Il Corano e le relazioni con la religione cristiana

Il Corano e le relazioni con la religione cristiana

Quesito

Mi è capitato di dare una lettura sommaria al Corano, via internet.
Si parla spesso degli Angeli e della Vergine Maria come Madre di Gesu’ ( anche se Gesu’ non ha per i musulmani l’importanza che ha per noi), vorrei capire come si pone la Chiesa rispetto a questa presenza di figure comuni alla nostra religione, soprattutto agli angeli, visto che da quello che ho letto mi pare che rivestano un ruolo di spessore nella rivelazione in quel testo sacro.
Grazie
Maria


Risposta del sacerdote

Cara Maria,
nel Corano, oltre la formula sintetica della professione di fede: “Attesto che non vi è Dio se non Iddio e attesto che Muhammad è l’Inviato di Dio” esiste una formula più completa che suona così: “Credo in Dio, negli angeli, nei libri discesi dal Cielo, negli Inviati, nel giorno del giudizio, nella vita futura e che solo nel decreto di Dio è l’origine del bene e del male”. L’esistenza degli angeli è dunque un dogma di fede, una verità incontestabile in quanto chiaramente attestata dal Sacro Corano.
La credenza in questi spiriti celesti è molto forte nel mondo musulmano sia a livello colto che fra la semplice gente del popolo.
Il termine malak = angelo, è quasi certamente di origine ebraica e significa “messaggero”. Quel che S. Agostino dice a proposito degli angeli può trovare anche qui la sua applicazione: “La parola angelo designa l’ufficio, non la natura. Se si chiede il nome di questa natura si risponde che è spirito; se si chiede l’ufficio, si risponde che è angelo: è spirito per quello che è, mentre per quello che compie è angelo” (Enarratio in Psalmos 103, 1, 15).

È quasi fuori di dubbio che Mubammad abbia appreso le notizie sugli angeli dall’Ebraismo e dal Cristianesimo. Molto probabilmente Muhammad non ha conosciuto direttamente i Libri canonici dell’Antico e del Nuovo Testamento ma ha avuto come fonti d’informazione gli scritti apocrifi e i racconti popolari che circolavano numerosi fra i Giudei e i Cristiani e nei quali l’angelologia aveva una parte rilevante. Il discorso delle “fonti” si pone evidentemente solo per i non Musulmani: per il Musulmani unica fonte d’informazione è il Libro sacro che è in cielo presso Dio, Sua eterna Parola, “fatto scendere” su Muhammad in lingua araba affinché sia da tutti compreso.

Il Corano non parla del modo in cui furono creati gli angeli. In un attuale libro di catechismo si legge: “Gli angeli sono corpi sottili, creati di luce. Non mangiano, non bevono. Sono servi onorati. Gli uomini non li vedono: vedere gli angeli nella loro forma originale è privilegio riservato ai profeti, affinché essi ricevano e tramandino ciò che riguarda la religione che è stata loro rivelata. Gli angeli hanno varie mansioni. Taluni sono messaggeri fra l’Altissimo e i suoi profeti, come Gabriele. Altri vegliano sugli uomini, altri scrivono le azioni buone o cattive, altri sono custodi del Paradiso e delle sue gioie, altri ancora sono guardiani del Fuoco e dei suoi tormenti”.

Dopo aver creato l’uomo, Dio ordina agli angeli di prostrarsi davanti alla nuova creatura. Tutti gli angeli obbediscono al comando divino a eccezione di Iblìs il quale motiva il suo rifiuto dicendo: “Io sono migliore di lui: me Tu creasti di fuoco e lui creasti di fango!”. Per questo atto di superbia e di disobbedienza Iblìs venne cacciato dal Paradiso e intanto egli promette di vendicarsi inducendo al peccato gli uomini che l’ascolteranno.
Iblìs invita Adamo ed Eva a disubbidire al comando di Dio e a mangiare il frutto dell’albero proibito: essi ne mangiano e vengono espulsi dal paradiso terrestre.
Il diavolo è il naturale nemico degli uomini, li invita a compiere il male, li scruta, li trae in inganno e li abbandonerà a se stessi nel Giorno del giudizio, semina discordie tra di loro e li chiama a sé per farli preda della vampa dell’inferno.

«In verità ogni anima è guardata da un guardiano». La dottrina islamica degli angeli custodi è abbastanza vicina a quella della Chiesa.
Gli angeli hanno l’importante compito di separare l’anima dal corpo al momento della morte e di interrogare, subito dopo, il morto sulla fede.

L’angelo Gabriele è il più importante degli angeli e quello che più frequentemente appare nel Corano. Solo tre volte è chiamato col nome di Gabriele, in altri casi è chiamato Spirito santo, santo Spirito, Spirito Fidato o semplicemente Spirito oppure con altri epiteti. Altre volte le allusioni a lui sono evidenti.
Gabriele è colui che trasmette a Muhammad il sacro Corano.

Ecco, cara Maria le informazioni che ti posso dare.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo

Di |2006-01-05T15:00:00+00:0005 gennaio 2006|Un sacerdote risponde - Varie - Generale|