Ho una fidanzata pentecostale e ultimamente a motivo della fede sono sorti diversi attriti

////Ho una fidanzata pentecostale e ultimamente a motivo della fede sono sorti diversi attriti

Ho una fidanzata pentecostale e ultimamente a motivo della fede sono sorti diversi attriti

Quesito

Buonasera padre,
scrivo a voi Domenicani perché ho sempre avuto molta stima per gli ordini monastici.
Premetto con tutta sincerità che sono un cristiano un po’ "anarchico", come ce ne sono stati tanti e ce ne saranno tanti.
Quello però che mi è sempre piaciuto della chiesa cattolica (sono cattolico di origine e orgoglioso di questo, certamente non un buon cattolico e con certe idee discordanti sulla posizione della Chiesa) è che mi ha sempre lasciato molta libertà nelle scelte, e che ha dato sempre speranza di salvezza a tutti.
Un mio parente per dirle, è sposato con una ragazza induista, grande persona che si fa in quattro per gli altri, fa volontariato di ogni genere.
Non voglio sostituirmi al giudizio divino perché sarebbe ridicolo ecco, ma io non riesco a concepire come una persona del genere possa finire all’inferno! Sbaglierò totalmente ma per me contano più le azioni e la natura di una persona, forse sono troppo istintivo.
La mia fidanzata è pentecostale, dico fidanzata perché sentivo di doverla sposare un giorno.
Mi è piaciuta fin dall’inizio perché sentivo era una persona molto aperta e che ama aiutare gli altri.
Ultimamente però abbiamo avuto delle discussioni. Lei si sta concentrando molto sulla fine del mondo, parla di apocalisse, interpreta i segni e ovviamente legge il libro dell’apocalisse. Mi ha raccontato alcune cose che io ho trovato insensate, tanto che mi sono preoccupato tantissimo che non stia venendo manipolata da qualche "profeta". Per fortuna almeno questo non pare essere.
Purtroppo da quel che ho capito ha una visione molto più "chiusa" della salvezza, questa cosa la percepisco come una sorta di giudizio indiretto, non voluto direttamente da lei visto che odia il giudicare. Mi crea moltissima ansia questa cosa, perché io la penso in maniera proprio opposta, per me non esiste un’unica verità assoluta che è la bibbia, contano moltissimo anche le persone!
Ed ho una paura terribile che magari in maniera anche dolce cerchi in futuro di farmi vedere le cose in questa maniera.
Visto che so già con certezza che idea non la cambio ho anche timore che la coppia "scoppi" per questo motivo, questa visione molto "letterale" di bibbia e vangelo che a me invece causa ansie orribili.
Lei contesta questa posizione della salvezza più aperta, dicendo che non fa parte della bibbia.
Io son cresciuto da cattolico e morirò cattolico, sono anche andato ad alcune cerimonie del suo culto, non per convertirmi o abbracciare idee, ma perché sono una persona apertissima al confronto, mi piace conoscere modi diversi di interpretare ma non ne vengo "affascinato", proprio per il fatto di esser molto anarchico. Speravo che la cosa venisse percepita anche come una sorta di apertura al dialogo su queste cose, ma la cosa che odio di più è lo scontro, che puntualmente purtroppo è avvenuto.
Da qui le mie aperture.
Per assurdo ora mi trovo più a mio agio a parlare di religione con amici atei, buddisti, induisti o di fedi totalmente diverse, e tutto ciò è molto triste e sono stato malissimo per tutta questa storia. E non ho nessuna voglia di iniziar una battaglia suon di citazioni bibliche.
Ora non so veramente cosa fare, per me questa è una cosa non da poco conto perché mi crea ansie, non so se aspettare, parlargliene di nuovo apertamente (facilmente litigheremo), non so nemmeno nel caso le cose dovessero andar male in che modo lasciarla perché purtroppo avverrebbe per questa visione diversa e non per altro e abbiamo moltissime altre idee invece in comune. Nel caso non avrei nemmeno idea di come fare perché so ci staremmo malissimo entrambi e non ho mai dovuto lasciare una ragazza per un motivo simile.
Grazie mille per la risposta padre!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
due sono le cose che desidero sottolineare della tua mail.
1. La prima riguarda la salvezza delle persone appartenenti ad altre religioni.
Mi parli di una ragazza induista di cui dici che è “grande persona che si fa in quattro per gli altri, fa volontariato di ogni genere”.
Ebbene, comunemente si pensa: se non va in paradiso una persona come questa, chi ci può andare?

2. Ma c’è un equivoco che va chiarito.
Si pensa che il paradiso sia semplicemente il luogo in cui i buoni vengono premiati.
Ma secondo la Sacra Scrittura il Paradiso è qualcosa d’altro: è l’accettazione di entrare in una relazione soprannaturale di amore, anzi di amicizia con Dio.
In questa relazione non si entra di iniziativa propria, ma per la corrispondenza ad un’offerta gratuita da parte di Dio.
In altri termini: il Paradiso consiste nell’entrare in intimità con Dio.
E vi si entra solo se si è rivestiti di quella realtà di ordine soprannaturale che ci proporziona a Dio e che i cristiani chiamano grazia.
La grazia corrisponde alla veste nuziale di cui un tale fu scorto sprovvisto nella parabola evangelica.
Queste veste nuziale Dio stesso la provvede e la dona attraverso i sacramenti, che rimangono le vie ordinarie della salvezza e cioè dell’entrare in intimità Dio.

3. La Chiesa pensa però che dal momento che Dio vuole che tutti gli uomini si salvino, a tutti deve offrire per altre vie, diverse dai sacramenti e che noi non conosciamo, questa grazia che li porta ad una certa intimità con Lui.
Pertanto può darsi benissimo che la ragazza induista che conosci sia rivestita senza saperlo della grazia in un grado molto elevato. E che proprio per questa grazia sia così generosa nei confronti di tutti.
Come potrebbe darsi che tu, per quanto battezzato, sia sprovvisto della grazia.
E allora in ordine alla salvezza sarebbe meglio piazzata la ragazza induista che te.

4. Con questo va ricordato anche che non è possibile avere la grazia e condurre una vita disonesta. Perché il peccato fa perdere la grazia.
Ma non necessariamente chi è onesto davanti al mondo è anche in grazia di Dio.
I comandamenti sono dieci e si può perdere la grazia anche tralasciando per pigrizia di santificare le feste o commettendo atti impuri.

5. La seconda cosa che desiderio evidenziare concerne i pentecostali.
Questi, come in genere i protestanti, legano la salvezza solo alla fede e cioè al sapere che Cristo è morto per noi e che noi crediamo nella sua opera di salvezza.
Sicché ci si salverebbe indipendentemente dalla vita onesta. Lutero ha detto: “Pecca fortemente, ma credi ancor più fortemente”.
Ma a parte questo, i pentecostali e gli evangelici, rispetto ai protestanti tradizionali (i luterani), sono fondamentalisti e cioè leggono i versetti della Scrittura isolandoli dall’insieme della Scrittura e dalla Rivelazione stessa.
Sicché diventa improbo dialogare con loro. Non c’è ragionamento che tenga di fronte alla loro personale interpretazione della Scrittura.
Sono ostinati e talvolta fanatici.
Credo che per un ragazzo come te, che viene fuori da una cultura o comunque da una tradizione cattolica, sia difficile accettare posizioni legate ad un certo fondamentalismo.

6. Le divergenze che in questi ultimi tempi sono scoppiate fra voi due vanno tenute nel debito conto.
Avevano ragione gli antichi a dire che l’amicizia si fa tra persone affini (almeno nei principi fondamentali) oppure rende affini.

Augurandoti ogni bene, ti ricordo al Signore ti benedico.
Padre Angelo

Di |2017-09-27T15:00:00+00:0027 settembre 2017|Un sacerdote risponde - Varie - Ecumenismo|