Quesito

Gentile Padre Angelo,
volevo porle alcuni quesiti ai quali non so sinceramente come trovare risposta. Spero lei possa trovare il tempo per una piccola risposta chiarificatrice. Le pongo quanto mi rimbalza sempre in testa senza riuscire a capirne il perché. Scusi se le possono in parte sembrare domande stupide, banali o in qualche modo testimonianza di poca fede in me.
Se Satana era in principio un Angelo, anzi l’Angelo più bello e vicino a Dio, possiamo presupporre che fosse pieno, di una Grazia infinita e pervaso dell’Amore infinito di Dio, come può dunque essendo in Paradiso e, contemplando Dio, peccare ? Come può in tale condizione cadere? Come poteva soprattutto esistere la sola concezione del peccato in tale Paradiso perfetto che dovrebbe essere lo stesso Paradiso a cui noi tendiamo per la vita eterna?
Per ora le chiedo questo.

Grazie della sua opera importante per il mondo intero.
Cercherò di ricordarla con affetto e ammirazione nelle mie prossime preghiere,
saluti,
Paolo


Risposta del sacerdote

Caro Paolo,
1.  c’è un errore di fondo nel ragionamento che proponi.
Lasci pensare infatti che l’angelo decaduto sia stato per un certo tempo in Paradiso, nella perfetta comunione con Dio, nella visione beatifica e ad un certo momento si sia ribellato.
Ma non è così.

2. Secondo san Tommaso gli angeli nel primo istante in cui sono stati creati sono stati resi partecipi della natura divina mediante la grazia.
In quello stesso istante della creazione, pur dotati di grazia, non erano ancora nella gloria.

3. Ecco che cosa dice precisamente san Tommaso: “Sebbene siano diverse le opinioni intorno al nostro quesito, dicendo alcuni che «gli angeli furono creati nella pura natura» e asserendo invece altri che «furono creati in grazia», sembra tuttavia che si debba ritenere come più probabile e più conforme alla dottrina dei Santi che gli angeli furono creati in possesso della grazia abituale.
Vediamo infatti che tutte le cose che furono prodotte dalla divina provvidenza in un processo di tempo, con la cooperazione della creatura sotto l’influsso di Dio, furono prodotte inizialmente come seme, come dice S. Agostino (De Gen. Ad litt. 8, 31). Così furono create le piante, gli animali e altre cose simili.
Ora, è evidente che la grazia abituale sta alla beatitudine come il seme nell’ordine della natura sta agli effetti naturali: per cui S. Giovanni (1 Gv 3,9) dice che la grazia è il seme di Dio” (Somma teologica, I, 62, 3).
E “così si dirà che gli angeli fin dall’inizio furono creati in grazia”  (Ib.) rispetto alla gloria, chiamata anche beatitudine, visione beatifica o paradiso.

4. Pertanto gli angeli hanno conseguito la loro beatitudine dopo essere stati creati in grazia e “per mezzo di essa meritarono la beatitudine” (Somma teologica, I, 62, 4).
Entrarono nella beatitudine nell’istante successivo alla loro creazione.
San Tommaso dice che “l’Angelo fu subito beato dopo il primo atto di carità, col quale meritò la beatitudine” (Ib.).

5. Compiuta questa deliberazione o atto di amore per Dio, gli angeli si sono trovati in paradiso.
E in questa condizione non hanno potuto peccare, perché ormai la loro volontà si è immutabilmente fissata in Dio.
Ecco ancora che cosa dice San Tommaso: “Quindi l’Angelo beato non può volere o compiere nulla senza mirare a Dio.
Ma chi vuole e agisce in questo modo non può peccare.
Quindi in nessuna maniera l’angelo beato può peccare” (Somma teologica, I, 62, 8).
Come vedi, con questa affermazione San Tommaso risolve la tua obiezione: “come può dunque essendo in Paradiso e, contemplando Dio, peccare?”.
Dunque l’angelo ha peccato prima di essere in Paradiso, prima di contemplare Dio.
In quell’istante ha meritato l’inferno.
Senti ancora che cosa insegna San Tommaso: “È più probabile e più conforme agli insegnamenti dei Santi l’opinione secondo la quale il diavolo peccò subito dopo il primo istante della sua creazione” (Somma teologica, I, 63, 6).

Ti ringrazio per le preghiere promesse con tanto affetto.
Ti ricordo al Signore ti benedico.
Padre Angelo