Quesito
Carissimo padre Angelo, spero di trovarla bene.
Ho bisogno del suo aiuto!
Il mio padre spirituale ha deciso di non celebrare più la Santa Messa in unione con Papa Francesco.
Mi ha invitato alle sue celebrazioni.
Vorrei chiederle cosa comporti la partecipazione a tali celebrazioni. Può anche integrare le condizioni di una scomunica latae sententiae?
Ho un legame consolidato con il mio padre spirituale e temo che questo possa pregiudicarlo.
Come comportarsi?
Grazie di cuore, padre Angelo!
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. mi dispiace molto per la situazione in cui ti sei venuto a trovare.
Comprendo il tuo legame con il padre spirituale perché c’è una vera paternità da parte sua e una vera figliolanza da parte tua.
Ma adesso il tuo padre spirituale sbanda: perché se è lecito non condividere le opinioni personali (che non sono magistero) di papa Francesco, non è lecito invece separarsi dal legame di carità.
Decidendo di non celebrare in comunione con il sommo pontefice, il tuo padre spirituale diventa scismatico e pecca mortalmente.
2. Va ricordato che, nonostante il suo peccato, l’ordinazione sacerdotale che ha ricevuto rimane intatta. Nessuno gliela può togliere, neanche il Papa. Rimane sacerdote in eterno.
Sant’Agostino osserva che “negli eretici, negli scismatici e degli scomunicati l’ordinazione rimane integra. Come del resto rimane integro il battesimo nonostante che uno diventi eretico, sistematico o scomunicato”.
3. San Tommaso insegna: “E poiché la consacrazione dell’Eucaristia è un atto connesso con il potere di ordine, di conseguenza coloro che sono separati dalla Chiesa per eresia, scisma o scomunica possono validamente consacrare l’Eucaristia, la quale consacrata da essi contiene il vero corpo e sangue di Cristo; tuttavia non consacrano lecitamente, ma commettono un peccato. Quindi non ricevono il frutto del sacrificio, che è il sacrificio spirituale” (Somma teologica, III, 82, 7).
E aggiunge: “Nelle preghiere della Messa il sacerdote parla in nome della Chiesa a cui è unito, ma nel consacrare l’Eucaristia parla in nome di Cristo, di cui allora fa le veci per il potere di ordine. Quindi il sacerdote separato dall’unità della Chiesa, non avendo perduto il potere di ordine, consacra validamente il corpo e il sangue di Cristo; essendo però separato dall’unità della Chiesa, le sue preghiere non hanno efficacia” (Ib., ad 3).
Non hanno efficacia a motivo del peccato mortale da cui sono accompagnate.
4. San Tommaso si domanda poi se sia lecito ascoltare la Messa di sacerdoti eretici, scomunicati o scismatici.
Risponde dicendo che “i sacerdoti che sono eretici o scismatici o scomunicati o anche peccatori, sebbene abbiano il potere di consacrare l’Eucaristia, tuttavia lo esercitano illecitamente e peccano esercitandolo.
Ora, chiunque comunica con un altro nel peccato, ne viene a condividere la colpa, cosicché San Giovanni parlando dell’eretico afferma: “Chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie” (2 Gv 11). Quindi non è lecito ricevere la comunione dai suddetti sacerdoti né ascoltare la loro Messa”(Somma teologica, III, 82, 9).
Dire che non è lecito significa dire che commettono peccato mortale come lo commette il sacerdote.
5. Scrive ancora San Tommaso: “Rifuggendo dall’ascoltare la Messa di tali sacerdoti o dal ricevere la Comunione dalle loro mani, non rifuggiamo dai sacramenti di Dio, ma piuttosto li rispettiamo: cosicché l’ostia consacrata da tali sacerdoti si deve adorare, e se viene conservata può essere lecitamente consumata da un sacerdote legittimo. Rifuggiamo però dalla colpa che si commette da parte di chi l’amministra indegnamente” (Ib., ad 1).
6. Pertanto è tuo dovere conservare la comunione con Cristo mediante la grazia.
È un dovere così grande che merita qualsiasi sacrificio perché ne va di mezzo la salvezza eterna.
Qui il sacrificio è particolarmente grande perché separa il figlio dal padre.
7. Questo non deve scandalizzare perché Gesù ha ricordato che sono doverosi anche questi strappi.
Ho detto infatti: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera»” (Lc 12, 51-53).
8. Partecipare alle sue Messe comporta un peccato grave, ma non l’essere scomunicato, a meno che la Chiesa non l’abbia dichiarato.
Rimani, dunque, fedele a Cristo conservando il vincolo della carità, senza della quale nulla giova per la vita eterna.
Con l’augurio di ogni bene per la festività del Santo Natale, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
