Quesito

Gent.le Padre Angelo,
dal catechismo di S. Pio X al compendio attuale sono cambiate alcune cose circa la gravità espressa dalla frase “cosa ci comanda il … comandamento”. Non vengono più indicati esplicitamente come gravi il dubbio volontario, l’ignoranza colpevole, il lavoro festivo degli artigiani e degli operai (qui forse capisco il perché), il non fuggire le occasioni di peccato e i discorsi impuri.
Viene detto in modo diverso o è cambiata la gravità in base ai tempi?
Grazie infinitamente per quest’opera di misericordia spirituale che elargisce a molti.
La ricordo nella preghiera e prometto di contenermi nello scrivere.
Un lettore. 26 anni


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. è diverso il modo di impostare le cose, perché non viene fatto per domanda e per risposta, ma la sostanza è la stessa.
Ad esempio, a proposito del peccato grave, il CCC afferma al n. 1858: “La materia grave è precisata dai Dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco (Mc 10,19)”.

2. Parlando della fede il CCC dice: “Ci sono diversi modi di peccare contro la fede:
Il dubbio volontario circa la fede trascura o rifiuta di ritenere per vero ciò che Dio ha rivelato e che la Chiesa ci propone a credere. Il dubbio involontario indica la esitazione a credere, la difficoltà nel superare le obiezioni legate alla fede, oppure anche l’ansia causata dalla sua oscurità” (CCC 2088).
Al n. 157 risposta un affermazione del card. Newmann: «Diecimila difficoltà non fanno un solo dubbio».

3. A proposito dell’ignoranza colpevole, il CCC dice espressamente: “Questa ignoranza spesso è imputabile alla responsabilità personale. Ciò avviene «quando l’uomo non si cura di cercare la verità e il bene, e quando la coscienza diventa quasi cieca in seguito all’abitudine del peccato» (Gaudium et spes, 16)]. In tali casi la persona è colpevole del male che commette” (CCC 1791).
È chiaro che la colpa sarà grave o meno a seconda della gravità dell’azione che si compie.
Ugualmente il CCC dice: “Se – al contrario – l’ignoranza è invincibile, o il giudizio erroneo è senza responsabilità da parte del soggetto morale, il male commesso dalla persona non può esserle imputato. Nondimeno resta un male, una privazione, un disordine. E’ quindi necessario adoperarsi per correggere la coscienza morale dai suoi errori” (CCC 1793).

4. Per le occasioni prossime di peccato il discorso è implicito quando si fa divieto ai divorziati risposati civilmente di accedere ai sacramenti.
Questo non è dato forse dal fatto che essi persistono in una occasione oggettiva e prossima di peccato?

5. I discorsi impuri rientrano nella pornografia (pornografia o porno-loquela sono della stesso ambito. Ecco che cosa dice il CCC: “La pornografia immerge gli uni e gli altri nell’illusione di un mondo irreale. E’ una colpa grave” (CCC 2354).
A scanso di equivoci, i discorsi impuri non sono sempre la stessa cosa che i discorsi volgari.

Ti ringrazio del ricordo nella preghiera che volentieri contraccambio.
Ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo