Quesito
Buonasera Padre Angelo,
Da alcuni anni evito la confessione poiché non riesco a ricordare un solo passo del vangelo in cui Gesù dica chiaramente che a chi li perdonerete saranno perdonati ma…previa confessione esplicita ad un sacerdote della chiesa….
Come dire che nella religione anglicana, essendo la confessione privata e silenziosa Dio non perdona i peccati di quei credenti per il solo fatto che non li hanno raccontati ad un loro “ministro” che comunque li perdona a prescindere dal fatto di non conoscerli……
Forse non conosco bene tutto il vangelo?
Romana
Risposta del sacerdote
Cara Romana,
1. dici di non ricordare un solo passo del Vangelo in cui Gesù dica chiaramente “a chi li perdonerete saranno perdonati”.
Questo meraviglia non poco perché il Vangelo è chiaro. La sera del giorno della sua risurrezione Gesù ha detto agli apostoli chiusi nel cenacolo: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati” (Gv 20,22-23).
2. Questo potere di rimettere o di non rimettere i peccati il Signore l’ha dato agli Apostoli.
Non ha detto di risolvere tutto in una confessione privata e silenziosa.
Ha detto invece il contrario. Al punto da legare il suo perdono al perdono degli Apostoli perché ha detto: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
3. A loro e solo a loro ha demandato questo potere divino.
Se si potesse fare tutto in una confessione privata e silenziosa, sarebbe il soggetto a determinare i casi in cui si verrebbe o non si verrebbe perdonati?
Tuttavia già il diritto romano diceva che nemo judex in causa propria, nessuno può giudicare in una causa nella quale ha un interesse personale.
4. A scanso di equivoci, il Signore non ha detto di perdonare sempre e comunque, ma ha chiesto agli Apostoli di valutare.
Ha detto infatti: “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»” (Gv 20,23).
Non si tratta semplicemente di raccontare, ma di sottoporre alla valutazione del sacerdote la assoluzione dei peccati e la medicina da proporre.
Ora come potrebbero gli Apostoli valutare se il penitente non dichiarasse i propri peccati?
Questo: per aiutare il penitente a discernere la gravità del peccato commesso e a proporsi di non più compierlo.
In altre parole, per aiutarlo ad un vero itinerario di conversione.
5. In conformità con il tenore del Vangelo il concilio di Trento ha dichiarato che l’accusa dei peccati è di diritto divino implicito. Infatti “i sacerdoti non potrebbero né esercitare questo potere giudiziale senza conoscere la causa né osservare l’equità nell’imporre le pene se i fedeli stessi non dichiarassero prima i loro peccati non solo in genere ma anche in specie e singolarmente” (DS 1679).
E ha aggiunto: “Se qualcuno affermasse che la confessione sacramentale non è stata istituita o non è necessaria alla salvezza di diritto divino; oppure che il modo di confessarsi in segreto al solo sacerdote, che la Chiesa cattolica ha sempre osservato e osserva, è contrario all’istituzione e al comando di Cristo, ed è un’invenzione umana, sia anatema” (DS 1706).
6. Nella Chiesa anglicana come fanno ad essere certi di aver ricevuto il perdono da parte di Cristo dopo che Cristo ha comandato di rivolgersi agli apostoli per ricevere il suo perdono?
7. Va ricordato che nella Chiesa, sebbene le modalità della celebrazione di questo sacramento siano mutate nel corso dei tempi, fin dall’inizio chi si riconosceva peccatore si recava dal vescovo per essere introdotto in un cammino penitenziale ed essere riconciliato con Dio e con la chiesa.
8. Riprendi pertanto la pratica di questo sacramento nel quale vengono bruciati i peccati e con rinnovato vigore si prosegue nel cammino della vita cristiana rinforzati dalla grazia e dalla benedizione del Signore.
Con l’augurio di ogni bene in occasione della solennità del Santo Natale, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo
