Diaconato, omelie e appellativo Don

Quesito

Ho letto, qualche anno fa, su un sito di una parrocchia, una cosa che mi è parsa alquanto strana: un’omelia tenuta da un diacono…
Nella mia ignoranza io so che i diaconi possono dare la Comunione e leggere il Vangelo, ma questa cosa delle omelie mi è nuova.
Altra cosa che mi ha lasciata perplessa: questo diacono, sposato e con figli, usava l’appellativo Don… ( cosa che sui diaconi che stanno studiando per prendere i voti non mi insinua dubbi, ma sugli altri si…) , ma allora il Don è una prerogativa anch’essa del diaconato???
Giusto perchè siamo in tema, per diventare diacono che “iter” bisogna seguire?
Grazie
Maria


Risposta del sacerdote

Cara Maria
il diacono, come è abilitato a leggere il Vangelo, così può anche fare l’omelia.
Santo Stefano, protodiacono e promartire, non soltanto amministrava le mense, ma predicava.
Negli Atti degli Apostoli si legge la stessa cosa del diacono Filippo.
Il diacono può svolgere un ministero molto prezioso soprattutto nelle comunità prive di sacerdote. La domenica, proclamata la parola di Dio, può tenere l’omelia.

Va ricordato che nella Chiesa vi sono due specie di diaconi.
Alcuni sono diaconi transeunti, in attesa di ricevere il presbiterato. In poche parole, sono i seminaristi dell’ultimo anno prima della Messa.
Nella Chiesa latina questi diaconi, nel corso dell’ordinazione, si impegnano pubblicamente a rimanere celibi.
Vi sono poi i diaconi permanenti, che non accedono al sacerdozio.
Alcuni di questi sono celibi, altri sposati.
I celibi, rimangono per sempre tali.
Gli sposati, qualora rimanessero vedovi, sanno di non potersi risposare.

Gli studi che fanno i diaconi sono diversificati a seconda che siano seminaristi o meno.
Nel primo caso seguono l’iter formativo e scolastico del seminario.
Nel secondo caso, stanno a casa propria e frequentano alcuni corsi, secondo le determinazioni dei loro Vescovi.

Dal momento che con il diaconato si riceve l’Ordine sacro, i diaconi hanno diritto ad essere chiamati “don”.

Ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo