta continuando. 
Lui purtroppo è ateo, non è stato mai educato alla religione (nella sua famiglia i genitori sono divorziati e hanno rispettivi partner) ha letto il Vangelo e crede che Gesù sia esistito, tuttavia essendo ateo non va a messa, non si confessa, nè condivide molte cose. Questo spesso ci porta a litigare perchè non pensandola allo stesso modo sorgono incomprensioni, ciò mi preoccupa molto poichè ho paura che non avremo mai un futuro insieme, che sia questione di tempo prima che le cose finiscano. Gli voglio bene e ho imparato ad accettare tutto di lui. 
Ultimamente sono combattuta sulla questione del sesso prematrimoniale, davvero quando abbiamo capito di piacerci non avevo proprio considerato questa eventualità poichè non era mai stata una mia preoccupazione. Adesso però le cose sono peggiorate, sono ancora vergine, ma abbiamo avuto i nostri momenti di intimità. Sono divisa in due: una parte di me vorrebbe perchè molto presa e innamorata, l’altra ha paura di non esser mai ammessa nel Regno dei Cieli, ai piedi del Signore. Ho pensato anche alla separazione, ma non ho il coraggio che servirebbe, gli voglio troppo bene, allo stesso tempo però so che non andrò mai in Paradiso se commetto anche questo peccato. Ho provato a parlare con lui di questa cosa, ma essendo appunto ateo non condivide la mia idea, dicendo che se voleva solo un rapporto poteva andare da qualunque ragazza, ma che ha scelto me perchè davvero mi vuole bene e che anche fare l’amore (che distingue dal sesso) è una dimostrazione di affetto e rende più forte la coppia. Siamo giovani e non pensiamo ancora al matrimonio, ma se mi lego con qualcuno fisicamente, voglio anche che sia l’unico. Lui mi ha risposto dicendo che potremmo lasciarci anche per motivi diversi e che dovremmo viverla giorno per giorno, senza preoccuparci del futuro. Perchè è così difficile? E perchè sono così poco coraggiosa? 
In più ho paura di deludere le persone che mi conoscono e che mi vogliono bene se lo venissero a sapere.
La ringrazio per qualunque risposta, ho davvero bisogno di qualcuno con cui parlare, perchè non ce la faccio più. Vorrei chiederle se gentilmente, questa mia, possa rimaner privata. Grazie e buona giornata
M.


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. parto da una delle tue ultime espressioni: “Siamo giovani e non pensiamo ancora al matrimonio”.
Questo solo fatto è sufficiente per comprendere che determinate manifestazioni affettive sono fuori posto.
Ci si impegna anche corporalmente solo con chi fa altrettanto con noi.
E questo impegno corporale – definitivo e irrevocabile – di fatto c’è solo dopo che si è pronunciato quel sì davanti all’altare.
Prima c’è la speranza, il desiderio, ma non la realtà.
Questo per dire quanto tu debba tenere alla verginità fino al giorno del matrimonio.
Tanto più adesso che al matrimonio non  ci pensi ancora.

2. Fai bene a dire “ma se mi lego con qualcuno fisicamente, voglio anche che sia l’unico”.
Ma è l’unico solo dal momento in cui lui si sarà impegnato definitivamente e irrevocabilmente.

3. Il tuo ragazzo chiede il rapporto sessuale.
Dice che potrebbe farlo con qualsiasi ragazza, ma lo vuole fare con te perché ti vuol bene.
Mi pare che le motivazioni rivelino un sottofondo molto debole.
Sarebbe disposto a farlo con qualsiasi ragazza: no, non è un motivo sufficiente.
Il rapporto sessuale per lui è un divertimento.
Non è un impegnarsi totalmente, perdutamente.
Eppure il gesto sessuale significa proprio questo. E in genere la donna lo vive così.
Tanto più che lui non pensa neanche la matrimonio, come del resto non ci pensi neanche tu.

4. Il tuo ragazzo dice anche “che l’amore (che distingue dal sesso) è una dimostrazione di affetto e rende più forte la coppia”.
Nel matrimonio questo è vero. Ma prima del matrimonio non è così.
Può accendere l’attrazione fisica. Questo non lo nego. Ma l’attrazione fisica non è sufficiente a rendere più forte l’intesa.
L’intesa viene resa più forte dalla capacità di essere signori di se stessi, di essere attenti alle esigenze dell’altro, nel dimenticare se stessi.
Nel rapporto sessuale prematrimoniale c’è tutto il contrario che il dimenticare se stessi.
E proprio per questo – sebbene in maniera inconsapevole – è causa di tante litigiosità.
Opportunamente il magistero della Chiesa ha detto che “la castità è energia spirituale che libera l’amore dall’egoismo e dall’aggressività” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 19).

5. Sono convinto invece  che i rapporti sessuali prematrimoniali rendere più debole l’intesa.
Quante volte la ragazza, ma anche il ragazzo, vanno avanti solo per paura di rimanere soli, di aver perduto del tempo e di tanti altri motivi.
La mia esperienza pastorale me lo conferma in continuazione. Lo sento dai ragazzi stessi che è così.
E quando è così, attendo da un momento all’altro l’addio definitivo. Cosa che quasi sempre puntualmente succede.

6. Nel documento del Magistero che ti ho citato si leggono ancora altre osservazioni molto interessanti: “Nella stessa misura in cui nell’uomo si indebolisce la castità, il suo amore diventa progressivamente egoistico, cioè soddisfazione di un desiderio di piacere e non più dono di sé” (Ib., 16).
E: “Non si deve mai dimenticare che il disordine nell’uso del sesso tende a distruggere progressivamente la capacità di amare della persona, facendo del piacere – invece che del dono sincero di sé – il fine della sessualità e riducendo le altre persone a oggetto della propria gratificazione: così esso indebolisce sia il senso del vero amore tra l’uomo e la donna – sempre aperto alla vita – sia la stessa famiglia e induce successivamente al disprezzo della vita umana che potrebbe essere concepita, considerata allora come un male che minaccia in certe situazioni il piacere personale” (Ib., 105).
Nelle parole che ho riportato in corsivo vi puoi leggere l’atteggiamento del tuo ragazzo che, come vedi, ha bisogno di imparare ad amare in maniera vera, a vincere il proprio egoismo, a dominare se stesso.

7. Ti puoi accorgere allora quanto sia prezioso il comandamento divino che proibisce di commettere atti impuri.
È un comandamento ordinato a sbarrare la strada a chi sta per subire la tentazione di usare dell’altro per il proprio piacere e nel contempo di spegnere in se stessi la capacità di amare, di donarsi.
Dopo il peccato originale la nostra capacità di amare è sempre insidiata dalla concupiscenza della carne, come ricorda San Giovanni in 1 Gv 2,16.

8. Infine voglio spendere una parola anche per il tuo ragazzo che  “ha letto il Vangelo e crede che Gesù sia esistito, tuttavia essendo ateo non va a messa, non si confessa, nè condivide molte cose”.
È logico che essendo ateo non vada a Messa, non si confessi, etc…
E io posso aggiungere: è logico che non  senta la necessità combattere le inclinazioni al male e alla concupiscenza che albergano in tutti, non comprenda il motivo per cui vale la pena di non commettere atti impuri, di non darsi alla pornografia e a tante altre cose del genere.
San Paolo ha detto: “Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo” (1 Cor 15,32).
Questo è quanto dire che se non crediamo in Dio e nella vita futura si è portati a concepire la vita come divertimento, dal momento che tutto finisce nel nulla e non serve a nulla.

Ti consiglio di pregare molto e di fare qualche sacrificio perché questo ragazzo riceva la forza di aprire il suo cuore a Cristo, di convertirsi e di impegnarsi decisamente nella strada della santificazione e della salvezza eterna di se stesso.
Mi aggiungo volentieri a questo impegno che certamente è già tuo.
Vi ricordo al Signore e vi benedico.
Padre Angelo

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