Quesito

Caro Padre Angelo,
innanzitutto volevo ringraziarLa per aver risposto a miei quesiti precedenti.
Adesso le scrivo per un altro problema.
Ieri mattina mi è capitata una cosa bruttissima che mi ha sconvolto per quasi tutta la giornata e ancora oggi fatico a riprendermi. Io e la mia classe di scuola abbiamo un gruppo su Internet per scambiarci messaggi e aiutarci con i compiti. Purtroppo ieri un mio compagno ha messo delle foto pornografiche sul gruppo. Io appena me ne sono reso conto ho cercato di non guardare e di andare avanti con la chat per vedere gli altri messaggi, ma quando mi sono accorto che c’erano altre foto del genere. Ho chiuso subito il cellulare. Sono rimasto sconvolto da quello che ho visto e sono stato male tutta la giornata. Mi sentivo sporco e in colpa. Ma io dentro di me sapevo che non era colpa mia. Eppure avevo paura di aver commesso peccato grave e di aver perciò ricevuto la Comunione in modo indegno. Durante la messa mi venivano in testa anche pensieri di bestemmia, anche dopo aver preso l’Eucaristia. Tuttora sento le ferite di quello che mi è successo. Le chiedo aiuto.
Grazie infinite e prego per Lei.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. mi dispiace molto per quanto ti è successo.
Si è trattato di un’autentica violenza non soltanto ai tuoi sensi, ma anche alla tua anima.
Un tuo compagno, già vittima della pornografia, ha voluto fare una bravata, per modo di dire.
Ha voluto insudiciare gli altri nello stesso modo in cui lui stesso è interiormente insudiciato e devastato.

2. Si tratta di una violenza ai sensi perché non si può mettere sotto gli occhi degli altri ciò che è un insulto all’amore umano, all’amore dei nostri genitori.
Ed è una violenza all’anima, perché quelle immagini rimangono nella mente e nella memoria col loro potere devastante.
Giustamente è stato scritto: “Un pasto indigesto si vomita, ma un’immagine perversa s’incide nella memoria. Ed è molto difficile, dopo, purificare la memoria”.

3. Posso comprendere come quelle immagini ti abbiano interiormente inquinato così da sentirti sporco.
E di fatto lo sei diventato, sebbene la tua volontà abbia rifiutato tutto questo.

4. Pertanto davanti a Dio non hai commesso alcun peccato. Si è trattato di violenza che hai dovuto subire e che hai cercato di ripudiare con tutto te stesso.
Tuttavia è rimasta la sporcizia, che tu non hai voluto e che vi è stata messa di forza.
Per questo si può capire bene come mai san Tommaso disse che “la tentazione della carne non può essere senza peccato, poiché deriva dal piacere e dalla concupiscenza; e al dire di S. Agostino «c’è sempre qualcosa di peccaminoso quando la carne ha voglie contrarie a quelle dello spirito» (De civitate Dei 19,4). Così che Cristo volle essere tentato dal nemico, ma non dalla carne” (Somma teologica, III, 41, 1, ad 3).

5. Non mi stupisco che quelle immagini siano sempre rimaste lì, come in stato d’assedio, per tutta la giornata e ti abbiano inseguito anche a Messa.
E non mi stupisco neanche che siano affiorate nei momenti più alti e più santi sotto forma di pensieri blasfemi.
In un recente documento sulla pornografia dell’episcopato statutinense ho letto anche questo: “Tutta la pornografia sfrutta sia le persone che vi sono ritratte e sia il fruitore, ed è priva di amore e di relazione. Ma i tipi di contenuti disponibili oggi stanno diventando sempre più grossolani, violenti, degradanti e addirittura satanici con rappresentazioni evidenti di pratiche occulte”.

6. Che cosa puoi fare in questo momento?
Anche se non si tratta di un peccato grave soggettivo, a motivo dell’inquinamento che la tua anima ha subito ti consiglio di confessarti perché tu possa essere purificato ulteriormente dal sangue di Cristo.
Il Sangue di Cristo, versato dal sacerdote sulla tua anima, ha la capacità di renderti puro. Nello stesso tempo ti comunica forza perché tu possa affrontare il combattimento con l’aiuto che viene dalla grazia sacramentale legata ala Confessione.
Tu dirai al sacerdote che non ti sei affatto compiaciuto per quello che hai visto. Anzi, dirai che l’hai sentito come una violenza che ti ha lasciato sporco e che sei lì a celebrare il sacramento della Penitenza proprio per eliminare per quanto possibile quella sporcizia.

7. Ti consiglio poi di pregare, in particolare col santo Rosario.
Chiedi a Colei che la Chiesa invoca come “la Madre del bell’amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza” (Sir 24,18) di renderti puro, di liberarti dai pensieri e dalle immaginazioni impure.
Se la invochi devotamente come può fare un figlio in necessità nei confronti di sua madre, vedrai che ti verrà subito in soccorso.
La Chiesa in un bell’inno “Ave maris stella” supplica la Madonna perché, “liberati dalle colpe, ci faccia miti e casti” (“nos culpis solutos, mites fac et castos”).

8. Prega anche per i tuoi compagni che hanno subito la medesima devastazione, e molti purtroppo senza neanche farci più caso.
In particolare prega per colui che ha fatto tutto questo. Se puoi, cerca di parlargli perché desista da quanto ha iniziato a fare. È il minimo che si richiede perché impari a rispettare il suo prossimo.

Ti assicuro la mia preghiera e il mio ricordo nella Messa, già da questa sera, e ti benedico.
Padre Angelo

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