Quesito

Gentile padre Angelo,
avrei piacere che mi chiarisse una certa perplessità in me sorta a seguito della recente nota pronuncia dell’Autorità ecclesiastica relativa alla materia delle opinioni sull’esistenza o meno del limbo, o meglio sulla sorte eterna dei bambini non battezzati.
La mia perplessità è questa: giacché identica è la sorte, in caso di morte, di chi, non avendo ancora conseguito l’uso di ragione, ha ricevuto o non ha ricevuto il battesimo, non ne consegue la sostanziale inutilità del battesimo di costoro, visto che, nell’uno e nell’altro caso, vanno incontro allo stesso destino di salvezza? Non si viene in tal modo a dare ragione, a posteriori, all’opinione degli anabattisti, che negavano valore al battesimo dei bambini, ritenendo valido e legittimo solo il battesimo conferito a persone adulte, che avessero reso una personale confessione di fede? E non si viene a rafforzare l’opinione, che si va diffondendo purtroppo, come si può constatare, anche in ambiente cattolico, che sarebbe opportuno soprassedere al battesimo dei propri figli sino al momento in cui essi stessi siano in grado di manifestare la propria volontà in proposito? La ringrazio sin da ora della sua attenzione, sempre così premurosa, e la saluto, raccomandandomi alla sua preghiera.
Vito Putignano


Risposta del sacerdote

Caro Vito,
1. la tua domanda va all’osso della questione.
Gesù ha detto: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,16).
Da queste parole si arguisce che per salvarsi è assolutamente necessario credere: chi non crederà sarà condannato.
Si arguisce anche che è necessario il battesimo. Tuttavia Gesù non ha detto che chi non riceve il battesimo non si salva.
E infatti la Chiesa spera la salvezza per tutti.

2. Tu fai riferimento alla questione del limbo per i bambini.
Ad essere precisi il documento che è uscito non è un atto del magistero della Chiesa, ma della Commissione teologica internazionale.
Pertanto, per quanto autorevole, è sempre il pensiero di alcuni, non della Chiesa in quanto tale.
Tuttavia le motivazioni che porta sono plausibili e possono essere fatte proprie da tutti.

3. Questo documento ricorda la necessità del Battesimo per coloro che vengono a conoscenza della verità della religione cristiana. Se uno lo rifiutasse pur sapendo della sua necessità, non accetterebbe di essere di essere incorporato a Cristo.
Ma chi in buona fede pensa che la sua religione sia la vera, se si comporta secondo il dettame della propria coscienza, può salvarsi con l’aiuto della grazia di Dio.
La Commissione teologia internazionale applica anche ai bambini la situazioni di costoro. Anche i bambini ignorano in buona fede la necessità del battesimo.

4. La Commissione teologia internazionale ricorda la necessità della grazia per poter entrare in Paradiso.
Ma sostiene anche che la grazia non viene data solo per mezzo dei sacramenti e confida che per le preghiere della Chiesa Dio offra la salvezza anche ai bambini che muoiono senza il battesimo attraverso vie che Lui solo conosce.
La Commissione non esprime dunque una certezza, ma una speranza.
E conclude che il battesimo è assolutamente necessario per chi viene a conoscenza della sua necessità.

5. Ti riporto alcuni passaggi del documento:
“La grazia di Dio raggiunge ogni essere umano e la sua provvidenza abbraccia tutti. Il concilio Vaticano II insegna che Dio non nega «gli aiuti necessari alla salvezza» a coloro che, senza loro colpa, non sono ancora giunti a una conoscenza esplicita di Dio, ma che,con l’aiuto della grazia, «si sforzano di condurre una vita retta». Dio illumina ogni uomo «affinché abbia finalmente la vita».
Viene poi nuovamente affermato che la grazia «lavora invisibilmente» nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà (GS 22). Queste parole si applicano direttamente a coloro che hanno raggiunto l’età della ragione, e che prendono decisioni responsabili, ma difficilmente si potrà affermare che non valgono anche per i bambini. La seguente affermazione, in particolare, sembra avere una portata veramente universale: «Cristo, infatti, è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire associati, nel modo che Dio conosce, al mistero pasquale» (GS 22). Questa affermazione così profonda del concilio Vaticano II ci porta al cuore del progetto d’amore della santissima Trinità e sottolinea come il progetto di Dio superi l’umana comprensione” (n. 81).

“In ogni momento e in ogni circostanza Dio offre un rimedio di salvezza per l’umanità. Così ha insegnato Tommaso d’Aquino, e prima di lui Agostino… e Leone Magno. Troviamo questo medesimo insegnamento anche nel Caietano. Papa Innocenzo III si è particolarmente soffermato sulla situazione dei bambini: «Non è pensabile infatti che vadano perduti tutti i bambini piccoli, di cui muore ogni giorno una così grande moltitudine, senza che Dio misericordioso, che non vuole che alcuno perisca, non abbia procurato anche per loro un qualche rimedio per la salvezza. Noi diciamo, operando una distinzione, che c’è un duplice peccato, quello originale cioè e quello attuale: il peccato originale che è contratto senza il consenso, e quello attuale che è commesso in virtù del consenso. Il peccato originale quindi, che è contratto senza il consenso, senza il consenso è rimesso in forza del sacramento». Innocenzo difendeva il battesimo dei bambini in quanto mezzo dato da Dio per i molti bambini che muoiono ogni giorno. Possiamo tuttavia domandarci, alla luce di un’applicazione più attenta di questo medesimo concetto, se Dio non offre anche qualche rimedio per quei bambini che muoiono senza battesimo. Non si tratta assolutamente di mettere in discussione l’insegnamento di Innocenzo, secondo il quale i bambini che muoiono nel peccato originale sono privati della visione beatifica. Possiamo però domandarci, come di fatto stiamo facendo, se i bambini che muoiono senza battesimo muoiono necessariamente nel peccato originale, senza un rimedio divino” (n. 83).

6. Quanto la Commissione teologia internazionale afferma non fa altro che esplicitare ulteriormente quanto è già scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Ti riporto i passi più salienti del Catechismo:
“Il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza (Gv 3,5). Per questo ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutte le nazioni (Mt 28,19-20).
Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento (Mc 16,16).
La Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere «dall’acqua e dallo Spirito» tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli non è legato ai suoi sacramenti” (CCC 1257).

“Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di venire a contatto, nel modo che Dio conosce, col Mistero pasquale [Gaudium et spes, 22]. Ogni uomo che, pur ignorando il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio come la conosce, può essere salvato. E’ lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità” (CCC 1260).

“Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro. Infatti, la grande misericordia di Dio che vuole salvi tutti gli uomini [1Tm 2,4] e la tenerezza di Gesù verso i bambini, che gli ha fatto dire: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite» (Mc 10,14), ci consentono di sperare che vi sia una via di salvezza per i bambini morti senza Battesimo. Tanto più pressante è perciò l’invito della Chiesa a non impedire che i bambini vengano a Cristo mediante il dono del santo Battesimo” (CCC 1261).

Come vedi, caro Vito, la Chiesa è certa della salvezza solo per i bambini che muoiono con il battesimo.
Per quelli che muoiono senza il battesimo confida nella loro salvezza.
Ti ringrazio, ti seguo con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo